La Marsica non si arrende e continua a lottare per difendere i suoi ospedali
Avezzano. Non l'hanno accettate le regole del Piano di riordino che prevede la soppressione dei posti letto per acuti negli ospedali di Tagliacozzo e Pescina. Per questo i comitati pro ospedale e le amministrazioni comunali dei paesi interessati continuano a dire no alla chiusura dei presidi ospedalieri in tutti i modi. Presidiano il "Serafino Rinaldi" dalla mattina alla sera, parlando con i cittadini e informandoli di quello che accadrà se il Piano di riordino sarà approvato così com'è. Gli amministratori di Pescina vogliono in tutti modi tutelare il loro ospedale e per questo sono passati dalla protesta alle proposte. "L'ospedale di Pescina non può essere cancellato", ha spiegato il sindaco, Maurizio Radichetti (Pdl). "Noi vogliamo proporre delle modifiche concrete per il Piano che, così com'è stato strutturato, non tiene conto delle specializzazioni presenti nel nostro ospedale, ne delle esigenze dei cittadini". Sempre attivi con la raccolta delle firme i responsabili del comitato pro ospedale di Tagliacozzo. La petizione popolare, che hanno avviato per dire no alla chiusura dell'Umberto I, continua a raccogliere consensi non solo tra i residenti, ma anche tra i turisti. Dalla Marsica arriva anche l'appello del vice presidente del consiglio regionale, Giovanni D'Amico (Pd), e del consigliere, Giuseppe Di Pangrazio (Pd). "Visto che il presidente della Regione, Gianni Chiodi, è risultato sordo alle richieste della Marsica, i sindaci di Avezzano, Tagliacozzo e Pescina devono riconvocare tutti i consiglieri e gli assessori regionali del territorio, i parlamentari della Marsica e il Presidente della provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, per assumere iniziative costruttive ed unitarie in difesa dei servizi sanitari territoriali. Il Piano attuale in prospettiva può pregiudicare la stessa sopravvivenza della struttura ospedaliera di Avezzano trasformandolo in semplice ospedale di territorio"






















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