Acquistavano auto, poi fuggivano senza pagare. In manette quattro rom
Avezzano. Sono accusati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, furto, calunnia, tentata estorsione, nonché resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale. Accuse pesanti che hanno condotto in cella, su ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Trani (Bari), quattro avezzanesi della locale comunità rom.
In manette Orlando Morelli, 35 anni, la convivente Ida Morelli (31), Paolo Morelli (37) e Adino Morelli (30). I quattro, secondo l'accusa, avevano messo in piedi un giro d’affari per l'esecuzione di truffe ai danni degli inserzionisti di annunci di vendita autovetture. L’attività criminale ha permesso agli arrestati di impadronirsi di 3 automobili per un ammontare complessivo di 60 mila euro. Le autovetture sono state recuperate dalla polizia.
I quattro operavano prevalentemente nella zona di Avezzano, ma contattavano inserzionisti in tutto il centro sud. Una volta manifestato l’interesse all’acquisto del mezzo, invitavano il venditore a perfezionare il passaggio di proprietà, pagando in contanti l’atto presso l’agenzia di pratiche auto finché, al momento di andare in banca a ritirare la somma necessaria a liquidare l’acquisto, con sotterfugi e minacce riuscivano a dileguarsi con l’autovettura.
In uno dei casi, hanno addirittura cercato di estorcere con la forza la carta di circolazione, che il venditore si rifiutava di consegnare.
Questa mattina l’epilogo della vicenda, giunto grazie ad alcune perquisizioni domiciliari da parte del personale del commissariato di polizia, nonostante le violente opposizioni dei malviventi.
E’ stata rintracciata e recuperata anche un’autovettura rubata a Rieti. Dei quattro arrestati, i tre uomini sono stati portati nel carcere dell’Aquila, mentre la donna è rinchiusa a Teramo. A difenderli, gli avvocati Franco Colucci e Antonio Milo del tribunale di Avezzano.
Luigi Todisco
























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