Serafino de’ Giorgio e la spedizione marsicana nell’Agro romano del 1867

Ritratto di Roberto Cipollone
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Di Fiorenzo Amiconi

Per la sua posizione geografica, il territorio di confine tra Abruzzo e Lazio costituì uno dei teatri principali delle battaglie tra i sostenitori del nuovo ideale unitario e i difensori dell’ormai disgregato Regno di Napoli e dello Stato Pontificio, che coinvolsero in un profondo disordine anche quel largo strato di genti mosso non tanto da alti ideali quanto piuttosto dall’atavica rivendicazione di migliori condizioni di vita.

Molto è stato scritto, anche recentemente, sul processo di Unificazione del nostro Paese e una gran parte della storiografia lo ha definito ormai come un passaggio certamente non indolore per le popolazioni del Meridione e che portò immancabilmente al manifestarsi di odi, malversazioni e vendette di cui troppi innocenti fecero le spese.

La storia ricostruita in questo libro attraverso la ricerca d’archivio e la disamina delle fonti disponibili è quella di un fervente garibaldino marsicano, Serafino de’ Giorgio, che, insieme ad un gruppo di volontari abruzzesi, sotto il vessillo di Garibaldi, volle tentare l’assalto frontale verso la Campagna romana, nella vana speranza di contribuire con le proprie armi alla conquista di Roma e del territorio non ancora italiano.


Dettagli del libro:

Fiorenzo Amiconi, "Serafino de’ Giorgio e la spedizione marsicana nell’Agro romano del 1867" - Documenti sugli scontri tra garibaldini e zuavi a Subiaco

Prefazione di Eugenio M. Beranger

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