Geremia D’amore Fracassi

di Fiorenzo Amiconi

L’11 Agosto 1809, nasceva a Cerchio, da Venanzio e da Rachele Fracassi, Francesco Saverio Geremia D’Amore Fracassi. Di questo personaggio abbiamo varie notizie sparse che comunque riescono a farci capire il suo forte attaccamento, prima, al re delle Due Sicilie non a caso era, insieme ad un altro personaggio cerchiese che al momento non sappiamo chi fosse ( secondo quando afferma Guido Jetti nelle sue :”Cronache della Marsica (1799-1915), Napoli 1978, ”a pag. 79 era “ d. Antonio D’Amore ” ), Guardia d’onore del re come chiaramente si evince dalle varie deliberazioni del Decurionato del Comune di Cerchio (1838-1851 ) e poi alla nuova casa regnante dei Savoia (51):


“[…]Signori Decurioni (23 Dicembre 1847) nella lettura che io vi fo dare per mezzo del Segretario tanto nel ricorso che del/provvedimento descritto in margine voi conoscete che mai per volontà de’ miseri ma per intrigo/si è voluta tacciare la nostra amministrazione di oscitanza irreligiosa per le disgrazie amare/avvenute. Voi conoscete che non appena verificatosi il disastro in presenza vostra mi diressi/con supplica commovente direttamente al nostro Sovrano(D.G.), insistei alla vostra presenza/di spedire direttamente in Napoli le due Guardie d’onore del nostro Comune, non ci riuscì/e voi ne conoscete il perché[…]”


“[…]L’Anno 1849 il dì 15 Lug.(li)o in Cerchio/Riunito il Decurionato il Decurione D. Geremia d’Amore/Fracassi propone qual presi.[dent]e del Decurionato/Essendoci Noi qui sottoscritti D[ecurio]ni riuniti in foza dell’invito in ischi=/to fattoci dal Sind.(ac)o che presendandoci or ora ci ha fatto osservare/un numerat’uff.[ici]o del Sig.[no]r Sotto Intend.(ent)e del Dist.[rett]o di Avezzano/ ordi-/nante al Sid.[ac]o medesimo lo invio in quel Capo luogo di una quanti-/tà di foraggio pel mantenimento de Cavalli delle R.[eali] Truppe/ivi esistenti avendo noi opinato di formare una deputaz.[ion]e/con l’incarico di Verificare la quantità di foraggio che ciascun/ prop.[rietari]o nel nostro com[un]e potrà somministrare e di redigerne/un imparziale notamento per indi farne la debita requisi-/z.[ion]e d’allorchè si è cominciato (è stato cancellato n.d.a.) e nell’incominciare a redigersi tale(è scritto sopra n.d.a.) annotam.[ent]o de/prop.[rietari](è cancellato n.d.a.) col Descriversi il Padre di esso Sind[ac]o come maggiore Pos-/sidente di fieno ed unico possessore di paglia esubberata/alla passata stagione avete visto levato in piedi Senza motivo (è scritto sopra n.d.a.) lo stesso/ Sind.[ac]o eruttando che l’incaricato che (è stato cancellato n.d.a.) era lui, che Lui (è scritto sopra n.d.a.) aveva/forbici e panno in mano, ed abbandonandoci minaccioso an-/darsene via; posto ciò io son di avviso di non sciogliere/la presente seduta decurionale, proseguire la nostra/incominciata operaz.[ion]e per accorrere senza ritardo alcuno/alla/necassari sovvenz.[ion]e pel mantenimento dei Cavalli dell’/adorato nostro Sovrano che Iddio sempre feliciti, eper lo qua-/le dobbiamo essere pronti a sacrificare il nostro avere e la/vita med.(esim)a./Il Decurionato senz’arrestarsi a qualunque siano le per=/verse mire del Sind.(ac)o le quali tendono unicam.[ent]e a vendet-/te particolari= Considerato l’obbligo che di chiama/ a sviscerarsi per servire l’Adorato Nosro Sovrano che/Iddio feliciti./Considerando che il Sid.[ac]o diretto da D. Lorenzo d’Amo-/re Suo Padre cerca ingiustam.[ent]e calpestare l’intiero decio-/nato col renderlo colpevole di ogni menomo ritardo per l’a-/adempimento in parola, e nel (è cancellato n.d.a.)mentre il Sind.o (è cancellato n.d.a.)Eglilo(è scritto sopra n.d.a.) istesso per pri-/vato interesse (è cancellato n.d.a.), né stà tergiversando l’esecuzione, e si occupa in-/vece a tutto potere come scolorire l’attaccamento del Decuriona-/to, e la innata devoz.[ion]e che questo professa al Rè Nostro/Sig.[nor]e in unione dell’intera popolaz.[ion]e che in ogni rincon-/tro si è sempre contro distinta./All’unanimità quindi (è scritto sopra n.d.a.) il med.[esim]o Decurionato delibera che (è cancellato n.d.a.)/redigersi una nota dei prop.[rietar]i possessori di fieno, e di spe-/dirsi loro con appositi biglietti la requisiz.(ion)e a nome di que-/sto corpo Decurionale, e rimettersi pel canale del provi-/sorio presid.[ent]e l’annotamento de’ prop[rietar]i requisiti al Sig.[nor]r/Sotto Int.[eden]e del Distr.[rett]o, cui sarà noto la volontà decisa dai/Decurioni di rinunciare alla carica, e la protesta di non/più sentire inviti Decurionali sotto l’esercizio dell’attuale/Sindaco predominato dal suo Padre, il quale con la sua/prepotenza vol’esiggere che ogni cosa venghi fatta a suo/modo/In fine Il Decurionato intero prega il Sig.[no]r Sotto Int.[eden]e/fare a nome suo, e dell’intera popolaz.[ion]e rimostranza ( è cancellato n.d.a.)/ a cotesto (è cancellato n.d.a.) quel (è scritto sopra n.d.a.) Sig.(no)r Generale rimostranze di attaccamen-/to,fedeltà, ed obbedienza al Rè Nostro Signore ( D. G.)/ed a chi lo rappresenta= La presente Seduta si continuerà=/


