La Resistenza rovetana
Civitella Roveto - La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
Questo il tema discusso nella Sala “Vincenzo Zanello” a Civitella Roveto questo pomeriggio, proprio nel giorno del 67° anno dalla fine delle persecuzioni naziste. La conferenza ha visto la partecipazione dell’ Assessore regionale Angelo Di Paolo, il Vicepresidente del Consiglio regionale Giovanni D’Amico, il presidente dell’ Associazione culturale “Il Liri” Mauro Rai, il Dottor Giovanni De Blasis, il poeta marsicano Romolo Liberale e Antonio Rosini.
Dopo i saluti e una breve introduzione da parte del moderatore Carlo Komel, la proiezione dell’ interessante cortometraggio firmato Romolo Liberale, sulla morte crudele e ingiusta dei 33 cittadini abruzzesi, che colti di sorpresa sul monte Salviano, vennero trucidati con un solo scopo: diffondere la barbarie nazi-fascista.
Tra gli invitati, anche Antonio Rosini figlio di uno dei 33 martiri: la visione lucida e meticolosa di quanto accaduto quasi 70 anni fa e la descrizione di tutti i particolari, hanno tenuto altissima l’attenzione da parte dei presenti. Durante il racconto, è apparso commosso, arrabbiato e a volte anche sconsolato, probabilmente perché tutte le denuncie fatte negli anni, tutti i tentativi per fare giustizia (e non vendetta come egli stesso sottolinea) non hanno avuto mai il minimo risultato.
Subito dopo, ha preso la parola il Dott. Giovanni De Blasis, in questa circostanza in veste di storico. De Blasis ha chiarito, innanzitutto, che nella Marsica il movimento anti-fascista fu perlopiù un movimento marginale e individuale in quanto non vi era un’organizzazione chiara che potesse contrastare il potere del regime. Centro nevralgico del racconto del primario-ricercatore sarà la storia, tragica ma insieme orgogliosa, dei fratelli Durante i quali nonostante le torture e le sevizie non hanno mai voluto collaborare con la “bestia umana” ovvero i nazisti. Infine il dottor De Blasis ha sottolineato l’importanza strategica delle donne durante la Resistenza: le donne e in particolare le madri, accoglievano i prigionieri di tutte le razze, affinché potessero rivedere nei volti e nelle lacrime di quei prigionieri, i volti e le lacrime dei loro figli, vagabondi di guerra chissà dove.
E' certamente un’impresa difficile, quella che tenta di comunicare al lettore, le varie emozioni provate durante il convegno, mentre capiamo che il “mostro” con cui dobbiamo forzatamente combattere oggi è il negazionismo, quella corrente di pensiero che tenta di negare una tragedia immane come la Shoah; infatti avvallare l’idea che questo crimine sia stato uno dei tanti, vorrebbe dire uccidere per la seconda volta tutte le vittime della follia nazi-fascista: ebrei, disabili, omosessuali, dissidenti politici, rom.
Prima del saluto dell'Assessore regionale Di Paolo e del Vicepresidente della Regione D'Amico, l'intervento di Mauro Rai, Generale in congedo delle Forze armate e Presidente dell'Associzione "Il Liri", che insieme all'A.N.P.I., ha organizzato il convegno.
Rai ha raccontato la Seconda Guerra mondiale, con una cronostoria parallela, quella di soldati rovetani, impegnati spesso in operazioni difficili e mai tornati a casa.



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Commenti
Ma Angelo Di Paolo non ha
Ma Angelo Di Paolo non ha partecipato ad Aielli Stazione il 20 agosto 2011 all'inaugurazione del busto di Guido Letta, il prefetto fascista che fu tra i più esigenti e rigorosi attuatori delle leggi razziali?
C.S.
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