Ospedale: la protesta di 200 marsicani a Roma "Ora la Regione sospenda le chiusure"
Pescina. Ieri mattina 200 cittadini di Tagliacozzo e Pescina sono arrivati a Roma con quattro pullman per manifestare il loro dissenso contro il Piano di riordino sanitario, l’ultima azione messa in atto dai contestatori che da mesi stanno lottando per impedire la chiusura delle due strutture ospedaliere minori. La voce dei manifestanti è arrivata anche all’interno del Ministero spingendo i dirigenti ad aprire le porte a una delegazione di marsicani. Il sindaco di Pescina Radichetti, e quello di Tagliacozzo, Dino Rossi, insieme a una rappresentanza dei comitati, sono stati ricevuti dal capo dipartimento facente funzione Carmine Guarino. Radichetti ha voluto illustrare al capo dipartimento «l’operato dell’ospedale di Pescina, l’importanza del Pronto soccorso in un territorio montano come quello della Valle del Giovenco e il lavoro di ricerca del reparto di Geriatria». Durante la discussione non si è potuto fare a meno di parlare della presunta illegalità di alcuni punti del Piano di riordino passati al vaglio proprio in questi giorni dagli avvocati incaricati dalle amministrazioni. Si è parlato inoltre dell'ospedale di Avezzano, che difficilmente riuscirà a far fronte alle necessità del territorio, i presenti hanno redatto un documento indirizzato al ministro Fazio. «Il capo dipartimento Guarino si è impegnato a riferire tutto al Ministro Fazio e a programmare con lui un incontro già a settembre. Nel pomeriggio, afferma Radichetti, sono stato poi ricevuto personalmente da Letta al quale ho spiegato dettagliatamente la stato attuale della sanità marsicana e i problemi legati al Piano di riordino». Ora Radichetti lancia un nuovo appello al sub commissario Giovanna Baraldi. «Visto che Fazio è disposto ad incontrarci tutto potrebbe essere rimesso in gioco per questo chiedo di sospendere il Piano di riordino in attesa che il ministro si pronunci».






















Commenti
L'ospedale ce lo siamo
L'ospedale ce lo siamo giocati e grazie a questo modo solitario di condurre le azioni. Caro Sindaco Radichetti, ascolta meno qualche tuo consigliore e dai unità a questa forma di lotta, ci vuole il salto di qualità e questo salto lo si fa solo con tutti ad un tavolo.
Si accusano altri di sciacallaggio e quant'altro, ma siamo proprio sicuri che voi nonci state facendo campagna per le prossime comunali?
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