
Avezzano - L'Aia dei Musei vede il primo mattone posarsi. Sono stati infatti inaugurati nel pomeriggio del primo maggio il Lapidarium e il Museo del prosciugamento del Fucino nei locali dell'ex mattatoio comunale di Avezzano.
Al taglio del nastro hanno partecipato il sindaco Antonio Floris, il consigliere regionale Walter Di Bastiano, il presidente della Provincia dell'Aquila Antonio Del Corvo e Flavia De Sanctis, presidente dell'associazione Antiqua, principale promotore, insieme al comune, della struttura.
"Da un luogo dove si dava la morte agli animali sorge ora la vita della cultura - ha dichiarato la De Sanctis - foriera di momenti creativi per tutti i cittadini e per i giovani di questa città, che sono i primi ad aver contribuito, con le nuove professionalità di alto livello, alla realizzazione di questo intervento, così importante e messo in piedi con la dedizione di chi ha voluto realizzare un progetto per la città".
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"La Marsica, distrutta dal terremoto e poi bombardata dalla guerra ha rischiato di perdere la sua identità - dichiara Walter Di Bastiano - ed è dunque importante un momento come questo, è il modo più bello con il quale il sindaco Floris potesse chiudere il suo mandato, segnando un salto culturale per la città. Troveremo presto i fondi per terminare questa opera".
"All'inizio, quando mi hanno presentato questo progetto, ero un po' scettico - dichiara Antonio Del Corvo - ma alla fine abbiamo portato a termine questo sogno grazie alla determinazione di tutte le persone che ci hanno creduto".
Nel Lapidarium, chiamato “Le Parole della Pietra”, sono esposti antiche epigrafi finora custodite in depositi del municipio di Avezzano e non fruibili al pubblico, che raccontano il passato della Marsica attraverso storie di vita privata, religiosa e politica.
Una prima piccola sala, dedicata ad Avezzano prima del terremoto del 1915, testimonia il trascorso di una città scomparsa, con stemmi gentilizi, lo splendido portale della Chiesa di San Nicola, i capitelli della Cattedrale di san Bartolomeo e altri pezzi di grande valore provenienti da edifici non più esistenti. Le altre sezioni, dedicate alle antiche iscrizioni, ricordano un passato glorioso con l’esposizione di epigrafi riferite a personaggi della storia, dal dittatore Silla al capo della Lega Italica Poppedio Silone, e provenienti dalle aree archeologiche di Alba Fucens, Marruvium, Lucus Angitiae e Ortona dei Marsi.













