Mariana uccisa da un pirata della strada

Ritratto di Marco Ciaffone
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E’ questa la conclusione alla quale sono giunti gli investigatori dei carabinieri. La ragazza albanese sarebbe stata investita da un'automobile

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Avezzano - La ragazza è vittima di un pirata della strada. E’ questa la conclusione delle investigazioni in merito alla tragica morte di Mariana Marku, la 30enne albanese trovata cadavere sabato scorso vicino alla carreggiata che collega la frazione di Cappelle dei Marsi a quella di Cese di Avezzano. A comunicarlo è il comando provinciale dei carabinieri, che sta svolgendo le indagini coordinate dalla procura di Avezzano e dal pubblico ministero Guido Cocco.

Secondo i militari, guidati dal comandante provinciale Guarino Savino, stando ai rilievi ed alle analisi mediche effettuate sulla salma, la giovane albanese, che di professione faceva la barista in un locale notturno di Civitella Roveto, sarebbe stata investita da un'automobile il cui conducente è fuggito subito dopo l’impatto. Le lesioni riportate dalla vittima sarebbero compatibili con questa ipotesi; il corpo presenta solo tracce evidenti e riconducibili all'impatto su di un veicolo che procedeva a forte velocità. Secondo i militari non ci sono altre lesioni che possano far ipotizzare un diverso scenario o una diversa causa.

Sempre dall'analisi del corpo è stato possibile riscontrare con precisione che la vittima è deceduta la sera della sua scomparsa, cioè giovedì, e che solo per una coincidenza il cadavere, nonostante si trovasse in prossimità della strada, non sarebbe stato notato da nessuno per quasi due giorni.

Anche le tracce rilevate sulla strada sembrerebbero indicare in maniera evidente la presenza di un’automobile che, proveniente a forte velocità da Cappelle, avrebbe sbandato lungo la curva sfregando la fiancata contro il guardrail. I carabinieri riferiscono che sono stati ricostruiti con precisione gli ultimi momenti di vita della vittima, che non presenterebbero nessun lato oscuro e indicando nel tragico incidente la spiegazione dei fatti.

Il comando provinciale afferma che la ragazza camminava certamente a bordo strada per tornare a casa, poco distante, percorrendo un tratto non illuminato. La giovane non avrebbe avuto il tempo materiale di rendersi conto dell'accaduto, in un punto in cui i veicoli tendono a viaggiare, specialmente di notte, a forte velocità raggiungendo ad andatura sostenuta una curva che, se non è adeguatamente conosciuta, rischia di far perdere aderenza al veicolo. Un impatto violentissimo che ha sbalzato il corpo oltre il ciglio della strada.

Ai carabinieri resta ora da verificare se il veicolo che ha causato l’incidente sia proprio quello trovato carbonizzato la mattina della scomparsa. Il fatto che la vettura fosse rubata potrebbe in parte spiegare il perché il guidatore ed eventuali passeggeri siano fuggiti rendendosi così responsabili di omissione di soccorso e incendiando l’auto per cancellare ogni traccia che avesse potuto ricondurre a loro gli inquirenti. Si attendono a in merito i risultati delle analisi sui campioni di vernice recuperati sul guardrail.

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