Il Decurione Presid.[ent]e


Geremia d’Amore Fracassi


I Decurioni


Francesco Iacobacci


Pietro Costanzi


Salvatore d’Amore


Giovanni Colantonio


Raffaele Macchiusi


Angelo Carusoni Segret.(ari)o


L’anno 1849 ol dì 16 Lug.(li)o in Cerchio./In continuaz.[ion]e della seduta decurionale di jeri il Decurione D. Gere/mia d’amore Fracassi proprone/Sig.[nor]i/Ieri incomiciammo l’operaz.[ion]e dell’annotamento de migliori prop.[rietar]i che/potevano più prestan.[tement]e portare in Avezzano Una quantità di foraggio per/quella cavalleria Reale, oggi mi preme che la sua nostra operaz.[ion]e prosie-/gui, ed ognuno s’impegni con zelo ed alacrità ricordare ai manchevoli no-/tificati jeri onde uniti a quelli che saranno oggi requisiti accorrino/con quella quantità loro Segnata in quel Capo luogo di distretto onde/non manchi a quelle Reali Milizie quel poco che questa nostra/povera popolaz.(ion)e può con tutto cuore contribuire./Il Decurionato che fin da jeri incominciò a giojure nel doversi occupare/ ad un servizio riguardante il Rè Nostro Sig.[nor]e e le Reali Truppe con/tutto zelo ed impegno proseguendo l’operaz.[ion]e jeri incominciata ad u-/nanimità forma la finale nota che annettendola a quest’a Delibera-/z.[ion]e al quale farà conoscere col suo rapporto, che questo Decurionato/Da ultimo l’intero decurionato torna a pregare (è cancellato n.d.a.) per/dimostrare quale sia l’impegno nel sovvenire (è cancellato n.d.a.) procurare il vantag-/gio di questo Com.[un]e, e quale l’amore nel impiegarsi nel servizio di cose ri-/guardanti il Rè nostro Sig.(nor)e hà oggi voluto finalizzare l’operaz.[ion]e di/un comando Sup.[erior]e, e che con più amore lo proseguirà qualora venghi ad/esso dal Sig.[no]r Sotto o da altro direttamente ordinato,e che intanto/persista nell’idee manifestate con la deliberaz.[ion]e di jeri, e con l’atto di ri-/nuncia[zion]e rincesso a solo fine di non incontrare compromissioni per intrico./In fine lo stesso Decurionato rinnova al Sig.[no]r Sotto Int.[eden]e/le sud[ett]e preghiere perché facci giungere in nome suo e dell’intiera/popolaz.[ion]e quei sentimenti di sudditanza, fedeltà, ed obbedienza al Rè/Nostro Sig.[nor]e/


