Benedetto D'Amore
di Fiorenzo Amiconi
(1807/1898) Il 17 Giugno 1807, nasceva a Cerchio; da Giuseppe e da Beradina Santoro Benedetto D’Amore, medico, scrittore e sindaco di Cerchio.
Il Nostro dopo aver superato gli studi ordinari nella città dell’Aquila conseguì nella medesima città, nel 1832, la laurea in medicina presso il real liceo allievo del Dottor Luigi Petrini professore di chirurgia teorica e pratica e di ostetricia (1).
Sicuramente appena laureatosi fu chiamato a svolgere la sua filantropica opera prima a Cerchio poi a Scanno e quindi di nuovo a Cerchio:
“[…] L’anno Mille ottocento trentatre il giorno tredici Gennaro/nella Casa Comunale di Cerchio riunito il Decurionato/il Sig[nor] Sindaco à fatta la seguente proposta/Signori/Il Sig.[nor] Sottintende[nt]e del Distretto con Suo pregievol Uffizio/de 29 N[ovem]bre ultimo prossimo passato anno N[umer]o 8078 nel ri-/mettermi un reclamo avanzato dal Sig[nor]e Intendente della/Provincia alcuni natorali di questa Comune col quale do-/mandano destinarsi alla Condotta Sanitaria il Professore/D[on] Benedetto d’Amore pure di Cerchio in Luoco dei Sig[nor]i/Maccallini Patre, e Figlio di Aielli dietro li accerti della/Legalità dei Privileggi del Sig.[nor]e d’Amore, e mi incarica nel tempo istesso di tutto proporre alla di loro conoscenza/per lanaloca Deliberazione mi giova pure farle osserva-/re che questo Comune e stato sempre servito da tre/Professori cioè dal Sig.[no]r D[on] Francescant.[oni]o Caglia(sic: è Ciaglia n.d.a.)(2) Medico da/D.[on] Francesco d’Amore(3) per Cirusico e Medico e Cerusico( èscritto sopra n.d.a.) da Scavalcco/prima da D.[on] Antonio Maccallini(4) poi da D.[on] Saverio Ricci (5) e/quinti da D.[on] Baldassarro Maccallini(6) che attualmente serve/come da Conti e Deliberazioni Decurionali e perciò Sa-/rei di Aviso di Stallarsi il novello Professore D.[on] Benedetto d’Amore./Il Decurionato intesa la Soprascritta proposta letta la citata me-/moria colla quale di domanta la destituzione del Medico con-/dottato Sig.[nore] D.[on] Francescant.[oni]o Ciaglia non che del Professore da/Scavalco Sig.[nor]e Maccalini/Consideranto, che tanto il Medico condottato ordinario Sig.[no]r Ciaglia/quanto il Sig.[no]r Maccallini anno fedelmente prestato il Servizio da/molti anni alla Popolazione senza il menomo reclamo e di essere/i Medesimi della piena fiducia della Popolazione/Considerando Daltronte di essere anche utile la istallazione di/D.[on] Benedetto d’Amore tanto dalla Professione Medica che Chiru-/sica e i di cui Privileggi sono nella piena Legalità/Vista la Circolare de 28 Luglio prossimo passato anno Segretariato/di Stato degli Affari interni seconto repartimento 3° Carico col/quale vencono gli Comuni facoldati a potere aumentare gli/Soldi destipendiati senza mai accedere gli limiti fissati dalla/legge de 12 D[ecem]bre 1816/Consideranto che questo Comune oltre le spese/ordinarie Straordinarie ed imprevedute portate/in esito nel progetto dello stato quinquennale già in discussione/ potrebbe diminuire la partita portata in esito nel art.[icol]o 47 per/mantenimento delle opere Publiche per (è scirto sopra n.d.a.) le quali sono esuberanti/Ad unanimità delibera far condinuare gli antichi Professori/ Sig.[nor]i Ciaglia, e Maccallini col ostipendio Loro fissato dalla Leg-/ge de 19 G[enna]ro 1831 e di Stallarsi per Magior Comodo del Com-/mune il Sig.