Giovanni Tordone

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Giovanni Tordone, nato e residente a Balsorano (AQ) ha iniziato a scrivere allorché, pensionato di enti pubblici locali, ha messo da parte bilanci, libri e registri contabili.
 
Appassionato ricercatore del dialetto arcaico e di storia antica locale, nell’anno 1995 ha pubblicato nel gergo dialettale  La uéra storia de glie castéglie de Bbalzeràna raccundata da tatone Frangìsche, ottenendo grande popolarità tra le i balsoranesi e progenie, emigrati, all’inizio e a metà del secolo scorso, negli USA, nel Canada, in Australia, Francia, Germania, nell’America latina e nel Sud Africa.
 
L’anno dopo dà alle stampe Dopp’i tarramute con il quale racconta, passo passo, le fasi della ricostruzione del paese dopo il terremoto del 13 gennaio 1915.
 
Seguono, sempre in dialetto:
Pruèrbbie paisàne andìche, Mariùccia i tenènde i glie brecànde, Mó u’araccónde la càua glie quatrine, Siótte Pasqualucce tecéu’accucì. 
 

Nell’anno 1999 pubblica, in lingua, i racconti ambientati nel tardo medioevo e nella prima era moderna: Josephine, da pastorella abruzzese a raffinata aristocratica parigina, - Angelo, giovane castaldo della baronia di Balsorano - Due stupendi corpi per il conte e Iacuìtt, un pecoraio legislatore.
Con quest’ultimo lavoro ottiene un lusinghiero successo come ospite della trasmissione RAI3 nazionale Italia Agricoltura, tanto da essere invitato, in qualità di relatore, alla V edizione di Franciacorta in bianco – Rassegna Nazionale del latte e derivati in Castegnato (BS) - sul tema: “Alla riscoperta delle tradizioni abruzzesi: il codice del pastore Jacuìtt”.
 
Segue, l’anno dopo, la pubblicazione dei racconti romanzati: Amori e pregiuzi, La sartina della contessa, Ius primæ noctis e Donne in balia degli eventi.
Nel maggio del 2001 stampa il racconto Una famiglia nostrana di altri tempi. Nel dicembre dello stesso anno, a spese dell’Amministrazione comunale di Balsorano, è pubblicato Sull’Altare della Memoria nel quale Giovanni Tordone documenta le guerre 1915-18 e 1940-45 combattute dai balsoranesi sui fronti ed anche nel territorio di Balsorano. Del libro è stato fatto omaggio a tutte le famiglie del paese.
 
Nel 2002 pubblica ancora un racconto di vita paesana trascorsa dal titolo Quella mattina lassù a Casalicchio seguito, nel 2003, da Il ritorno del perdente, narrazione, di un vinto, di fatti dell’ultima guerra e da
Nel principio Dio creò… 
 

Essendo Balsorano un paese di antiche tradizioni musicali, non poteva mancare la narrazione documentata di La banda musicale di Balsorano – oltre centocinquant’anni di esaltanti successi, seguito, a dicembre del 2004, dalla 2° edizione del Vocabolario e modi di dire del dialetto locale. A maggio di quest’anno (2005) è stata pubblicata l’ultima sua fatica letteraria dal titolo …deliberando senza niuna discrepanza…- Cronistoria della vita politica e amministrativa di Balsorano, dal 1849 ai nostri giorni. Anche di quest’opera, a cura dell’ Amministrazione comunale, è stato fatto omaggio alle famiglie balsoranesi. 
 
L’autore si è dedicato anche al teatro dialettale con le commedie in 3 atti, depositate alla S.I.A.E.: A gli’ambelatòrie, E’ uér’Andò?, ‘Nghe glie céglie ne ‘nge se pazzìa, La sapiénzia de Giàcheme, La ‘mmenzióne de gli’aràtie i glie nérue de gnora Getìtta, Le spartènze, In nome del Re Ferdinando II – Udienze e sentenze di un regio giudice mandamentale.


  
 

     

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