Il Decurione Anziano Presid.[dent]e della Decuria


Geremia d’Amore Fracassi


I Decurioni


Francesco Iacobacci


Salvatore d’Amore


Pietro Costanzi[…]


Nella Seduta de’ 12 Gen.[nar]o 1850, Straordinaria-/Signori/Solleciti, unanime, sento gridare ovunque io volga/l’orecchio: E perché? Perché le n[ost]re preci le n[ost]re Suppli-/che giuncano a piè del Trono del n[ost]ro Padre del n[ost]ro Re/onde ci ritolga dai pericoli gravis.[sim]i tra quali siamo/Stati sinora gittati; e voi ricorderete certamente che/dal 27 Gen[nar]o 1848 la Religione, l’onore, ibeni, la vita/mai sono stati sicuri perle perverse mire di coloro/che l’ordine sociale cercavano distruggere abbusando/del nome costituzione. E potremo render omaggi a/questo nome che sinora ci à negato soccorso, pietà/giustizia? Credo che no. Anzi son certo che con me/con la popolazione con Regno intero griderete/pur voi si abbolisca, si abbolisca./Facciamo dunque che gli ultimi noi non siamo/a far giungere a pie del Trono dell’augusto N[ost]ro/Rè Ferdinando 2° le grida supplichevoli che da/per ogni dove volgendo il piede tendendo l’orecchio si/odono e dimandano si tolga e metta nel nulla lo Sta-/tuto Costituzionale del 10 Feb.[brar]o 1848; che i sudditi non/amano che riavere il loro legittimo ed assoluto Re Ferdi/nando 2°, che il reggime torni assoluto nelle mani/di chi non da Re ma da pietois.[sim]o ed amorevolis.[om]o padre/a sempre trattato o suoi Sudditi./Ed oh! quanta gioja in me già sento per la Sicu-/rezza che le Signorie loro accogliendo con alacri/tà questo mio proggetto si setniran chiamati da/un sacro dovere a ripetere quelle parole che/su labro fiorisconoa quanti sono gli abbitanti/ del regno, che con desiderio universale, con/una voce sola àn implorato ed implorano una/tanto sospirata grazia Sovrana./Il Decurionato per parte ancora dell’intera popolazi-/ne che per i Secoli passati sempre devota alla Reale/dinastia Regnante, in particolar modo…….nell’amare il loro assoluto Re nella Sacra (è scritto sopra n.d.a.) del’im-/pareggiabile Ferdinando 2°, non puà gioire, nel/ricevere un si sacro invito nel sentire una tanto/nobile, inapprezzabile interessante proposta. Che facendo perciò plauso alle graziose suplliche del/Clero, delle autorità degli abbitanti di ogni/ceto e Classe non può fare a meno di associare/i suoi sentimenti./Se ricordanze tristi si leggono nelle istorie, non/uguagliano certo le critiche vicende dal 10 feb.[brar]o/1848 in poi, le quali senza che si descrivono ognu-/nole à pel timore incancellabili scolpite nel petto, vi-/cende che per l’opra di pochi faziosi esaltati àn tenu=/to aggitato lo spirto del pade e del figlio, dello sposo/e della sposa, del giovane e del vecchio, della vergine/e della vedova facendo prevedere tristis.(sinm)o futuro/ma or che tali preveggenze mercè l’instancabile zelo,/coraggio e inalterabile costanza del n[ost]ro Re Ferd.[inand]o 2°/ son riuscite vane, per lo che ogni core dal seno/balza, or che la pac e par che siasi riacquistata,/or che la causa si è decisa pel giusto, vorremo/noi seguitare a ritenere tra i n[ost]ri vocaboli/ancor quello di costituzione? No, si cancelli in ogni/dove simil parola, e fiorisca invece sul labro d’o-/gnuno un’eviva al n[ost]ro Re legittimo ed assolu-/to Ferdinando 2° a cui ben si addice l’assoluto/reggime, perché non come Re, ma qual padre/il più amoroso il più pietoso tratta i suoi/abbenche conoscenti sudditi./Accettate perciò o Sire, questi n[ost]ri innati sen-/timenti, accoglieli a pie’ del n[ost]ro Augusto Trono le/n[ost]re suppliche ed aggraziateci, perche non altri-/menti potrete far contenti, non solo noi e questa/popolazione, ma il Regno tutto; gittati un velo sul/passato ed aggraziateci e sarà quest’atto sempre/mai memorabile, sarà dalle Storie Copiato a memo-/ria dei posteri enon portanno questi non dire/beati coloro che ebbero un si clemente Re; e sa-/rà a Noi presenti oggetto di continua preghiera/a Dio perche felicit un tanto n[ost]ro benevole So-/vrano, ed accresca ad esso alla sua augusta con-/sorte ed all’intera sua Reale famiglia imme-/morabile anni di salute./Si è tanto deliberato e firmato


