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Appello del presidente del Cam alla Regione: «servono nuove infrastrutture per evitare ai marsicani bollette dell'acqua più salate». Presentato il programma del nuovo Cda.

Avezzano. Un appello è stato lanciato ieri mattina nel corso di una conferenza stampa nella sede del Cam (Consorzio acquedottistico marsicano) dall'amministratore delegato Gianfranco Tedeschi che ha chiesto l'apertura di un tavolo istituzionale per discutere dei problemi a cui deve far fronte la società, tra cui quello della scarsa liquidità. L'invito è stato rivolto all'assessore regionale ai Lavori pubblici, Angelo Di Paolo, al commissario dell'Ato, Stefania Valeri, al presidente Gianni Chiodi e ai sindaci di Avezzano, Pereto, Civita, Collarmele e Ovindoli.

La gestione Cam sotto la guida di Gianfranco Tedeschi, eletto presidente della società nel 2006, mentre nel 2007 diventa anche amministratore delegato, parte in salita. Secondo tedeschi, infatti, «è stata eredito un Ente con una situazione economica pesante e costi di gestione della politica alti. Nel 2005 il bilancio d’esercizio è stato chiuso con un passivo di oltre 2 milioni e 500mila euro, mentre il 2008 farà registrare (secondo i dati ufficiosi) un utile di circa 70 mila euro dopo le imposte civilistiche.
L’opera di risanamento aziendale», ha aggiunto Tedeschi, «è stata possibile grazie ad una politica di riduzione dei costi, ottenuta mediante economie di scala, riorganizzazione della forza lavoro e un’attenta ripartizione delle attività di manutenzione. Tuttavia i conti aziendali risentono ancora del grosso carico di passività generato dal passato; oltre ai costi straordinari quali quelli derivanti dagli aumenti dei costi energetici che, oggi, incidono per più di 7 milioni di euro (al netto dell’Iva) sul bilancio, a cui vanno aggiunti anche i problemi derivanti dagli impianti di depurazione obsoleti e inefficienti, ereditati dai Comuni, che presentano carenze strutturali e comportano sanzioni amministrative e pecuniarie, e le altissime percentuali di morosità, per le quali è stata avviata l’azione per recuperare le somme al fine di far decollare un sistema equo, efficiente e solidale). Nonostante quanto sopra la tariffa è e resta ferma al 2006, ed è ancora la più bassa dell’intera Regione. Inoltre la delicata situazione politico-amministrativa dell’Ato (organismo di indirizzo e programmazione degli interventi) comporta un rallentamento delle attività e invece di sostenere gli sforzi della società scarica sul Cam altri problemi senza tener conto degli effetti derivanti dalle scelte effettuate: non è più rinviabile, quindi, una revisione della tariffa. La mia azione», ha chiarito, «nonostante le difficoltà oggettive e la scarsa collaborazione degli enti preposti, si è distinta per una serie di scelte virtuose a partire dal drastico taglio dei costi della politica, praticamente azzerati: nel 2009 la previsione di spesa per l'intero Consiglio di amministrazione, ridotto da sette a tre membri, è di 9 mila euro lordi. Una scelta politica virtuosa, la prima in Abruzzo, che potrebbe e dovrebbe essere seguita dalle altre società di gestione ed enti pubblici abruzzesi dove, al momento, si è fermi alla politica degli annunci, con contestuale impegno degli Enti superiori, Regione in testa, per sostenere il lavoro di risanamento e valorizzazione di una società pubblica che gestisce il ciclo idrico integrato “in house”».

La conferma alla guida del Cam per il triennio 2009/2011 è stata votata all’unanimità dai sindaci marsicani sulla base di un programma ben preciso: riduzione dei costi della politica (già attuato); attivazione dì sportelli per gli utenti nei distretti della Piana del Cavaliere, Piani Patentini, Valle Roveto, Valle del Giovenco, Marsica Ovest, Celano e Avezzano, (già attivati); costituzione della società unica di gestione a livello provinciale salvaguardando i diritti acquisiti dal Cam; implementazione delle procedure certificate e applicazione rigoroso del codice etico; avvio di un piano di investimenti finalizzato al rifacimento delle reti idriche e al risparmio energetico in tutti i Comuni della Marsica; rivisitazione del sistema tariffario. «Sarebbe opportuno», ha sottolineato l'amministratore delegato, «che anche le istituzioni e gli enti collegati al Cam sostengano gli sforzi e prendano atto non solo delle eventuali problematiche legate alla gestione, ma dal lavoro svolto che comporta benefici reali per i cittadini e miglioramento del sistema. Ad esempio i costi sostenuti dal CAM per gli investimenti su opere già realizzate, e collaudate, poco prima della consegna al CAM, come nel caso del depuratore del Comune di Celano, per cui sono stati investiti cospicui fondi per l’adeguamento della struttura in assoluto spirito di collaborazione e di impegno per la soluzione del problema senza sterili polemiche. Tutti gli sforzi compiuti nella gestione vengono appesantiti da difficoltà gestionali derivanti da mancanza di liquidità, dovuta sostanzialmente al fatto che solo da poco tempo si è proceduto all’avvio della riscossioni dei crediti che, da anni, trovano semplice iscrizione nei Bilanci del CAM S.p.a. A questo vanno aggiunte le rilevanti spese energetiche raddoppiate dal 2004, i notevoli interventi che il CAM deve effettuare per ovviare alle carenze strutturali degli impianti, la prassi ormai collaudata della mancanza decisionale da parte dell’Autorità d’Ambito da quando è Commissariata, il ripiano dei debiti ad esempio per i costi dell’acquisto dei contatori e pozzetti (ancora presenti in gran numero nei nostri magazzini), nonostante la gestione corrente abbia un pareggio che comporta costi sostenuti a fronte di pari ricavi».
 

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