[no]r D.[on] Benedetto d’Amore col ostipendio di docati/ trentaquattro da desumersi dal art.[icol]o 47 dello sudetto stato quin-/quenale e rinvigorire l’art.[icol]o 32 di una egual Somma l’ostesso/stato col obligo di esercitare a beneficio della intera Popula-/zione il Servizio Medico, e Cirusico essendo le risorse del Comu-/ne permanenti per l’aumento del Sud.[ett]o Soldo/Luigi Macchiuai Sindaco/Gio.[van]Crisostomo Continenza decorione/Aurelio Iacobacci Decurione/evvariste tucciere decurione/Alesandro Iannicca Decurione Illett.[ert]o/Gio:[vanni] di Luigi Cipriani Decurione Illitt.[erat]o/Domenico Tuccieri Decorione Illitt.éerat]o/Giacinto Ciotti Decorione Segretario[…]”
“[…]L’anno milleottocento trentasette il Giorno 5 9bre nel Comune di Cerchio il/Sig.[no]r Sindaco hà fatta La sequente Proposta/Signori/Il Sig.[nor] Sindaco à fatta la sequente Proposta il Sig.[nor] Sotto Inden=/dente del distretto di Avezzano Con Suo uffizio de 29 8bre/ mi ordina di Proporsi a questo Decurionato che vagante la/Condotta cherusica, e medica Così io Lo rimetto a questo decurio=/nato acciò risolvono L’occorrente/Il Decurionato unanimamente Proponniamo il Sig.[no]r D.[on] Benedetto D’Amore, il quale Come acciò e noto allabilità riuni=/sce il zelo, e la fiducia ed affinche il nominato/Professore non[…], lui ed accetta questa Condott/cherusica, e medica, Procurono Le Signorie Loro/stabilire un onorarjo Corrispondetto da desumers/Dal sopravanzo Del articolo medico, e cherusico/dell’ostato discusso, e ad altri fonti Comunali nella/Prevenzione che Debba Congedarsi Pel nuovo/ anno 1838 il Sig.[no]r D.[on] Baldassarre maccallini, tanto/in qualita medica che chierusica, a scavalco Conu-/che non, e dispiacere a questa Popolazione restan=/te fermo il Sig.[no]r D[on] Francescantonio Ciaglia nella/qualita medica;/Consideranto che il Comune di Cerchio e di Gran/tepo che, e Privo di un chirurco, e medico fisso/ed abblie(sic)/Consideranto che il Sig.[no]r D.[on] Baltassarre maccallini non, e affatto di sodi=/Sfazione questo Comune Per che non vole Prestarsi, ed/anghe nella Circostanza di essere foristiero, e residente/in Ajelli non Puo occorrere negli Bisogni di Professione/in danno della Popolazione al quale oggetto La Popo=/lazione medesima a ricorso a Superiori/Consideranto che D.[on] Benedetto D’Amore racchiudo tanto in/cherurigia che in medicia(sic) tutte le Buone Proro/cative di un abbile Soggetto/Consideranto che un Professore non Possa vivere colla Sua dece=/nza Senza un onorarjo Corrispondette, e Senza Lostesso il Sig.[no]r D’Amore darebbe La negativa/Consideranto che nellantico stato discusso medico, e chi=/rusico inesclusione del Sig.[no]r maccallini vi Sia del Sopra=/vanzo di/Il Decurionato del Sopradetto Comune di cerchi(sic) unanimamente/deliberi da oppinarsi il Succennato D.[on] Benedetto/D’Amore nella Condotta Cerusica, e medica di/Cerchio in esclusione del Sig. D.[on] Baldassarre maccallini/ed accorta al ripetuto Sig[nor] D’Amore lano(sic) Stipendio/di Ducati ottanta Sei Da desumersi Dagliartioli(sic)/32-33 i quali articoli si aumendano fino a/Ducati 132: tal sopravanzo estantico medico, e/cherusico salvo restanto coll’istesso onorarjo D.[on] Francescant.[oni]o Ciaglia nella qualità medica/Vincenzo Continenza Sindaco[…](7)
Fu eletto sindaco in due tornate elettorali : 1840-43 e nel 1860-61.
