Il perché di una devozione

Dalla tribuna illustrata della Domenica del 30.07.1899
a cura di Concezio ERAMO


E’ il 16 luglio 1899 , in un pomeriggio afoso, il cielo diventa cupo e, in pochissimi minuti, un nubifragio si abbatte su Pescina, in provincia dell’Aquila. Una impetuosa massa d’acqua arriva giù da monte Parasano, travolgendo e trasportando a valle enormi macigni, distrugge la strada principale della città, denominata strada “CORNICE” ed abbatte completamente due case, lesionandone molte altre. Solo per fortuna (o per miracolo) non vi sono vittime umane: tre fanciulle corrono un gravissimo pericolo rimanendo in bilico sulle mura diroccate della loro abitazione ma vengono salvate dall’allora capo delle guardie municipali e dall’ex bersagliere Gioacchino FRACASSI. 

Il fiume Giovenco, rotti gli argini appena dopo il ponte, inonda la campagna a valle devastando ogni cosa, spazzando via grano appena mietuto, orti, campi di patate, armenti, greggi, animali da cortile: una distruzione totale della campagna tra Pescina e la sua frazione S. Benedetto dei Marsi. I danni sono incalcolabili e molte famiglie sono ridotte nella più completa miseria. Il giorno dopo, arriva a Pescina una compagnia di soldati del 55° Reggimento di Fanteria che, alacremente, aiutati dalla cittadinanza, provvedono allo sgombero dei detriti ed alla messa in sicurezza delle abitazioni danneggiate e lesionate. Le fotografie che pubblichiamo, sono state eseguite da due distinti signori: Luigi VILLA e Giuseppe MASCIOLI TESONE, esse danno un’idea della gravità da cui è stata funestata la graziosa città della Marsica.


Dopo quanto accaduto, i Pescinesi, un anno dopo il nubifragio, nel 1900, con l’allora Vescovo della Diocesi dei Marsi con sede in Pescina, Mons. Enrico Russo, vista l’assenza di vittime umane durante l’alluvione, per ringraziamento, alla sommità della città, nel luogo da dove è arrivata la massa d’acqua, su parte di terreno donato dal signor Venanzio DI LUCA, nonno di TAGLIERI SCLOCCHI Mario (“Capitano” ), costruiscono una chiesa dedicata alla Madonna del Carmelo (Madonna del Carmine). Alla Madonna del Carmine perché, riprendendo un episodio biblico del profeta Elia, quando sul monte Carmelo ha la visione della madonna su una nuvola dispensatrice di pioggia benefica. Protettrice quindi da catastrofi provocate da acque impetuose.



La lapide ricorda l’edificazione della piccola Chiesa nel 1903, ma a rigore di cronaca si ribadisce che l’alluvione è avvenuto il 1899.


Nel Martirologio Romano si legge: 16 luglio - Beata Maria Vergine del Monte Carmelo, dove un tempo il profeta Elia aveva ricondotto il popolo di Israele al culto del Dio vivente e si ritirarono poi degli eremiti in cerca di solitudine, istituendo un Ordine di vita contemplativa sotto il patrocinio della santa Madre di Dio.


Il Carmelo è una catena montuosa che si estende dal golfo di Haifa sul Mediterraneo, fino alla pianura di Esdrelon ed è richiamato più volte nella Sacra Scrittura per la sua vegetazione, bellezza e fecondità: Karmel, significa infatti giardino-paradiso di Dio.


Una tradizione racconta che già prima del Cristianesimo, sul Monte Carmelo, si ritiravano degli eremiti vicino alla fontana del profeta Elia; poi gli eremiti proseguirono ad abitarvi anche dopo l’avvento del Cristianesimo e verso il 93dC. un gruppo di essi, che si chiamarono poi ”Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo”, costruirono una cappella dedicata alla Vergine, sempre vicino alla fontana di Elia. Quindi, Il culto mariano affonda le sue radici, unico caso dell’umanità, nei secoli precedenti la sua stessa nascita, perché il primo profeta d’Israele, Elia (IX sec. a.C.), dimorando sul Monte Carmelo, ebbe la visione della venuta della Vergine che si alzava come una piccola nube dalla terra verso il monte, portando una provvidenziale pioggia e salvando così Israele da una devastante siccità.
In quella nube piccola “come una mano d’uomo” tutti i mistici cristiani e gli esegeti hanno sempre visto una profetica immagine della Vergine Maria che portando in sé il Verbo divino, ha dato la vita e la fecondità al mondo.