Il Sindaco


(sic)


I Decurioni


Geremia d’Amore Fracassi


Francesco Iacobacci


Silvestro d’amore


Raffaele Macchiusi


Emidio Ciofani


Francesco Tuccieri Cimini


Pietro Costanzi


Angelo Carusoni Segre[tario] “


 


“[…]18 novembre(1856)[…]Si è spedito Giuseppe della Pecorara in Goriano valli per mandare a prendere taluni oggetti/di Guardia d’Onore che servono a Geremia per la visita in Avezzano[…]21 Novembre D. Pepppino Sardi di Solmona incaricato a fare la visita delle Guardie/ d’Onore in Avezzano, perché invitato da Noi, e per conseguenza nella supposizione che/possa passar per qui, si è preso del bel pesce a Lochitto, per il quale si è speso 000.38/Per mano di Annamaria si son fatte trovar le Ova 000.20/11 Novemrbe[…]Per la venuta di D.[on] Peppino Sardi si è preso dalla Signora a Luchitto un altro poco di pesce 000.15/Per vincenzo di Mastropietro si è mandato a prendere una libra di Alici alla pizzicheria 000.14/Per una libra di Cardarelle Secche 00.20/[…]23 Novembre partito D. Peppino Sardi per Avezzano, in unione di D.[on] Geremia, si è/pensato per la Cena da far ritrovare, e per conseguenza si è spedito ad Ajelli per gl’Ovi/servibili per la pizza rustica, Sartù, e fritto 000:30/Per mano della Pennese si sono presi de’ pescetti di mucchio ad una donna di S. Benedetto 000.15/[…] 25 Novembre[…]D. Geremia per l’andata in Avezzano in occasione della rivista delle Guardie d’Onore ha speso Carlini Sette[…]17 Marzo (1857) per mezzo di Francesco dell’Orto andato in S. Benedetto si è comprata una/decina di tinghe in libre Venti, per mandarle in Solmona a D. Peppino Sardi./Giuseppe della Pecorara è stato speidot in Solmona per riprendere talune commissioni/Colà, quanto per portare il pesce a D. Peppino Sardi, con il tasco di Gaurdia d’Onore di D./Geremia, con le Spalline, e Fiocchi che debbono raccomodarsi a norma dell’ultimo/Modello, e per istrada si sono dati allo stesso Giuseppe Carlini quattro[…]10 Maggio (1857) Per lettera di D. Giuseppe Sardi di Solmona sono stati pagati a D. Geremia docati/dodici per l’accomo degl’Oggetti da Gruardia d’Onore, come scaccò, spalline, lacci e/pima[…]17 Maggio (1857) Si è spedito Custode di Natale a Scanno, con lettera di D. Benedetto, per/chiamare il Fabbricatore Mastro Pasquale/Piscitelli; e da Scanno deve passare per Solmona, onde riprndere la Scattola/contenente gl’oggetti di Guardia d’Onore, che D. Giuseppe Sardi manda a D./Geremia, e per le Spese di viaggio sono stati dati allo stesso Custode Carlini Otto[…]”


Fu anche presidente della Congregazione della Carità di Cerchio:


