Alle origini di un pellegrinaggio

Ritratto di Roberto Cipollone

di Massimo Basilici

Sul monte Serrasecca, situato tra i comuni di Pereto e Rocca di Botte, si trova il santuario di Santa Maria dei Bisognosi. Secondo la leggenda, il primo edificio, di cui oggi non esiste alcuna traccia, sarebbe sorto nell’anno 610 d.c. quando papa Bonifacio IV si recò presso questo luogo per consacrare il tempio da poco eretto. All’interno sarebbe stata posta la statua lignea della Madonna che si venera. Oggi il santuario è visitato soprattutto dalla gente dei paesi limitrofi; anticamente il culto era conosciuto da diverse popolazioni. 

Ogni anno, nel periodo compreso tra aprile e settembre, da paesi della Marsica, Frusinate e Rietino, nutrite comitive di fedeli si portavano a piedi in pellegrinaggio a questa chiesa. 

Intorno agli anni Cinquanta del secolo scorso i frati del santuario hanno registrato in un diario i paesi che accorrevano più numerosi, oltre Pereto, Rocca di Botte, Oricola e Carsoli:

Antrosano

Balsorano

Capistrello

Cappadocia

Castellafiume

Cese

Civitella Roveto

Collalto Sabino

Collegiove

Colli di monte Bove

Corcumello

Leofreni

Magliano dei Marsi

Monteleone sabino

Nespolo Orvinio

Petrella Liri

Pietraforte

Poggio Moiano

Ridotti di Balsorano

Riofreddo

Rosciolo

Roviano

San Donato

Santa Lucia

Tivoli

Tonnicoda

Torano

Turania

Questo elenco non è esaustivo, mancano altri paesi che, forse, per brevità o per dimenticanza dei cronisti, non furono segnalati. Alcuni di questi gruppi di fedeli impiegavano quattro o cinque giorni per compiere l’intero pellegrinaggio.

La comitiva seguiva un percorso tramandato da secoli ed aveva probabilmente uno stendardino con un telo su cui era dipinta la statua della Madonna dei Bisognosi; il capo comitiva teneva spiegato ed in alto questa specie di bandiera. Questo simbolo era fondamentale per i pellegrini: camminando per chilometri qualcuno si attardava e lo stendardino faceva da riferimento per il gruppo. Probabilmente questo era anche un lasciapassare attraverso i vari paesi che la comitiva attraversava. In questo contesto la comitiva non doveva essere disturbata dalla gente dei paesi che attraversavano e viceversa i fedeli posti al seguito della compagnia non costituivano pericolo per la gente del luogo. Questa insegna serviva anche da riconoscimento per i frati del convento.

È iniziata una ricerca per capire quali paesi raggiungevano questo santuario, quale percorso seguivano, quanto tempo impiegavano e quali riti/usanze venivano svolti. Questo pellegrinaggio sicuramente fu importante per lo sviluppo e la cultura di alcuni paesi. Uscire da un abitato, allontanarsi per chilometri e ritornare sani e salvi era un rischio, che i fedeli accettavano pur di raggiungere questo luogo di culto. Era uno scambio di idee, di tradizioni, di usi e costumi l’incontrarsi al santuario con compagnie provenienti dal nord e viceversa. Perché la gente di alcuni paesi faceva questo percorso? Da quando sono iniziati questi viaggi? Oggi pochi conoscono l’esistenza di questa usanza. Per questo è iniziata una ricerca per trovare informazioni su questi spostamenti annuali.

Da una prima indagine è stato trovato uno stendardino, realizzato di recente, che si trova a Civitella Roveto, custodito da una famiglia del luogo. È riprodotto nell’immagine.

Oltre questo oggetto dalla stessa famiglia è custodito in una teca la tela dipinta nel 1937 di un altro stendardino usato sempre durante questo pellegrinaggio al santuario della Madonna dei Bisognosi.

Invito tutti coloro che leggono le pagine di questo sito a cercare nel loro paese le tracce di questo pellegrinaggio, la presenza di uno stendardino con un telo con sopra dipinta l’immagine della Madonna dei Bisognosi e foto d’epoca da allegare in una pubblicazione che verrà redatta con il materiale rintracciato.

Eventuali informazioni o fotografie possono essere inviate a questo indirizzo di posta: max@basilici.it

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Massimo BasiliciRingrazio monsignor Franco Geremia e Roberta Morelli di Civitella Roveto per la fotografia dello stendardino.

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