Dal Primo Libro dei Re


Molto tempo dopo, nel corso del terzo anno, la parola del Signore fu rivolta a Elia, in questi termini: «Va', presèntati ad Acab, e io manderò la pioggia sul paese». Elia andò a presentarsi ad Acab.
La carestia era grave in Samaria. Poi Elia disse ad Acab: «Risali, mangia e bevi, poiché già si ode un rumore di grande pioggia».
Acab risalì per mangiare e bere; ma Elia salì in vetta al Carmelo; e, gettatosi a terra, si mise la faccia tra le ginocchia, e disse al suo servo: «Ora va' su, e guarda dalla parte del mare!» Quegli andò su, guardò, e disse: «Non c'è nulla». Elia gli disse: «Ritornaci sette volte!»
E la settima volta, il servo disse: «Ecco una nuvoletta grossa come la palma della mano, che sale dal mare». Allora Elia ordinò: «Sali e di' ad Acab: Attacca i cavalli al carro e scendi, perché la pioggia non ti fermi».
In un momento il cielo si oscurò di nuvole, il vento si scatenò, e cadde una gran pioggia. Acab montò sul suo carro, e se ne andò a Izreel. La mano del Signore fu sopra Elia, il quale si cinse i fianchi, e corse davanti ad Acab fino all'ingresso di Izreel. (1Re 18, 1-2. 41-46)


Il Culto Di Maria


Etimologia. Maria significa:
amata da Dio, dall'egiziano;
signora, dall'ebraico.


Maria, il più bel fiore di quel giardino di Dio, è la ‘Stella Polare, la Stella Maris’ del popolo cristiano. E sul Carmelo continuarono a vivere gli eremiti finché, nella seconda metà del sec. XII, giunsero alcuni pellegrini occidentali, probabilmente al seguito delle ultime crociate del secolo; proseguendo il secolare culto mariano esistente essi si unirono in un Ordine religioso fondato in onore della Vergine, alla quale i suddetti religiosi si professavano particolarmente legati.


L’Ordine non ebbe quindi un fondatore vero e proprio, anche se esso considera il profeta Elia come suo patriarca e modello, il patriarca di Gerusalemme s. Alberto Avogadro (1206-1214), originario dell’Italia, dettò una ‘Regola di vita’, approvata nel 1226 da papa Onorio III.


Costretti a lasciare la Palestina a causa dell’invasione saracena, i monaci Carmelitani, come ormai si chiamavano, fuggirono in Occidente, dove fondarono diversi monasteri: Messina e Marsiglia nel 1238; Kent in Inghilterra nel 1242; Pisa nel 1249; Parigi nel 1254, diffondendo il culto di Colei che: “le è stata data la gloria del Libano, lo splendore del Carmelo e di Saron” (Is 35,2).


Il 16 luglio del 1251, la Vergine circondata da Angeli e con il Bambino in braccio, apparve al primo Padre Generale dell’Ordine il beato Simone Stock, al quale diede lo ‘scapolare’ col ‘privilegio sabatino’, che consiste nella promessa della salvezza dall’inferno per coloro che lo indossano e la sollecita liberazione dalle pene del Purgatorio il sabato seguente alla loro morte.


Lo ‘scapolare’ detto anche ‘abitino’ non rappresenta una semplice devozione ma una forma simbolica di ‘rivestimento’ che richiama la veste dei Carmelitani e anche un affidamento alla Vergine per vivere sotto la sua protezione ed è infine un’alleanza e una comunione tra Maria ed i fedeli.


Papa Pio XII affermò che “chi lo indossa viene associato, in modo più o meno stretto, all’Ordine Carmelitano”, aggiungendo: “quante anime buone hanno dovuto, anche in circostanze umanamente disperate, la loro suprema conversione e la loro salvezza eterna allo Scapolare che indossavano! Quanti, inoltre, nei pericoli del corpo e dell’anima, hanno sentito, grazie ad esso, la protezione materna di Maria! La devozione allo Scapolare ha fatto riversare su tutto il mondo, fiumi di grazie spirituali e temporali”.


Altri papi ne hanno approvato e raccomandato il culto, lo stesso beato Giovanni XXIII lo indossava, esso consiste di due pezzi di stoffa di saio uniti da una cordicella che si appoggia sulle scapole. Sui due pezzi vi è ritratta l’immagine della Madonna.


Nel secolo d’oro delle fondazioni dei principali Ordini religiosi, cioè il XIII, il culto per la Vergine Maria ebbe dei validissimi devoti propagatori: i Francescani (1209), i Domenicani (1216), i Carmelitani (1226), gli Agostiniani (1256), i Mercedari (1218) ed i Servi di Maria (1233), a cui nei secoli successivi si aggiunsero altri Ordini e Congregazioni, costituendo una lode perenne alla comune Madre e Regina.


L’Ordine Carmelitano partito dal Monte Carmelo in Palestina, dove è attualmente ubicato il grande monastero carmelitano “Stella Maris”, si propagò in tutta l’Europa, conoscendo nel sec. XVI l’opera riformatrice dei due grandi mistici spagnoli Giovanni della Croce e Teresa d’Avila, per i quali oggi i Carmelitani si distinguono in due Famiglie: “scalzi” o “teresiani” (frutto della riforma dei due santi) e quelli senza aggettivi o “dell’antica osservanza”.