“[…] L’anno 1866 il di  2 9bre nel Comune di Cerchio./Riunitasi la Congregazione di Carità nella Solita Sala delle/Adunanze composta dal Presidente Sig. d’Amore Fra=/cassi Geremia, e dei membri Sig.ri Cipriani Emidio,/Continenza Alfonzo, Amore Achille, e Cimini Francesco/Il Presidente ha fatta la seguente proposto/In Esultanza del prossimo lieto giorno 4   9bre, in cui/Al Regno d’Italia Si vedranno annesse le provin-/cie della bella Gioja di Venezia, e Mantova; ed in/Attesto del gaudio universale in cui una Sarà/La parola che ripeteranno le popolazioni tutte/L’Italia è fatta, si conviene che a carico di ques=/te opere pie si assegni una dotazione a benefi=/cio di una Zitella povera del Comune, che verrà/designata da analogo sorteggio; quindi S’invita/la Congregazione a deliberare l’occorrente./ La Congrgazione/Intesa la Soprascritta proposta= Considerato che le/Opere Pie di questo comune ben volentieri/Debbono dare il suo attestato per avvenimento/Di Lieto, che indelebile rimarrà nella Storia/del risorgimento Italiano/ Delibera/Accordarsi a beneficio di una Zitella povera/di questo Comune una dote di Lire ottantacinque/Tutte le Zitelle povere saranno allistate a cua/della Giunta Municipale, che all’oggetto rima-/ne incaricata per l’esecuzione del Sorteggio./Tale Spesa Sarà desunta dall’Art.° (sic)  delle elemosine/Sul Bilancio del Corrente esercizio./Letto Si è confermato e Sottoscritto/Il Presidente la Carità/G[eremia] d’Amore fracassi/I Membri/Emidio Cipriani/Anfonso Continenza/Achille d’a[mo]re/Fran[cesco] Cimini/Pel Segretario Impedito/il SE[gretari]o Comunale/A[notonio] Cimini[…]”.(52).


Come chiaramente si evince, “ Il Gattopardo” docet, si adegua, con tutta la sua famiglia, al nuovo regno sabaudo infatti, suo fratello Giuseppe, da come già abbiamo accennato, svolse l’attività di sindaco del Comune di Cerchio dal 1861al 1865 e dal 1869  al 6 Agosto 1872, data della sua morte.


Ad onor del vero, comunque, i fratelli Giuseppe, Geremia e Pasquale D’Amore Fracassi durante la rezione filoborbonica del 1860 furono accusati dal Sindaco Benedetto D’Amore (1807-1898) assieme ad altri cittadini di Cerchio, come “ moventi” la reazione, riuscendo assolti da tale accusa. Subirono in quel frangente, anche, da parte  di bande armate  filo borboniche al comando di Giacomo Giorgi, un’estorsione forzosa insieme a Don Antonio D’Amore ed all’arciprte Don Pietrantonio Carusoni:


“[…] un’altra di/D[ucat]j 100 e tre salme di grano del valore di D[ucat]j 24 pari a Lire 526.99 a danno di Giu-/seppe D’Amore[…]” (Archivio di Stato dell’Aquila, Corte d’Appello, Sezione d’Accusa, b. 19)


Il Nostro morì a Cerchio il 18 Novembre 1897 alcuni anni prima, il 17 Gennaio 1889, aveva scritto un testamento olografo attraverso il quale nominava e costituiva suo erede universale e particolare il nipote Antonio D’Amore Fracassi :


“ Col presente testamento olografo da me scritto, data=/to, e sottoscritto, nomino, e costituisco mio erede uni=versale, e particolare il mio diletto nipote Antonio fi=/glio del fu mio fratello Giuseppe./Lego a mio nipote Venanzio, altro figlio del fu mio/fratello Giuseppe, la quarta parte dei beni miei/rustici in usufrutto sua vita naturale durante, do=/po la sua morte l’usufrutto si riunirà con la pro=/prietà a mio nipote Antonio. Voglio che Anto=/nio abbia la facoltà di assegnare la detta quar=/ta parte da avere Venanzio la giusta quantità del=/l’usufrutto./Lego a mia cognata D.[onn]a Angiola Maria la quarta/parte dei miei beni rustici un usufrutto sua vita natu=/rale durante, dopo la sua morte l’usufrutto si riunirà/con la proprietà a mio nipote Antonio. Voglio che An=/tonio abbia la facoltà di assegnare la detta quarta/parte da avere la suindicata D.[onn]a Angiola Maria/la giusta quantità dello usufrutto./Lego a ciascuna delle mie dilette nipoti, Rachele,/Teresina, ed Annina la somma di Lire ottomila,/che sarà ad ognuna di loro sborsata dal mio ere=/de sunnominato; in mancanza del contante dare/i beni rustici in apprezzo./Raccomando al mio erede, ed ai usufruttuarii di/mantenere il lustro, ed il decoro della famiglia, come/in passato./Annullo ogni altro testamento precedente./Impongo al mio erede di farmi i funerali conve=/nienti alla posizione civile, non che di farmi cele=/brare a piacimento suo le Messe piane in ogni/anno per pietà, e ricordo dell’anima mia./E’ questa l’ultima mia volontà./Cerchio 17 Gennaio 1889/Geremia d’Amore Fracassi “.( 53) (Archivio Privato ho in fotocopia tale atto ).






 

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