Nel 1855 spinto da un fortissimo amore verso la nostra madonna delle Grazie dà alle stampe, nel 1855, presso la Tipografia Grossi dell’Aquila il suo pregevolissimo lavoro dal titolo :” RACCOLTA DE’ PORTENTI E MIRACOLI/FATTI DALLA MADONNA DELLE GRAZIE/LA DI CUI SACRA IMMAGINE SI VENERA/NELLA TERRA DI CERCHIO/COMPILATA A SUA DEVOZIONE/DA BENEDETTO D’AMORE “(8).
Nel 1993 fu pubblicato postumo nel Bullettino della deputazione Abruzzese di Storia Patria (9) dal medico Dott. Angelo Di Gennaro un lavoro inedito e scientifico del Nostro dal titolo : “ COME SI UCCIDE IN MEDICINA/Memoria sull’epidemia di Scanno/ricorsa nel mese di novembre 1835 fino a maggio 1836/” a cura di/Angelo Di Gennaro. Quest’opera era già pronta per essere data alle stampe il primo dicembre 1837. Non siamo riusciti a capire perché il mio prozio, Benedetto D’Amore ( era il fratello del mio trisavolo Domenico D’Amore, nato a Cerchio il 26.1.1798 ed ivi deceduto il 9.1.1879 ) non diede alle stampe il sopramenzionato pregevole lavoro e perché lasciò il manoscritto in Scanno.
Il citato manoscritto dal titolo esatto : “ Memoria/sull’Epidemia di Scanno ricorsa/nel mese 9bre 1835 fino a Maggio 1836/del Dottore/Benedetto d’Amore” (10) si conserva nel Museo Civico di Cerchio ( è stato donato dal menzionato Dott. Angelo Di Gennaro il 1° Settembre 1996 in occasione della presentazione del mio lavoro : “ Storia della Madonna delle Grazie/in Cerchio (Aq)/(documenti)”, s.c.e. (ma G. De Cristofano Editore Roma ) , 1996. Nel retro della copertina si legge :
“ Memoria/Sull’Epidemia di Scanno/di/Benedetto d’Amore/Dottore in Medicina, e Chirurgia/quod vidi scripsi/Stork/Aquila/Dalla Tipografia di…..(sic)/1837”
E alle prime 3 pagine apprendiamo:
“All’Illustrissimo Signore/D. Luigi Petrini/Profes:[sor]e di Chirurgia teorica e pratica,/e di Ostetricia nel/Real Liceo di Aquila/Signore/Spinto io publicare la presente memoria ho/l’nore offrirl’a Voi o mio Precettore, in contrasse=/gno di tanta mia gratitudine, che p[er] voi nudro, come/alunno vostro. Quindi con quella stessa bontà che/usaste nell’ammaestrarmi ed istruirmi sulle Scienze/filosofo mediche, delle quali siete molt’onoratoto, e p[er]/esse distinto, accetterete questa qualsiasi opera del/tenue ingegno mio, la quale puol dirsi frutto de’/vostri savj insegnamenti./Non isdegnate pertanto di accogliere quest’atto/di riconoscenza, che è il solo che può offrirvi il/Scanno 1 Dicemb:[re] 1837/Vostr:[o] Div:[oto] S.[er]vo, ed Allievo/Benedetto d’Amore /
Avvertimento/dell’Autore/a chi legge/Per far onoranza alla verità, ed affinchè l’errore o/l’equivoco non ottenebri la chiara luce di lei; affinchè/la stima che tutte le Nazioni serbano all’inoculazione/vaccinica, come mezzo preservativo del vajuolo arabo/maggiormente si consolidi; affinchè cessino una volta/i detrattori, e su le calunnie di essi, e su i prestigi/popolari la verità trionfi, il dovere m’impone racco=/mandare alla tenerezza paterna, alla saviezza de’ Filo=/fi la presente memoria, riguardante la ricorsa epide=/mia di Scanno, comprovante essere stata essa di asso=/luta Varicella, di un principio, sui generis, senza aver a che fare col vajuolo arabo, e che la morte di più in=/dividui nel corso suo, avvenuta sia p[er] altre ragioni, e/non p[er] tirannia del male. Cio dimostrando non farà/meraviglia, se dietro l’avviso del Real (è scritto sopra n.d.a.) Profeta: orascimini/et nolite peccare, io mi stia servendo delle armi/solite ad adoprarsi dagli Uomini saggi in simili rin=/contri:Questo serve a