Caraibi

La Chiesa di Sant’Antonio da Padova in Capistrello

di Angelo Fracassi


Una qualsiasi persona interessata alla storia locale che vada a consultare i testi dei principali storici marsicani del passato si trova davanti ad un curioso dilemma: a chi era dedicata la chiesa parrocchiale di Capistrello? Il Febonio, il Corsignani e il Di Pietro nelle loro opere danno indicazioni che stupiscono non poco e, comunque, ben diverse da chi parte dal presupposto che la Chiesa Madre del paese sia, e sia sempre stata, dedicata a Sant’Antonio da Padova.



Muzio Febonio nella sua Historia Marsorum, edita nel 1678 cita per Capistrello: “… Il Popolo si riunisce in una unica Chiesa, dedicata a San Pietro e a Sant’Antonio Abate … Al di la delle mura di Capistrello, nei campi Patentini, sono ancora riconoscibili un ospizio dei monaci benedettini, e poco distante una chiesa dedicata a S. Sebastiano.” (1)
Pietro Antonio Corsignani, nella Reggia Marsicana (1738) riporta quanto segue: “… ha una sola Chiesa Parrocchiale dedicata al Principe degli Apostoli, ed a Sant’Antonio Abate sotto il titolo di badia ... Verso i campi Palentini, anticamente stava un Ospizio col nome di San Pietro per la Famiglia delle Monache Benedettine, come pure una chiesa dedicata a San Sebastiano, ambedue diroccate.” (2)
Andrea Di Pietro nel suo libro Agglomerazioni attuali delle popolazioni dei Marsi (1869) riporta “...ora ha la Chiesa Parrocchiale dedicata a S. Antonio Abate … fuori le mura nei campi Palentini era edificato l’Ospizio colla Chiesa di San Pietro dipendente da Monte Cassino, ma ora tutto è distrutto; e poco sotto ammiratasi la Chiesa di San Sebastiano anche adesso atterrata …” (3).


Nessuno di questi famosi storici locali fa menzione della Chiesa di Sant’Antonio da Padova che nella memoria collettiva dei capistrellani è la Chiesa Madre per antonomasia. Eppure se nei registri parrocchiali di battesimo, che partono dall’anno 1673 (contemporanei, in pratica, al lavoro Febonio!) non risulta traccia di una Chiesa dedicata a Sant’Antonio Abate o a San Pietro; la Chiesa Parrocchiale è individuata unicamente e costantemente come dedicata a Sant’Antonio da Padova “Eccl.is Paro.lis Divi Antonij Patavini”! (4)
E’ quindi il caso di andare un po’ a ritroso nel tempo per cercare di chiarire questo mistero analizzando in particolare, tra i testi più antichi che parlano delle chiese di Capistrello, quelli che possono interessare la “Chiesa Madre”.
I primi di essi sono:



  •  la Bolla di Pasquale II, redatta nell’anno 1115 e diretta al Vescovo dei Marsi Berardo con l’intento di individuare i confini della Diocesi e le Chiese, e relativi territori, soggetti alla sua autorità; in questo atto è espressamente citata la Chiesa di Sancti Petri in Capistrello. (5)

  •  la Bolla di Clemente III, dell’anno 1188, emanata sempre per definire con maggior precisione i confini e gli ambiti giurisdizionali della Diocesi rispetto alle pretese avanzate dai Monaci di Montecassino che, comunque, avevano dipendenze al suo interno ed anche nel territorio di Capistrello. In questa Bolla vengono citate le seguenti Chiese: … Sanctae Mariae cum titulis suis, Sancti Petri, Sancti Martini, Sancti Nicolai in Capistrello, ... (6)

Ulteriori ed interessantissime notizie si possono ricavare dalle Collectoriae vaticane pubblicate dal Sella nel 1936 che riportano annotati i pagamenti delle decime effettuate dalle varie chiese marsicane negli anni a cavallo del 1308 e 1327. Nel 1308 viene citato: “… 365. Clerici castri Capitelli solverunt tar. xviii et gr. Xiii, ... 368. Monasterium de Capestrello solvit tar. XXIIII” (7).
Per l’anno 1324, invece, nell’elenco dei convocati per il giorno 3 aprile vengono citati: “…600. Capistrellum – 601. Monasterium S. Antonii. …”;
Il pagamento viene effettuato nel giorno stabilito : “ …645. abbatissa S. Antonii de Capistrello solvit …”, mentre con qualche giorno di ritardo “ … 648. … abbas Petrus de Capistrello solvit pro se … et ecclesiis et Clerici de Capistrelli…».
Sempre per le decime dell’anno 1324 viene compilato un elenco delle Chiese esistenti nella Diocesi dei Marsi e, in particolare, per Capistrello vengono riportate le seguenti chiese:
“… 821. Ecclesia S. Petri,
822. Ecclesia S. Antonii,
823. Ecclesia S. Nicolai, ecclesia S. Maria, Ecclesia S. Thome capelle
S. Petri supradicti...


