Giuseppe Buccella, Leggende marsicane

Da millenni l'uomo ha affidato alla tradizione orale il compito di tramandare la propria cultura, attraverso la rievocazione dei personaggi e degli eventi, al limite tra la realtà e la fantasia, che hanno portato all'origine della propria geografia e della propria vita sociale.


Le leggende contenute in questo libro costituiscono una delle rarissime raccolte di narrazione popolare della Marsica, territorio dell'Abruzzo aquilano, riproposta per la prima volta al lettore dopo l'edizione originale del 1935 ed arricchita dalla potenza evocativa delle illustrazioni di Antonello Venditti.

Nelle vicende dei protagonisti trovano una dimensione quelle creature misteriose e soprannaturali che popolavano le credenze religiose e superstiziose del gruppo umano, palesando nello stesso tempo tratti peculiari e tratti comuni con le leggende di altre aree folkloriche italiane ed europee. L'amore e l'odio, il bene e il male, il sacro e il profano, la vita e la morte si intrecciano alle vicende terrene dei personaggi come acque scroscianti di ruscelli che solcano i pascoli montani nella stagione del disgelo, testimoniando i riflessi della vita di gente semplice ma profonda conoscitrice dei "misteri dell'esistenza", delle proprie origini e radici culturali.
Le sfumature poetiche che l'Autore ha saputo infondere nell'Introduzione restano una delle pagine più rappresentative di quel legame atavico di rispetto e di amore che stringe l'uomo alla propria terra e alla sua cultura, per continuare a mantenerla viva e per averne memoria nei tempi a venire.


Giuseppe Buccella
nacque a Ortona dei Marsi, in provincia dell'Aquila, nel 1902. Fu giornalista, scrittore e poeta.

La professione giornalistica lo vide collaboratore delle più importanti testate nazionali come Il Messaggero, Il Tempo, Il Momento, Il Risorgimento d'Abruzzo, Il Corriere della Sera, Il Gazzettino di Venezia, L'Eco di Bergamo, Il Messaggero Veneto, Il Giornale di Tripoli, Realtà Politica, L'Avvenire, Il Mezzogiorno, La Gazzetta del Mezzogiorno, Il Giornale del Sud e Giustizia Nuova.

Nonostante gli impegni professionali, restò sempre legato ad un profondo impegno nella ricerca e nella divulgazione della cultura d'Abruzzo, amata terra d'origine. Fu socio della Deputazione Abruzzese di Storia Patria nonché ideatore e promotore, per diversi anni, di premi giornalistici nazionali, tra i quali si ricordano "Avezzano e la Marsica" e "Abruzzo, Oggi e Domani". Vincitore di numerosi premi letterari, venne insignito anche della Medaglia d'oro dell'Associazione Stampa Romana nella quale era iscritto dal 1922. Nel 1972 fu premiato a Tagliacozzo «per i suoi meriti di uomo di cultura abruzzese».
Grazie ad un suo articolo apparso su Realtà Politica, il magnate italo-francese Gervaso Rancilio apprese dello stato di abbandono della casa di Giulio Mazzarino e mise a disposizione del Comune di Pescina la somma necessaria per la sua ricostruzione.

Tra le sue pubblicazioni si annoverano: Il Veliero dei Sogni (Ed. Carra e Bellini, Roma, 1934), Leggende Marsicane (N. De Arcangelis, Casalbordino, 1935), , Mio Padre (A.T.E.N.A., Roma, 1941), San Generoso patrono di Ortona dei Marsi (Ed. Angeletti, Sulmona, 1947), La provincia dell'Aquila nel Risorgimento Nazionale (Ed. "Attraverso l'Abruzzo", Pescara, 1961) e Ortona dei Marsi in una cronaca inedita del XVIII secolo (Fratelli Palombi, Roma, 1972).


La sua vita si spense nel caro paese natale nel 1982.

Antonello Venditti
nasce nel 1975. Risiede e lavora a Trasacco, nella terra d’Abruzzo, dove scopre la pittura a olio all’età di 8 anni. Partecipa ai primi concorsi scolastici, per poi arrivare alla sua prima personale di pittura all’età di 14 anni.

Diplomatosi all’I.S.A. di Avezzano, prosegue gli studi all’Accademia di Belle Arti in Roma, seguendo il corso con il maestro Aldo Turchiaro. Dopo i primi due anni accademici, gli studi si interrompono per prestare servizio di leva, durante il quale realizza importanti pitture murali ed esegue 25 tavole, utilizzate in seguito come dono a importanti personalità della politica italiana. Si ritrasferisce quindi a Roma dove prosegue la sperimentazione della pittura cercando di affinare la sua tecnica, lavorando come copista.

Tra estemporanee di pittura, concorsi e coinvolgimenti in manifestazioni artistiche, riesce a rappresentare il mito, la leggenda e il mondo classico in modo inconsueto, attraverso il connubio di simbolismo e tecnica. Affronta anche il tema del fantasy illustrando favole e copertine. Nel 2010 partecipa alla 13ᵃFiera internazionale d’arte di Pechino con 6 opere pittoriche.



INFO: http://www.edizionikirke.it/

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