1867, scontro Garibaldini-Zuevi
di Fiorenzo Amiconi
Morte dei garibaldini
Emilio Blenio, capitano di Milano e dei militi Antonio Panaro di Cerchio e Lorenzo Grotti di Cremona
L’ undici Ottobre 1867, in un conflitto a fuoco avvenuto nella piazza di Subiaco fra i garibaldini al comando del conte milanese Emilio Blenio e gli zuavi comandati dal tenente Giulio Descleè, restarono morti sul campo tre garibaldini: il menzionato Blenio, il cerchiese Antonio Panaro, ed il cremonese, abitante in Sante Marie (AQ), Lorenzo Grotti.
Morirono in seguito a gravi ferite riportate, anche i sublacensi Pietro Cittadini figlio di Tommaso e, il 21 ottobre, Angelo Cenciarelli di appena 14 anni.
Dall’inedita relazione manoscritta contenuta nel Libro dei morti della con cattedrale di S. Andrea Apostolo di Subiaco, relativa agli anni 1852-1898 , da “ La civiltà Cattolica, Anno decimottavo, vol. XII, della serie sesta, Roma, coi tipi della Civiltà Cattolica, 1867, “Cronaca Contemporanea “, e dai volumi di Paolo Mencacci e di Monsignor Augusto Giustiniani apprendiamo:
“[…] Giorno 11° ( è l’11 Ottobre 1867 n.d.a.) Alcuni uomini scellerati come Garibaldini (29) provenienti dal regno di Napoli, scendendo da queste montagne di S. Donato coll’intento di abbattere il Regime S.R.E., alle ore 20 giunsero alla pianura di Campo dove furono respinti dai soldati papalini dell’Arce abbadiale con il lancio di varii proiettili di fuoco. Ciononstante rientrarono attraverso un’altra via e subito circondarono il Ven:[erabile] Seminario. Il vescovo R.[everendo] D.[on] Filippo Manetti, Amministratore Ap[osto]lico e il suo Vicario Generale R.[everendo] D.[on] Ludovico Leonardi furono fatti prigionieri, come pure l’Ill[ustrissi]mo Governatore d.[on] Pietro Antonio Marini che stava a casa sua. Poi si attestarono nella piccola piazza del Governo dove furono sorpresi dai soldati papalini, noti come Zuavi, che ritornavano dai paesi di Cervara e di Camerata, e si accese un breve combattimento fra di loro. Vinsero gli Zuavi che fecero prigionieri 17 di questi uomini ostili, altri 9 fuggirono e tre furono uccisi alle ore 22, e precisamente:
77 Emilio dei Conti di Blenio della città di Milano, loro capo, di anni 28.
78 Antonio Panaro del paese noto come Cerchio del Regno di Napoli, di anni 25 circa (1)
79 Lorenzo Grotti della città di Cremona, residente nel paese di Sante Marie del regno di Napoli, di anni 25 circa.
Tutti sono sepolti nella località nota come Sunipa, vicino al ponte di S. Mauro. C’è da rilevare che alcuni abitanti di Subiaco furono feriti e che morì Pietro Cittadini figlio di Tommaso come si legge nel libro dei morti della Parrocchia del Reverendo D.[on] Primicerio. Il luogo di sepoltura si trova sotto la rupe di S. Lorenzo M.[artire][…]”(2)
“[…] nel Giornale di Roma/Il quale, alli 11 Ottobre, recava che :” Cinquanta Garibaldini, for-/manti una parte di una grossa banda radunata al di là della frontiera, l’han/passata nello scorso giorno; invadendo il Comune di Cervara, dove, fra lo/sgomento degli abitanti, requisirono viveri ed han proclamato il Gover-no provvisorio sotto la dittatura del Garibaldi. Dopo di ciò si sono ritirati,/raggiungendo il resto della loro banda[…]Il venerdì 12 Ottobre(sIc) un’orda di Garibaldini, uscita dal regno di/Napoli, irruppe nella città di Subiaco: d’onde però furono discacciati, co-/me si narrò dal Giornale di Roma del 13. “ Nello scorso giorno un dis-/taccamento partì da Subiaco per fare una perlustrazione nelle vicinanze/di Cervara e Camerata. Profittando di tale assenza, sbucò dalle prossi-/me montagne una forte banda di Garibaldini ed invase Subiaco. I pochi/gendarmi ivi rimasti dovettero chiudersi in un luogo detto la Rocca, e /tanto il Governatore quanto il Vescovo Amministratore furono dai Gari-/baldini messi in ostaggio nelle loro residenze. Il tenente colonnello Cha-/rette, avuta notizia di tal fatto, deviando dalla marcia verso Nerola, si diresse alla volta di Subiaco. Se non che, prima ch’egli vi giungesse,/rientrava il distaccamento partitone. Si attaccò allora un accanito conflit-/to, nel quale rimase la piena vittoria ai nostri soldati, che liberarono co-/sì il Governatore, il Vescovo, e la città, la quale in quel trambusto sol-/levò grida di giubilo e di evviva a Pio IX Papa Re, e alle truppe ponti-/ficie. Dei Garibaldini 15 caddero in mano delle nostre milizie; parecchi/furono feriti e 3 rimasero sul terreno, fra i quali il loro condottiero, ch’e-/ra un tal/Emilio Blenio milanese, sedicente capitano. I nostri ebbero dis-/sgraziatamente due feriti, un tenente cioè dei zuavi ed un maresciallo dei gendarmi”/In qual