L'evoluzione geomorfologica
La Piana del Fucino è costituita dall'area emersa per la bonifica del lago omonimo conclusasi nel 1875 e dalla fascia dei terrazzi che circondavano il lago. Lo studio geologico di tale zona ha permesso di rilevare la presenza di terrazzi di accumulo e di superfici di erosione, sia fluviali che lacustri, di età compresa tra il Pleistocene superiore p.p. e l'attuale, nonché di molti indizi di fagliazione superficiale e di tettonica recente. Per datare le morfologie ed i depositi si e fatto ricorso alle molte informazioni fornite dall'archeologia, alla presenza di tephra ed a determinazioni di età radiometrica col metodo del 4C.
Conoscendo l'età delle forme e dei depositi e stato possibile riconoscere e ricostruire le oscillazioni di livello del lago del Fucino negli ultimi 30.000 anni, e datare i movimenti tettonici recenti.
Le oscillazioni di livello del lago sono, come risultato, cosi sintetizzabili: aumento complessivo di livello tra circa 33.000 e 18-20.000 anni fa, diminuzione tra 18-20.000 e 6.500-7.500 anni fa, aumento tra 6.500 e 5.000 fa, diminuzione tra 5.000 e 2.800 fa, aumento tra 2.800 e 2.300 fa, diminuzione tra 2.300 e 1.800 fa, probabile aumento nel periodo 1.500-1.100 anni fa, bassi livelli nel XVI secolo, aumenti nel corso della cosiddetta Piccola età Glaciale. Gli aumenti di livello lacustre sono quasi sempre correlabili a fasi di avanzata glaciale note dalla letteratura.
Le cause che hanno prodotto le oscillazioni del livello lacustre sono da ricercare nelle variazioni climatiche. In particolare e evidente la correlazione tra oscillazione dei livelli, variazioni stagionali dell'insolazione prodotte dai moti orbitali della Terra (parametro precessionale ed obliquità dell'eclittica), piovosità media annuale ed evaporazione estiva. Le oscillazioni dei livelli lacustri non sembrano sensibilmente influenzate dai piccoli inghiottitoi carsici presenti ai suoi margini ne dai movimenti tettonici. Gli elementi geologici e morfologici prodotti dalla tettonica recente nella Piana del Fucino consistono in faglie, scarpate di faglia e contatti rettilinei tra suoli a diversa litologia ed umidità interpretati come faglie; inoltre la Piana e circondata quasi completamente da versanti di faglia.
La datazione di tali elementi ha dimostrato l'esistenza di faglie attive nel corso degli ultimi 30.000 anni, la maggior parte delle quali ha agito anche in epoca storica; alcune di esse hanno prodotto fagliazioni superficiali nel corso del terremoto del Fucino del 1915. L'esame morfologico delle scarpate di faglia ha inoltre portato all'ipotesi che la loro origine sia collegata a fenomeni di fagliazione superficiale, analoghi o più importanti di quelli verificatisi in occasione del terremoto del 1915, dovute ad antichi sismi.
La presenza di alcune scarpate parallele tra di loro sarebbe dovuta all'arretramento progressivo per erosione di scarpate prodottesi lungo la stessa faglia in occasione di terremoti ricorrenti nel corso del tempo. E' stata tentata la datazione approssimativa dei movimenti lungo le faglie e quindi degli eventi sismici maggiori avvenuti in passato, basata sull'esame dei rapporti di intersezione tra le scarpate e le morfologie ed i depositi di età conosciuta. L'età di alcuni sismi e stata poi meglio precisata sia grazie alla ipotesi di una correlazione tra eventi sismici ed alcuni crolli presenti in grotta, ben inquadrati dal purito di vista cronologico mediante studi di archeologia, che con l'utilizzo di altri dati archeologici riguardanti scavi di insediamenti all'aperto e le opere di bonifica romane.
Sulla base degli indizi rinvenuti e delle assunzioni in precedenza esposte, si configura in sintesi una storia sismica con una serie minima di cinque grandi terremoti avvenuti tra 18-20.000 e 15-16.000 anni fa, attorno a 5.000-5.500 anni fa, verso 3.100 anni fa, in età tardo-romana, probabilmente nel V secolo, e nel 1915.
Testi del prof. Carlo Giraudi