Nell’Ordine Carmelitano sono fiorite figure eccezionali di santità, misticismo, spiritualità claustrale e di martirio. Ne ricordiamo alcuni: S. Teresa d’Avila (1582) Dottore della Chiesa; S. Giovanni della Croce (1591) Dottore della Chiesa; Santa Maria Maddalena dei Pazzi (1607); S. Teresa del Bambino Gesù (1897), Dottore della Chiesa; beato Simone Stock (1265); S. Angelo martire in Sicilia (1225); Beata Elisabetta della Trinità Catez (1906); S. Raffaele Kalinowski (1907); Beato Tito Brandsma (1942); S. Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein, 1942); suor Lucia, la veggente di Fatima.


Alla Madonna del Carmine, come è anche chiamata, sono dedicate chiese e santuari un po’ dappertutto. E, per la promessa fatta con lo scapolare, è onorata anche come “Madonna del Suffragio” e a volte è raffigurata con l’immagine che trae, dalle fiamme dell’espiazione del Purgatorio le anime purificate.
Durante tutti i secoli trascorsi nella sua devozione, Maria è stata sempre rappresentata con Gesù Bambino in braccio o in grembo che porge lo ‘scapolare’ (tutto porta a Gesù), e con la stella sul manto (consueta nelle icone orientali per affermare la sua verginità).


La sua ricorrenza liturgica è il 16 luglio, giorno in cui la Madonna, nel 1251, apparve al beato Simone Stock porgendogli l’ “abitino”.


La devozione spontanea alla Vergine Maria, sempre diffusa nella cristianità sin dai primi tempi apostolici, è stata man mano nei secoli, diciamo, “ufficializzata” sotto tantissimi titoli, legati alle sue virtù (vedasi le Litanie Lauretane), ai luoghi dove sono sorti Santuari e chiese che ormai sono innumerevoli, alle apparizioni della stessa Vergine in vari luoghi lungo i secoli, al culto instaurato e diffuso da Ordini Religiosi e Confraternite, fino ad arrivare ai dogmi promulgati dalla Chiesa.


Maria racchiude in sé tante di quelle virtù e titoli, nei secoli approfonditi nelle Chiese di Oriente ed Occidente con Concili famosi e studi specifici, tanto da far sorgere una terminologia ed una scienza “Mariologica”. Oltre i grandi cantori di Maria nell’ambito della Chiesa, Essa ha ispirato elevata poesia anche nei laici: cito per tutti il sommo Dante che, nella sua “preghiera di s. Bernardo alla Vergine” nel XXXIII canto del Paradiso della ‘Divina Commedia’, esprime poeticamente i più alti concetti dell’esistenza di Maria, concepita da Dio nel disegno della salvezza dell’umanità, sin dall’inizio del mondo.


“Vergine madre, figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d’eterno consiglio,


tu se’ colei che l’umana natura
nobilitasti sì, che ‘l suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura……”

Condividi questo articolo

Statistiche

Ora 1 utente e 254 visitatori collegati.
  • Visualizzazioni dal 1 gennaio 2012
    10,382,055
  • Parziali:
  • Oggi - 50746

ultimi commenti inseriti

Loading

Prossimi eventi

24 Maggio, 2012 (Giorno evento)
25 Maggio, 2012 (Giorno evento)
25 Maggio, 2012 (Giorno evento)
26 Maggio, 2012 (Giorno evento)
27 Maggio, 2012 (Giorno evento)
28 Maggio, 2012 (Giorno evento)
28 Maggio, 2012 (Giorno evento)
29 Maggio, 2012 (Giorno evento)

di Pietro Maccallini

 A colpo d’occhio, esaminando i nomi di diversi venti, emergono, per quanto riguarda i significati di alcuni di essi, certe discrasie, contraddizioni non rilevate, che io sappia, dagli etimologi di professione perché ritenute probabilmente casuali o di nessuna conseguenza. A me questo fatto è parso invece di fondamentale importanza nel tracciamento delle linee guida per la determinazione delle etimologie più probabili che, guarda caso, vanno nella direzione dei principii fondamentali della mia linguistica.

Prima pagina

di Stefano Meco

Era il 21 maggio del 1962 quando un giovane neo-professionista si affacciava timidamente, ma con le idee chiare, nel fantastico mondo del Giro d...

Avezzano – Giovanni Di Pangrazio è il nuovo primo cittadino della città, già dopo un'ora dalla chiusura dei seggi i primi dati ufficiosi assegnavano al nuovo...

Pescasseroli – Nessun divieto alla coltivazione di carote: al contrario, se qualcuno fosse interessato a coltivarle in aree appropriate, l’Ente Parco...

Pescasseroli - “Una migliore integrazione tra uomo e ambiente naturale, salvaguardando i valori antropologici, storici, archeologici, architettonici e le...

Cenni  sul progetto di “enciclopedia scientifica (cristiana)”

Dante Di Nicola

   Per trattare il tema del matrimonio nella Filosofia di Rosmini non possiamo non ricordare che questo pensatore, fin dagli anni della giovinezza, coltivò l’idea della compilazione di una Enciclopediascientifica da...