"Inattendibili i dati di Di Pangrazio"

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antonio morgnante

Regione - Antonio Morgante, responsabile della segreteria del commissario Gianni Chiodi, risponde in maniera piccata al consigliere regionale del PD Giuseppe Di Pangrazio, che nelle scorse ore ha lamentato una presunta distrazione di fondi destinati ad agevolare tutte le attività imprenditoriali nelle aree colpite dal terremoto dell’aprile 2009.

Morgante che sostiene “l’inattendibilità" dei dati dichiarati da Di Pangrazio: “Le dichiarazioni del consigliere Di Pangrazio si fondano su notizie non vere e su dati confusi. Inoltre, è evidente che lo stesso si sia distratto nelle ultime settimane, considerato che, se inizialmente le risorse destinate alla ripresa delle attività produttive erano pari a 35 milioni di euro, con ordinanza 3959/2011 il governatore Chiodi ha ottenuto l'incremento di tale dotazione per quasi 44 milioni di euro, per un totale complessivo dii 79 milioni di euro. Parte di questi, circa 9 milioni, saranno impiegate per scorrere la precedente graduatoria del bando da 35 milioni. Mentre i restanti 35 saranno impiegati a beneficio delle medie e grandi imprese danneggiate dal sisma al fine di garantire l'occupazione".

Ed infine ha proseguito Morgante: "Tenga inoltre conto il consigliere Di Pangrazio che chi non ha potuto beneficiare delle provvidenze regionali derivanti dal cosiddetto "Asse VI" ha sicuramente beneficiato delle provvidenze della OPCM 3789/2009 per il finanziamento della quale sono stati impegnati 80 milioni di euro".

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giuseppe di pangrazio terremarsicane

Regione - Dure le accuse lanciate dal consigliere regionale del Partito Democratico Giuseppe Di Pangrazio con l’interpellanza presentata oggi in consiglio regionale sull’ "Asse VI, riprogrammazione Por Fesr Abruzzo 2007-2013. Fondi destinati a fronteggiare gli effetti negativi del sisma che ha colpito la Regione Abruzzo il 6 aprile 2009".

“E’ incredibile - afferma Di Pangrazio -  che si continui a creare confusione pur di distogliere l’attenzione dei cittadini dalle sciagurate scelte dell’attuale amministrazione regionale. Fondi destinati alla ripresa di un territorio colpito dal sisma, vengono distratti per motivazioni non pertinenti e nel frattempo imprese, lavoratori e famiglie aspettano di poter ricevere i finanziamenti per far ripartire le loro attività. Sono circa 300 le imprese della provincia che attendono da più di tre anni di riprendere l’attività mediante i finanziamenti previsti dall’Asse VI”.

“I 35 milioni messi a disposizione nel bando – sottolinea il consigliere - sono riusciti infatti a finanziare solo 282 delle circa 600 imprese ammesse. Secondo un calcolo, sarebbero serviti altri 24 milioni per coprire interamente le spese. L’aspetto curioso e che parte di questa somma, 16,1 milioni, si sarebbe potuta coprire tramite i fondi destinati dal CIPE, con la delibera n.116 del 6 novembre 2009, al sostegno economico del territorio regionale gravemente colpito dal sisma".

"L’amministrazione regionale – continua Di Pangrazio - ha invece pensato bene di utilizzare tali fondi, non per agevolare la ripresa delle attività imprenditoriali nelle aree terremotate, ma per coprire spese inappropriate rispetto alle finalità per cui erano stati stanziati”.

"E’ su questi argomenti che si costruisce la credibilità della politica. I cittadini hanno bisogno di trasparenza. Se ci sono dei fondi per la ripresa delle attività lavorative dI L'Aquila e dei territori colpiti dal terremoto, lì vanno allocati e non altrove. Invece di incentivare la ripresa si fa di tutto per spingere i cittadini abruzzesi fuori dal proprio territorio".

"Il presidente della Regione - conclude - continua a fare il commissario non rendendosi conto che la ricostruzione è ferma e che continuando così passeranno altri anni prima che L’Aquila ritorni la città che era un tempo”.

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