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Le spoglie di Don Gaetano Tantalo tornano nella chiesa che lo ha visto battezzato

Villavallelonga. Le spoglie di Mortali di Don gaetano Tantalo tornano nella chiesa che lo ha visto battezzato. Il freddo è pungente ma non scoraggia i moltissimi fedeli che per motivi di spazio affollano l'esterno della Chiesa di Santa Maria delle Grazie, in presenza di Sua Eccellenza Reverendissima. Mons. Pietro Santoro Vescovo dei Marsi, del sindaco di Villavallelonga  Martorano Di Cesare, del Sindaco di Tagliacozzo Dino Rossi e molte  tra le più importanti autorità civili militare e religiose del territorio.

Nel corso della solenne celebrazione ufficiata da nove sacerdoti provenienti da diverse parrocchie del territorio marsicano, le parole del Vescovo hanno sottolineato l'attualità straordinaria e l'importanza della figura di Don Gaetano, un sacerdote che per tutta l'eternità attraverso il suo esempio di vita ci ha insegnato molto.

Un convegno dedicato alla figura di Don Gaetano Tantalo, per meglio comprendere alcuni angoli della sua straordinaria vita. La vita di un sacerdote che quando molti fuggivano ha scelto di restare, quando il compromesso sembrava essere la strada più facile, lui scelse la “vocazione del cuore”.

Un albero dedicato alla sua persona e piantato lungo la via dei giusti a Gerusalemme, perché ha ospitato con grande rischio una famiglia di fratelli Ebrei in tempi in cui questo significava  rischiare la propria vita, e ora, quel piccolo albero di carrubo, è Icona della Chiesa dei Marsi.

E su questo pensiero e con queste parole il Vescovo ha invocato l'aiuto di Don Gaetano per tutta la Chiesa dei Marsi:
Chiesa dei Marsi quell'Albero sia per te una profezia, la profezia di uscire sempre fuori da te a non essere mai ripiegata su te stessa, vedere Cristo che passa e che ti invita a seguirlo con passi veloci,  costituisciti come comunità di amore per essere presenza di amore per gli uomini del nostro tempo, perché questo tempo ti è stato affidato.
Chiesa di Marsi mettiti in cammino con Don Gaetano con un bagaglio leggero, il bagaglio leggero di Don Gaetano. Metti nello zaino semplicemente la Parola di Dio e il pane della fraternità, quel pane della fraternità che nel giorno del giudizio secondo la parabola sarà seminato nella Gerusalemme del Cielo. La parola, il pane, questo ti basta Chiesa dei Marsi per continuare ad essere sempre fedeli a Cristo

Al termine della celebrazione Il Vescovo a consegnato ufficialmente la grande Urna di bronzo contente le spoglie mortali di Don Gaetano, “nelle mani” di Don Francesco, parroco di Villavallelonga, sottolineando che con quel gesto non gli veniva affidato un fatto materiale ma piuttosto una speranza nella quale Villavallelonga possa diventare una scuola di santità attorno alla figura di questo Venerabile.

Dopo i ringraziamenti di rito è stato toccante il racconto fatto dal vice postulatore Don Aldo il quale ha commentato brevemente la giornata di giovedì 21 novembre, in cui era stata fatta la ricognizione del corpo di Don Gaetano.

Emozionanti le parole che raccontavano l'avvenimento di quel giorno, dove attenendosi alle scrupolose regole previste dalla Congregazione dei Santi e alla presenza del postulatore, del delegato diocesano mons. Domenico Ramelli, del notaio dott. Nicola Gallotti, del promotore di giustizia Don Franco, di un giovane sacerdote di Tagliacozzo e di alcuni parenti di Don Gaetano, veniva sollevata nella Chiesa dei Santi Leucio e Nicola la lapide che ne custodiva i resti mortali.

Mettendo in risalto che nella prima ricognizione  “il Fato” avesse preservato gli asciugamani che avvolgevano le ossa di Don Gaetanoche risultavano essere perfettamente integri e puliti malgrado le urne di zinco fossero completamente rovinate, raccontava con evidente commozione della serenità della gente presente al procedimento e dell'emozione che aveva vissuto nel vedere alcuni dei resti di questo Sacerdote, pensando all'esempio divita vita che Don Gaetano aveva vissuto.

Importante e significativo il fatto che oltre alla grande urna di Bronzo ora collocata all'interno della Chiesa di Santa Maria a Villavallenga che contiene due cassette con i resti del corpo di Don Gaetano Tantalo, è stata, in sede di ricognizione, predisposta una terza cassetta che contiene tra le altre cose i resti delle vesti del sacerdote, e che è stata donata alla Chiesa di San Pietro di Tagliacozzo. Un atto per sancire il legame tra questi due comuni marsicani che sono stati teatro della vita di Don Gaetano.

La conclusione della cerimonia è un messaggio di speranza rivolto al buon esito del processo di beatificazione del nostro Don Gaetano e alla sorte della Chiesa di Villavallelonga dedicata ai Santi Leucio e Nicola che, dichiarata inagibile da alcuni anni, non sarà abbandonata al suo destino.

Al termine della cerimonia la grande folla ha potuto sfilare davanti all'urna per dare un ultimo saluto prima che questa venisse riposta in maniera definitiva nell'apposito spazio ricavato all'interno della Chiesa di Santa Maria delle Grazie.

 
 

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di Angelo Fracassi


Una qualsiasi persona interessata alla storia locale che vada a consultare i testi dei principali storici marsicani del passato si trova davanti ad un curioso dilemma: a chi era dedicata la chiesa parrocchiale di Capistrello? Il Febonio, il Corsignani e il Di Pietro nelle loro opere danno indicazioni che stupiscono non poco e, comunque, ben diverse da chi parte dal presupposto che la Chiesa Madre del paese sia, e sia sempre stata, dedicata a Sant’Antonio da Padova.


di Pietro Maccallini
 
Sono ormai passati molti anni da quando iniziai la mia ricerca toponomastica e linguistica e, pur avendo per così dire fatto conoscenza di un rilevantissimo numero di oronimi, idronimi e coronimi, non mi sono mai deciso a tentare un’etimologia del nome del mio paese di Aielli-Aq, per un paio di motivi:
1.  Non ho mai creduto alla vulgata di questo toponimo diffuso in tutta Italia (cfr. Aiello del Friuli, Aiello Calabro, Aiello del Sabato, Agello-Pg, Agelli-AP, Gello-Ar, ecc.) e spiegato come derivante dal lat. agellu(m) ‘campicello, poderetto’. E’ il mio metodo di lavoro e la convinzione che i significati profondi di una radice sono ben più numerosi di quelli attestati in qualche lingua a noi nota a impedirmi di sottoscivere quanto gli altri sostengono in merito a questo toponimo.

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