Ricercatori francesi studiano gli orsi marsicani. Avvistati dieci esemplari in due giorni
Villavallelonga. Sono stati presentati sabato, in un incontro nella sala polivalente del Comune di Villavallelonga, alla presenza del direttore del Parco Nazionale, Vittorio Ducoli, i risultati della ricerca di un gruppo di ricercatori francesi. Il gruppo di studiosi d'Oltralpe ha potuto fotografare e riprendere gli orsi a caccia di bacche nere di ramno mature. Nel giro di 48 ore, i ricercatori francesi guidati da Francoise Savasta hanno ripreso dieci esemplari di orso marsicano, cinque adulti e cinque cuccioli. Gli orsi sono stati fotografati e filmati da un'equipe guidata da Francoise Savasta, ricercatrice francese che da dieci anni, ogni estate, frequenta il Parco alla ricerca di orsi marsicani. Con lei c'era anche Roger Mathieu che ha realizzato le foto e i filmati.
Gli scatti da distanze lunghissime, sono stati realizzati in «digiscoping». Si tratta di una tecnica di ripresa che associa una fotocamera digitale, anche una semplice compatta, a un telescopio da osservazione tramite appositi adattatori. La qualità non eguaglia quella di obiettivi fotografici, ma in tal modo è possibile fotografare animali da lunghissime distanze. Ducoli ha evidenziato la necessità di «sviluppare sempre di più modalità di gestione e sviluppo del territorio che arrivano proprio dalla natura straordinaria che ci circonda, in modo da fare una sintesi tra le attività umane e la presenza dell'uomo e quella dell'orso, affinché sia sempre più proprio questo il fattore trainante dello sviluppo economico e sociale di queste zone». Gli orsi, secondo l’ultimo censimento ufficiale risalente al 2008, nel Parco sono una cinquantina, senza contare gli esemplari nei Sibillini, sulla Maiella e sul Sirente Velino. Dieci gli esemplari adulti che portano il radiocollare. Nel 2008 sono nati 10 cuccioli, mentre l’anno scorso sei. Si tratta solo di quelli certi, non è escluso che possano essere di più. Un dato positivo se si considera che un orso partorisce ogni due anni e che la mortalità della prole è del 50 per cento.
























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