fortificare non pure me stesso/avverso quakunque ricercata contradizione, che pos=/sa occorrere, ma eziandio illuminare l’ingnoranza/ de’ Popoli, ritarre i sedotti dall’errore, garantire l’es=/perienza, e l’osservazione di tanti sommi pratici, e ri=/chiamare a dovere gli empirici superbi; quali senza/medico discernimento/nell’osservare le infermità for=/mano de’ giudizi erronei, cause di tante cure abortive,/e quel ch’è peggio della morte di tant’infelici, riem=/piendo di terrore le popolazion’intere, col giudica=/re un male p[er] un altro, un benigno esantema per/grave, come nel nostro caso, una semplice varicella/p[er] vajuolo arabo, e quel che più monta, anche ma=/ligmo./Sarommi contento alle mie penose elucubrazioni,/ove sia rimeritato da Dotti di loro approvazione/dess’essermi attenuto al vero, e dalla Società di aver fu=/gato l’errore, ch’è il tarlo del roditore di sue fondament=/ta, quand’anche un solo ne fosse.[…]”
Chiaramente si evince da quanto su riportato la professionalità ed umiltà del Nostro e bene ha fatto il più volte menzionato dott. Angelo Di Gennaro ha pubblicare e, quindi, far partecipi tutti noi del sagace lavoro di ricognizione del medico Benedetto D’Amore.
Così interessante è pure il sopramenzionato lavoro intorno alla storia ed ai miracoli della madonna delle Grazie di Cerchio dove notiamo l’amore del Nostro verso la storia, le tradizioni, gli usi ed i costumi di Cerchio, non a caso, infatti, era amico del grande ricercatore , storico nonché “tuttologo” Antonio De Nino ( 1833-1907 ) il quale a pag. 428 di “ Notizie e Scavi” 1907- Regione IV (SAMNIUM ET SABINA ) così descrive il Nostro:
“[…] si andava con alcune indicazioni favoriteci dal decano dei medici abruzzesi Cav. Benedetto D’Amore novantenne, della cui affidabilità non si dice mai bene che basti[…]”
Interessante sottolineare in quest’opera oltre alla prima elencazione dei vari miracoli e miracolati, al fervore per il restauro della chiesa e del convento, alle descrizioni delle manifestazioni folcloristiche andate perdute anche espisodi cruenti che potevano avere conseguenze molto tragiche. Durante il periodo della invasione francese ( fine “700 inizio ‘800 ) infatti, un certo Nicola Paneccaseo ( Paneccasio n.d.a.) alias Caporale, uccise insieme ad altri “briganti politici”, un caporale francese e da qui la violenta reazione dei commilitoni di mettere a “ ferro, sacco e fuoco” il nostro centro che, miracolosamente, per intercessione, della Madonna delle Grazie fu salvato:
“[…]Si narra che nell’invasione Francese un/certo Nicola Panecaseo con due altri uomini/perduti per indole e per costumi, mentre alcuni/militari francesi da Solmona passavano a Cer-/chio, in una strada del tenimento di Ajelli, per/la quale transitavano, si fecero arditi, a tradi-/mento, scaricare sopra i medesimi francesi delle/archibusate dalle quali uno rimase vittima e due/feriti. Informati, che fra gli altri, il barbaro/omicida era stato di Cerchio, deliberò il Consi-/glio di Guerra ( convocato dal Generale francese/che comandava la divisione stanziata nella nostra/provincia ) che a pubblico esempio, in forza di/un distaccamento, quel disgraziato paese si met-/tesse a sangue, sacco e fuoco. A si trista cala-/mità quegli abitanti sicuri della protezione della /SS. Vergine delle Grazie, a questa pieni di fi-/ducia ricorsero, risolvendo processionalmente por-/tarla ad incontrare nell’ingresso il nemico, onde/mercè la stessa implorare ed ottenere grazia e cle-/menza; e mentre con ordini si formidabili