Poveri italiani senza meta
Metternic aveva definito l'Italia <<un'espressione geografica >>; Carducci, invece, diceva che l'Italia era piuttosto <<un'espressione letteraria >>, riproponendo con ciò una delle idee forti che avevano accompagnato il processo risorgimentale : l'Italia, sebbene non fosse mai esistita politicamente, era già presente nella coscienza dei letterati fin dal tempo di Dante . La storia della letteratura italiana si è configurata perciò fin dalle origini come una vera e propria storia d'Italia, spesso la sola, gloriosa possibile, perchè storicamente l'Italia è stata costruita su base letteraria piuttosto che etnica, religiosa, politica o economica . Già nel 191O, infatti un anno prima delli celebrazioni del primo cinquantenario dell'unità Giuseppe Prezzolini scriveva sulla rivista, da lui diretta " La Voce ", un articolo dal titolo eloquente : << Che fare ? >>. L'interrogativo faceva riferimento al proposito, non ancora raggiunto, di formare una coscienza nazionale italiana . All'esaltazione dei progressi compiuti faceva da stridente contrappunto la deprecazione dei mali non sanati . E ancora oggi, alla vigilia del centocinquantesimo dell'unità, il che fare è una questione non risolta, che Emilio Gentile ci ripropone nel suo ultimo libro " Nè stato nè nazione, italiani senza meta ". Sembrano lontani i tempi della << formosissima donna >>, espressione con cui Leopardi la definiva nostro paese . Sembrano remoti anche i tempi in cui Goethe affermava che << si, io posso dire che solo a Roma ho provato propriamente cosa voglia essere un uomo >>.
Evidentemente Goethe non vedeva l'Italia, ma la sua Italia, da lui vagheggiata come un luogo ideale, suolo di una classicità felice . Un fine osservatore dei nostri vizi e virtù, affermava che l'Italia è varia non complessa e ammoniva : << Se dovessi rifare il mio Viaggio in Italia, direi che occorre liberarsi del tutto di quell'idea idillica dell'Italia che coltivano ancora molti visitatori stranieri >>. Il fine osservatore era Piovene . Ma, ahimè, come sembrano lontane anche queste sue parole scritte solo qualche decennio fa, a metà degli anni cinquanta del secolo scorso : << Sono però diversità vissute come fatti della natura, che fomentano umori litigiosi ed incomprensioni, ma non conducono al distacco >>. Non aveva potuto immaginare la nascita del movimento leghista . A proposito, dopo la caduta del fascismo la nuova Italia repubblicana adottò un calendario più modesto per rinnovare la memoria nazionale. Nessuno, però, si è mai ricordato di inserire nel calendario il giorno di nascita dello stato italiano...
Leucio Lippa
























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