Comizio infuocato per Guido Laurini

Ritratto di Sara Rotondi
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Parla ininterrottamente per un’ora e non risparmia nessuno. Comizio monologo per il candidato sindaco che arringa la folla ed entra in diretta polemica con gli avversari

Balsorano - Solo diatribe e nessun accenno al programma elettorale. Non si è fatta attendere la replica dell’aspirante primo cittadino Guido Laurini (nella foto), che assieme ai componenti della sua lista, ha risposto al comizio di Mauro Tordone che si è svolto lo scorso 22 aprile.

Ad aprire il dibattito il ricordo della giornata di celebrazione del 25 aprile, 67° anniversario della Liberazione, dove il candidato ha rivolto un saluto “a tutte le istituzioni, ai cittadini e alle imprese, parte viva di questa società”, per addentrarsi poi nel vivo del comizio. In primis la precisazione all’incriminata citazione del "familismo amorale" di Edward C. Banfield (richiamato durante la presentazione per “Laurini Sindaco” n.d.r), che ha scatenato non poche polemiche da parte della lista avversaria, concetto che per Laurini “è stato travisato o per incapacità o per malafede, in quanto non mi riferivo alle condizioni sociali che porterebbero al familismo amorale ma agli interessi che si mischiano a quelli locali. Chiedo scusa a tutti i balsoranesi che non volevo assolutamente offendere”.

Trasformismi, cambi di casacca e “regole dell’usa e getta” sono i punti clou sulle quali si è soffermato l'ex sindaco che disapprovando alcuni elementi della lista competitrice, (Giovanni Tuzi e Romina Margani in quanto cognati n.d.r)  ha ricordato di come “i rapporti politici si confondano con quelli familiari” sottolineando l’ormai nota “guerra interfamiliare tra Tuzi (padre, Francesco n.d.r) e Margani (padre, Armando n.d.r) che ha soffocato le istituzioni e dove ora il nemico dei nemici rappresenta il più importante puntello dell’elettorato”. Rapporti questi, che rappresenterebbero un sintomo di “familismo” da parte di “illustri outsider e rampolli di famiglia”. Per passare poi alla nevicata dello scorso febbraio, dove è stata ribadita la “commistione tra ruoli amministrativi e imprenditoriali e il denaro speso” che a detta del candidato “sarà a carico della cittadinanza”. E non solo. Nel suo intervento inoltre, un duro j’accuse nei confronti del sindaco Francesca Siciliani, che durante l’emergenza neve “non ha brillato per la sua presenza”.

Ma i toni non si abbassano quando Laurini, cita in causa Giulia Giorgi che durante lo scorso comizio gli aveva dato del “saccente senza alcuna giustificazione, senza avermi mai parlato ed è stato gravissimo”. Alle invettive lanciate dal candidato alla poltrona di sindaco e che hanno tenuto banco ieri sera, se ne sono aggiunte altre: “L’inutilità delle opere di urbanizzazione nel centro storico di Balsorano prive di carattere d’urgenza, la mancata informazione e sensibilizzazione sulla raccolta indifferenziata, lo sbaraccamento e l’istituzione del centro di aggregazione giovanile che rischierebbe di ghettizzare i giovani col pericolo di pesanti deviazioni”.

L’ultima parola, come se non bastasse, il candidato la rivolge al suo sfidante Mauro Tordone che “rischia di essere un comprimario e un gregario in questa vicenda”, poiché “i veri protagonisti sono altri (riferimento esplicito a Giovanni Tuzi e Romina Margani additati da Laurini come i “veri poteri forti” di questa tornata elettorale n.d.r) e avrai un ruolo marginale”. Infine, un appello al “realismo per lavorare nell’interesse della comunità di Balsorano” e cita la teoria critica di Max Horkheimer (“Mondo amministrato?”, n.d.r) che “ha sempre seguito una regola fondamentale: attendersi il peggio, e annunciarlo francamente, ma nello stesso tempo contribuire alla realizzazione del meglio”.

 

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