esso/distaccamento accanitamente giungeva ( poicchè/già spiegato aveva il carattere della vendetta ap-/pena penetrato nel tenimento di Cerchio, sca-/ricando archibugiate contro coloro che vede-/vano od incontravano ) l’ufficiale in capo ed i/suoi subalterni, visto tal venerando Simulacro,/prodigiosamente, da feroci nemici, mansueti/divennero, ed accogliendo di buon grado le sup-/pliche di un popolo commovente, commutarono/il rigore al solo sacco su la famiglia del creduto/omicida, senzacchè la popolazione nella menoma/parte ne risentisse[…]”
Nicola Paneccasio, nato a Cerchio il 29 Gennaio 1774:
“[…] nel/giorno otto Settembre dell’anno/mille ottocento, ed otto morì af-/forcato nel Forte di questa Città,d’ordine di una Co[m]essione Mi/litare per aver tentato di evadere/da esso Forte, ov’era detenuto/per causa di Brigantaggio […]”(11)
Molto interessanti sono anche le pagine che descrivono il nostro paese:
“[…]Cerchio è una delle Terre dell’Abruzzo Ultra/Secondo, situata a Nord Nord est del distretto di/Avezzano, fra le terre di Collearmele ed Ajelli,/contrada una volta abitata dagli antichi Marsi,/da cui è sorta la denominazione dell’attuale Dio-/cesi, alla quale detti paesi, fra gli altri, ap-/par tengono. Dista, a mezzo giorno, inverso dove/è esposta, due miglia dal Lago Fucino per mezzo/di una fertile e vasta pianura, tutt’all’occhio/sottoposta. Gode di un’esteso e ridente Orizonte,/scorgendosi l’intero lago predetto di circa miglia/trenta di circuito, e la maggior parte de’ Paesi/che questo circondano con i rispettivi territori e/monti; di modo che il tutto insieme presenta/all’occhio dell’Osservatore una veduta pittoresca./Secondo alcuni, giusta ci rifersice Febonio, Cer-/chio edificata venne dalle rovine dell’antica Cer-/fennia, o di Valeria, che dagli antichi storici/veniva appellata Marruvio, secondo altri che/fiorisse anche prima di questa Città, portando/tal nome da Circe Incantatrice per un tempio/quivi alla stessa eretto; secondo ci rapporta/Monsignor Corsignani ( Reg.Mars. v. 2.° )./Soggiunge il surriferito Febonio a lib. 1.° stor./Mars. esservi chi creda, che i Romani scelto/avessero quel sito, come un forte cerchio e ro-/tondo, onde starvi a diporto per godere i giuo-/chi navali di Claudio e la battaglia di Laco; e/di esservi anche opinione, che lo stesso Impe-/ratore Claudio lo avesse addetto ai giuochi Cir-/cesi, costruendovi all’oggetto il Circo. Quest’ul-/tima congettura è la più plausibile, si perché/era costume dei Romani celebrare questi giuochi/ovunque si trovavano ( come ce lo assicurano/Svetonio ejus vita; Plinio nel libro delle ferie/latine; Aldovrandi con le parole: Jam vero non/Romae tamtum sed in Provinciis Romani ludos/exhibebant, ed in siti rotondi e chiusi, festas/locus conclusus fuit in speciem oppidi ob mu-/ras et pinnas turritas ), si perché nel fatto/l’additano gli avanzi di forti e largi muri che/circolarmente al detto Colle girano nella parte/così detta dietro i Fossi, a’ quali corrispondono/le mura esteriori, anche doppie nelle loro fondamenta delle abitazioni antichissime dei Giannini, dei Ciofani, dell’antica Chiesa Matrice/sotto il titolo dell’Annunziata, dell’Orto Ci-/mini ecc., e vi è tradizione che dentro il cre-/duto Circo esisteva una Torre, per la quale ivi/è rimasto il nome di Castello, confirmato dal-/l’esistenza, a piè di detto Colle di due porte/antiche, in punti opposti, dell’ordine gotico, e/forse costruite nell’invasione di questi Barbari./In una di esse, e precisamente in quella che/ora resta quasi nel mezzo del paese, si scorge,/superiormente aggiunta, una lapide coll’emblema/della famiglia Colonna, signore una volta della/Contea di Celano, al qual feudo questo paese sot-/toposto è stato fino alla legge eversiva del 1806[…]”
