Tumori: ribalta internazionale per l'ospedale di Avezzano

Ritratto di Francesco Vassallo
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Lo studio su 500 pazienti, condotto dal prof. Recchia, ha ottenuto risultati eccellenti in termini di qualità della vita dei malati. Prevista per domani una conferenza stampa all'American Association for Cancer Research di Chicago

Avezzano - L’ospedale di Avezzano guadagna la ribalta internazionale e approda negli States grazie a una propria ricerca relativa alla cura del tumore. Lo studio, condotto dal prof. Francesco Recchia, direttore del reparto di Oncologia dell’ospedale, ha suscitato grande interesse della comunità scientifica mondiale e americana in particolare.

Domani, 2 aprile,  Recchia terrà a Chicago una conferenza stampa all'American Association for Cancer Research (AACR). Un riconoscimento al luminare dell’ospedale di Avezzano che, da molti anni, tiene alto il prestigio del proprio reparto e, più in generale, dell’Abruzzo nella disciplina. La ricerca, iniziata circa 15 anni fa all’ospedale di Avezzano, ha coinvolto finora 500 pazienti, in parte residenti nella Marsica, e per il 30% provenienti da altre Regioni, soprattutto Lazio e Campania,  tutti al quarto stadio della malattia (il più grave, con metastasi), colpiti da diversi tipi di tumore.

La terapia, messa a punto da Recchia dopo lunghe ricerche e verifiche, ha dato eccellenti risultati sia sul piano della qualità della vita (minore tossicità) sia dell’indice di sopravvivenza (il doppio, mediamente, rispetto alla terapia tradizionale e persino il triplo in alcuni casi di cancro come quello dei polmoni). Lo studio si basa, in parole semplici, sulla combinazione di farmaci biologici, somministrati a bassi dosaggi (a differenza degli standard ordinari seguiti nei trattamenti). 

Il paziente, dopo il ricovero nel reparto di Oncologia, segue in modo autonomo, a casa, la terapia del prof. Recchia, somministrandosi i farmaci con una semplice puntura sottocutanea. Oltre al rilevante valore scientifico, lo studio effettuato dal Prof. Recchia, che ha portato alla nuova terapia, ha un costo notevolmente ridotto: un ventesimo rispetto alle spese che comportano i trattamenti tradizionali della patologia.

Insomma, maggiore efficacia della cura e minori spese. “L’invito a tenere una conferenza stampa a Chicago, da parte di una comunità scientifica così prestigiosa”, dichiara Recchia, “è un riconoscimento del lavoro compiuto dal sottoscritto e dallo staff che mi affianca, iniziato molti anni fa e frutto di grande applicazione e passione. Metto a disposizione del mondo scientifico le conclusioni della mia ricerca, con l’auspicio che possa dare un ulteriore contributo alla lotta contro il cancro”.

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