Le rivendicazioni dei "Forconi d'Abruzzo"
Gli agricoltori in protesta, dopo aver incontrato l'assessore Mauro Febbo, mettono nero su bianco le problematiche e i nodi da sciogliere
Regione - In seguito all'incontro avuto ieri con l'assessore Mauro Febbo, il Movimento dei "Forconi d'Abruzzo" ha provveduto a stilare un documento di sintesi contenente tutte le rivendicazioni avanzate dagli agricoltori abruzzesi in relazione agli ambiti d'intervento nazionale e locale.
Il documento dei "Forconi" si articola in diverse voci che toccano i punti-chiave della protesta attualmente in atto, chiamando in causa enti ed organizzazioni istituzionali non solo regionali. Le richiesta a livello nazionale sono varie e si articolano in diversi argomenti; per quanto riguarda il caso Equitalia che, in qualità di organo di riscossioni non permette alle aziende di accedere a nessuno tipo di finanziamento è stata richiesta una moratoria accessibile da concordare con tutte le parti interessate; rilevante importanza è stata data al cosiddetto "corridoio verde" nato da un accordo tra l'Italia e l'Africa del nord istituito in forma sperimentale con i fondi CE che oggi viene sfruttato dalle multinazionali per le importazioni agricole che poi vengono nazionalizzate (grazie ai centri di smistamento merci come l'interporto di Brecciarola a Chieti) e vendute come marchio italiano ai consumatori mentre trascina dietro lo sfruttamento dei prodotti degli agricoltori sottopagati. Richieste anche sulle "mucche fantasma" e il relativo latte proveniente dall'Est e anch'esso italianizzato così come la questione del caro gasolio con un prezzo sempre più alto dovuto alla riparazione dei buchi di bilancio della sanità e della politica visto che adesso, i cittadini e gli imprenditori hanno bisogno di 3 litri di latte e 6Jg di grano per acquistare un litro di gasolio. Le richieste rigurdano anche l'IMU riguardante il possibile pagamento da parte delle aziende dell'ICI e l'abolimento dei parchi regionali per accorparli in un unico consiglio di parchi nazionali e l'AGEA. Quest'ultima,richiesta a livello regionale, è inerente alla parcellizzazione dei terreni delle zone interne abruzzesi che non rende applicabile l'AGEA come normativa per i contratti bilaterali. I Forconi richiedono, allora, il mantenimento del contratto unilaterale visti i costi dei contratti bilaterali.
Dopo gli incontri svoltisi a Luco dei Marsi e Pescina pochi giorni fa il movimento si sta organizzando sul territorio marsicano, mentre la mobilitazione prosegue con i rappresentanti dei due presidi di Pratola Peligna e Villanova di Cepagatti che incontraranno a Pescara lunedì i quattro presidenti delle province abruzzesi.
























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