Durante il suo secondo mandato da sindaco, quando l’Italia diventava Una, denunciò come “moventi” della reazione filoborbonica prima, il contadino Francesco Meogrossi, reo di omidicio della persona Raffaele Iafolla, il Fochista D’Amore Paolo di Vincenzo, Il Proprietario Isidoro Continenza, l’arciprete Pietrantonio Carusoni, il sacerdote Isidoro Cianciusi, il sacerdote Beniamino Pietroiusti, il proprietario non chè notaio Francesco Iacobacci accusati di
“ Discorsi, e fatti pub-/blici provocanti di-/rettamente gli abitan-/ti del Regno d’Italia a distruggere, o cam-/biare il Governo./I primi due anche/di attentato, e cospirazione, che ha avuto per oggetto di distrug-/gere, o cambiare il/Governo “(12)
e poi, i proprietari fratelli don Giuseppe, don Geremia e don Pasquale D’Amore Fracassi, don Antonio D’Amore, Don Antonio Tucceri Cimini e Liborio Tucceri. Alcuni, prima, furono riconosciuti rei e condannati:
“[…] Vittorio Emmanuele II°-/Per la grazia di Dio, e per volontà della Na-/zione Re d’Italia./Noi Felice Faraone R.[egi]o Giudice del Man-/damento di Pescina-/Visti gli atti N.° 27 de’ misfatti di questo/esercizio a carido di Francesco meogrossi, e/altri di Cerchio imputati di attentato, e cospi-/razione, che ha avuto per oggetto di di-/struggere, o cambiare il Governo, e di discor-/si, e fatti pubblici provocanti direttamen-/te gli abitanti del Regno d’Italia a di-/struggere, o cambiare il Governo; reati pre-/visti dagli art.[icol]i 123, e 140 N. pp./Attesochè a carico de’ sol’imputato France-/sco Meogrossi di Giuseppe, Paolo d’Amore/di Vincenzo, D.[on] Pietrantonio Carusone, e/D.[on] Nicola Tuccieri di Cerchio, si son rac-/colti sufficienti indizi di reità./Attesocchè il Meogrossi trovasi in carcere/per altro misfatto./Mandiamo, ed ordiniamo a tutti gli A-/genti della Forza pubblica di assicu-/
rare alla giustizia gl’imputati suddetti/e restringerli in carcere per rimanere/in luogo di deposito a disposizione/della gran Corte criminale di Aquila/Ordiniamo al Custode di riceverli in/queste prigioni, e detenerveli fino a/novella disposizione./Dato in Pescina 31 Maggio 1861/Il R.[egi]o Giudice/F.[elice] Faraone/F. Petroni Can[celliere](13)
e infine, con sentenza del 4 Luglio 1861 da parte della Gran Corte Criminale dell’Aquila le accuse cadono e vengono scarcerati Paolo di Vincenzo D’Amore e il sacerdote Don Niccola Tucceri, precedentemente arrestati:
“ VITTORIO EMMANNUELE II./PER LA GRAZIA DI DIO E PER LA VOLONTA’ DELLA NAZIONE/RE D’ITALIA/La Gran Corte Criminale del 2 Abuzzo Ulteriore/Composta dai Signori D.[on] Alessansria Presidente, Naldi e Ludovici/Giudici, con l’intervento del Signor Aquila Giudice f[acente]f[unzione] da M.[onostr]o P.[ubblico]/ed assistenza del Cancelliere/Veduti gli atti a carico di Francesco Meogrossi, Paolo di Vincen=/zo d’Amore, Isidoro Continenza, D.[on] PIetrantonio Carusone, D.[on] Isi=/doro Cianciusi, Beniamino Pietroiusti, Francesco Iacobacci,/e D.[on] Nicola Tuccieri di Cerchio, imputati di discorsi e fatti/pubblici diretti a provocare gli abitanti del Regno d’Italia a distrug=/gere e cambiare il Governo, e di due giorni di attentato e cospirazione/tendente a cambiare il Governo./Veduta la requisitoria del P.M. con la quale osservando che a carico de’/Suddetti imputati, tranne pel Meogrossi(14), dalla istruzione del/processo non risultano indizi sufficienti di reità, ha chiesto conservarsi/gli atti in archivio, escarcerandosi Paolo di Vincenzo d’Amore e D.