modo si comportassero codesti masnadieri in Subiaco fu esat-/tamente descritto in un corrispondenza del 16/Ottobre, della quale riferiamo il tratto seguente:/”la masnada con bandiera garibaldina entrava nella città gridando:/Viva Garibaldi, via(sic) Subiaco, viva Roma, armatevi al riscatto della ti-/rannia. I pochi popolani, trovatisi per via, si ritiravano fuggendo, e non/prendendo parte al tentativo, quantunque eccitativi dal Blenio. Avanza-/tasi l’orda dalla piazza della chiesa maggiore, dove il presidio della/Rocca dirigeva fucilate senza successo per la distanza, perveniva fino al-/la piazza dov’è la residenza governativa, la quale venne da essa circon-/data e piantonata. Indi, saliti il capo con altri quattro de’ suoi si presen-/tavano innanzi al governatore, intimandogli di volere la consegna del/Governo, la resa del presidio, e della Rocca abbaziale, colla procla-/mazione del Governo provvisorio di Garibaldi, la resa del presidio, e la prigionia con guardie a/vista per sua guarentigia. Il governatore, alla presenza delle altre auto-/rità comunali e di altri impiegati protestò contro l’attentato che si com-/metteva. Quindi il Blenio accompagnato da altri Garibaldini recossi da/Monsignor Vescovo Manetti, amministratore Apostolico dell’Abbazia di/Subiaco, e gli fece i medesimi intimi, cui fu da Monsignor Vescovo rispo-/sto, che la Rocca non era in suo potere, e che egli aveva soltanto autori-/tà e giurisdizione sugli Ecclesiastici. Allora quel capo gl’intimò di do-/vere restar prigioniero in propria dimora, con guardia a vista nella ca-/mera, avendone poste altre nella porta del Seminario. Ciò fatto, ritorna-va il Blenio nella residenza del governatore piantonata da un graduato/garibaldino e da un comune, e domandato se nelle carceri esistesse qual-/che carcerato politico ed avutane risposta negativa, voleva a tutti i co-/sti la consegna del Castello abbaziale, e l’istallazione del Governo prov-/visorio di Garibaldi, risoluto di opporsi a qualunque resistenza fino/all’ultimo sangue, ponendo in tal caso in prima fila fra’ suoi il Vescovo,/il governatore e gli altri due ostaggi cavalier Tocci ed il gonfaloniere./ ”Mentre si agitavano tutte queste cose, senza venire ancora ad alcun/risultato favorevole alle idee del Blenio, suonavano le 4 pom. In questo/punto sopraggiungevano le milizie di ritorno da Camerata e Cervara, ed,/aggiornate di tutto,senz’altro si scagliavano sopra l’orda dei Garibaldi-/ni che tenevano cinta la residenza governativa nella sottoposta piazza/con al suo centro il capitano Blenio, ed il gonfaloniere, ch’egli riteneva/sempre con se, che per divino aiuto scampò la vita dalle palle che gli fi-/schiavano intorno. Allo stesso istante sopraggiunge un drappello di otto/o dieci zuavi, gendarmi e squadriglieri accorsi a liberare il Vescovo/e fece prigioni i cinque Garibaldini postivi a custodirlo./”La uccisione del capobanda Blenio, di altri due suoi, il ferimento di/un quarto, l’apprensione di vari altri garibaldini, lo sbaragliamento/dell’orda, e l’imprigionamento degli altri cinque del Seminario, chiuse-/ro i fatti di quella giornata, che non sarà quivi di leggieri dimenticata./La popolazione, il cui severo e dignitoso contegno è degno di ogni elo-/gio, appena si vide spazzata interamente dagli invasori, prorupe in lie-/tissime evviva al Santo Padre Ponteficie e Re ed al suo sovrano governo./”Abbenchè il giorno stesse vicino a declinare, le nostre truppe si po-/sero in traccia dei Garibaldini riusciti alla fuga nella mischia, e furono/ridotti in potere della giustizia 15 di essi fino a tutta al sera dell’11. Il/dì seguente riuscivano le forze a rintracciarne ed arrestarne altri due./Un rilevantissimo ed importante carteggio trovato in dosso al morto Ble-/nio pone sempre più alla luce gl’intendimenti di questa iniqua e sacrile-/ga invasione, e da dove prenda le sue mosse!”[…] Il Giornale di Roma del 15 Ottobre recitò pure l’elenco dei 17 mas-/nadieri fatti prigionieri a Subiaco. Eccolo trascritto :/ “ Giorgi Serafino, sedicente tenente, De Luca Loreto, De Massimo Biagio, Verdelotti Vincenzo, Angini Gaetano, Roberti Angelo, della/Scurgola(regno di Napoli)- De Angelis Francesco, Facci Giuseppe,/di Antrosano- Panara Luigi, Panara Raffaele, Santarelli Pietro, di/Cerchio-Petrilli Gaetano, Magnani Gio.Battista di Celano- De Giovanni Battista Matteo di Marza- De Giovanni Benedetto, di Santa Maria- Pozzi Serafino, d’Ascoli Piceno- Petitta Nicola, di Cu-/cumello./” I Garibaldini morti in detto scontro sono : Blenio Emilio sedicente/capitano, di Milano- Panara Antonio di Cerchio- Grotti Lorenzo,/di Cremona[…]”(3)