[on] Nicola/Tuccieri; e riserbando le sue Req.[uisitori]e in ogni stato di causa sul conto del Meo=/grossi ora giudicabile per altri motivi/Inteso il rapporto del Sig. Ludovici/Udito oralmente il P.M. il quale si è rimesso alla sua scritta requisitoria,/ed indi si è appartato./LA GRAN CORTE/Ritenuto in linea di considerazione la stessa osservazione del P.M. e fa-/cendo dritto alla di lui domanda/AD UNANIMITA’/Ordina conservarsi gli atti in archivio, ed scarcerarsi Paolo/di Vincenzo d’Amore e D.[on] Nicola Tuccieri-Riserba ad esso/M.[sinistr]o P.[ubblic]o le sue Requisitorie in ogni stato di causa sul conto di/Francesco Meogrossi ora giudicabile per altro crimine./Fatto in Aquila li 4 Luglio 1861/ D’Alessandria/Naldi/Ludovici/de Canetto C[ancelliere]”(15)
La morte lo colse alla veneranda età di 91 anni il 15 Gennaio 1898 e il suo corpo riposa a Cerchio nella sua cappella gentilizia che pochi anni prima della sua dipartita aveva eretto per se e per la sua famiglia
Note
1) Amiconi F.: “ Benedetto D’Amore : storia di medici nella Marsica del XIX° secolo “, Museo Civico di Cerchio, Anno I, Quaderno n. 1,1998.
2) Nato a Cerchio l’11 Luglio 1778 ed ivi deceduto il 25 Aprile 1842.
3) Nato a Cerchio il 23 Aprile 1746 ed ivi deceduto il 15 Agosto 1827.
4) Nato ad Aielli il 7 Dicembre 1756 dal medico Barlaam e da D’Amore Lucrezia. Il nome esatto era Berardo Antonio Generoso Gioacchino.
5) Saverio Ricci di Collarmele fu sindaco dei riuniti Comuni di Cerchio e Collarmele dal 1812 al 9 gennaio 1816 ( Il 14 Gennaio 1816 figura come sindaco “ ed uffiziale dello stato civile del comune di Cerchio”, nell’atto di matrimonio tra Domenicantonio d’Amore e Maria Maddalena Sperandio-atto n. 1- Venanzio d’Amore Fracassi il Vecchio . Saverio Ricci in qualità di “Eletto” del Comune di Collarmele insieme con il collega Gianfrancesco D’Alessandro, il 6 Febbraio 1799, nominano Capitano della locale Massa, durante l’invasione dell’esercito francese, Francesco Marinacci:”[…] Col Pronio rimasto così inerte a Introdacqua si portò a conferire Francesco Marinacci da Collarmele, il quale veggendo sempre più avanzarsi i Francesi pensò bene tornarsene per allora a contrastarli nelle vicinanze di Celano per poi raggiungere il Pronio nelle sue imprese[…]”,pag. 79 di G. Rivera: “ L’invasione Francese in Abruzzo(1792-1799)”. Saverio Ricci svolse l’attività di medico condotto a Cerchio dal 1822 al 1826.
6) Nato ad Aielli il 10 Luglio 1775 dal medico Barlaam e da D’Amore Lucrezia . Morì in Aielli il 17 Settembre 1843.
7) Archivio Comunale di Cerchio. Vedi anche Amiconi F. : “ Benedetto D’Amore op.cit.”
8) E’ stato ristampato con lo stesso titolo in Museo Civico di Cerchio, Quaderno n. 62, Anno VIII, 2005.
9) Annate LXXXIII, Tipografia Labor, Sulmona, 1995, pp. 307- 340.
10) E’ formato di 58 pagine compreso l’indice. Misura mm. 193x 128.
11) Libro dei morti - Archivio Parrocchiale di Cerchio ora in Archivio della diocesi dei Marsi Avezzano.
12) ASA, Gran Corte Criminale, Processi, III serie, b. 294
13) ASA, Gran Corte Criminale, Processi, III serie, b. 294
14) Reo di omicidio nella persona di Raffele Iafolla, morto a Cerchio il 13 Settembre 1860 di anni 49-Atto n. 15, Archivio Comunale di Cerchio (AQ)
15) ASA, Gran Corte Criminale, Processi, III serie, b. 294.


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