Un altro documento molto importante risulta il Quaternus delle decime dovute alla Chiesa di Santa Sabina datato attorno alla metà del secolo XIV(8). In questo documento sono citate per Capistrello (9):
1. la Chiesa di San Pietro “… 282 Ab Ecclesia SanctiPetri de Capostrello in Argento Uncia Una…”
2. altre chiese non identificate “…300 Ab Ecclesis de Capistrello Aurum Florenos duos ...”
3. il monastero di Sant’Antonio “…344 A Monesterio Sancti Antonij de Capostrello Cere Libram Unam …”


Cosa quindi è successo nel tempo alla chiesa parrocchiale di Capistrello? Chi era il Santo titolare, San Pietro? Sant’Antonio Abate? Sant’Antonio da Padova? C’è stato e quando un cambio della guardia fra le varie chiese? Dalla lettura dei testi riportati si evidenzia come la più antica citazione delle chiese di Capistrello, rappresentata dalla Bolla di Pasquale II dell’anno 1115, riporti solo ed esclusivamente la Chiesa di San Pietro quale chiesa principale e soggetta alla giurisdizione del Vescovo dei Marsi; probabilmente, in questo testo non sono citate le altre chiese, pur esistenti, e facenti ad essa riferimento.
Queste chiese sono presenti per la prima volta nella Bolla di Clemente II nell’anno 1188, appena 73 anni dopo!
La prima notizia su una chiesa dedicata a Sant’Antonio la incontriamo solo nelle Collectoriae vaticane per le decime pagate nell’anno 1324; in particolare come Monasterium S. Antonii negli atti di registrazione dei pagamenti, e come Ecclesia S. Antonii nell’elenco delle chiese esistenti nel paese. Nell’elenco delle decime del 1308 viene riportato solo un generico “Monasterium de Capestrello”.
 


A questo punto è certa l’esistenza in Capistrello, a partire dal secolo XII, di una chiesa dedicata a San Pietro e dal secolo XIV di un monastero e chiesa dedicata a Sant’Antonio. Non si è in grado di sapere se trattasi di Sant’Antonio Abate o Sant’Antonio da Padova anche se questa è l’ipotesi la più plausibile e comprovata dalla successiva presenza, continua fino ai nostri giorni, di una chiesa dedicata al Santo di Padova.
Questa ipotesi può essere ancora rafforzata se si considera anche la grande novità rappresentata dal movimento francescano in Abruzzo durante quegli anni :



  • Sant’Antonio da Padova morì il 13 giugno del 1231 a pochi anni di distanza da San Francesco († 1226) e fu proclamato santo dopo appena undici mesi il 30 maggio 1232, primo santo francescano dopo San Francesco!

  • Il Beato Tommaso da Celano, primo biografo di San Francesco, morì nel 1260 a Val di Varri dove, si era ritirato come cappellano del monastero femminile di San Giovanni da poco passato alla regola francescana.

  • Furono fondate, direttamente o con il concorso di Tommaso da Celano, i conventi di Celano (1256), di Tagliacozzo (1229 o 1259) e, fondazione o passaggio di regola, del monastero di Val di Varri (1230 o 1250) (10).

La grande espansione che il movimento francescano in Abruzzo fin dalle origini ed la fama della santità di Sant’Antonio da Padova potrebbero, quindi, essere all’origine della fondazione a Capistrello, alla metà del 1200, di un monastero femminile dedicato al Santo stesso e la cui prima attestazione certa è del 1308. Ancora nelle Collectoriae vaticane per l’anno 1324 viene citata una … abbatissa S. Antonii de Capistrello … come la persona che realmente assolve agli oneri dovuti dal monastero. E’ da notare come alla presenza di monache fa riferimento anche il Corsignani pur attribuendone l’appartenenza alla “famiglia delle Monache Benedettine”.
Il Quaternus delle decime della Diocesi dei Marsi ci dà ancora la notizia dell’esistenza del monastero nel corso del XIV secolo; di un monastero ben distinto dalle altre chiese di Capistrello e, soprattutto, dalla Chiesa di San Pietro. E’ questa ultima chiesa che in tutto questo periodo svolge le funzioni di chiesa principale, cioè di pieve, ove il clero secolare svolgeva le proprie funzioni e prerogative in comunione con il Vescovo e dove era presente il fonte battesimale.
 


Il luogo ove questa chiesa era situata è da individuare nei pressi, o meglio all’interno, del cimitero vecchio di Capistrello ove ancor oggi esiste Via San Pietro. Infatti in questo luogo,fino al terremoto del 1915, esisteva una chiesa dedicata a San Pietro ricostruita a seguito della creazione del cimitero a metà del 1800 e la cui cripta (ricordata dagli anziani come “ossario vecchio”) era ancora presente fino ai primi anni del 1960: di essa oggi ne resta solo qualche brandello di muro nella zona dei “fornetti” che ne occupano tutta l’area. In questa stessa zona si localizza anche il toponimo “San Pietro”, riportato dal Catasto onciario di Capistrello del 1753 e dove viene riportata, per la stessa zona, anche la “triste” espressione “San Pietro diruto” (11). Questa chiesa perse la sua funzione solo tra la fine del 1500 e i primi decenni del 1600, nell’ambito della ristrutturazione delle parrocchie sulla base delle disposizioni del Concili di Trento: ad essa fu preferita la chiesa di Sant’Antonio che, perduto in data imprecisata l’annesso monastero, era favorita per la sua posizione immediatamente a ridosso del paese.
Nel 1583 la chiesa di San Pietro doveva matenere ancora la sua funzione di chiesa parrocchiale in quanto il Vescovo dei Marsi Matteo Colli, nell’atto di nomina quale canonico della Chiesa di San Pietro di Don Saulo de Rubellis, riferendosi ad essa la definisce …Ecclesia parrocchiali Sancti Petri … (12).
Esiste per ultimo un altro importantissimo documento dell’Archivio Parrocchiale di Capistrello, riportato alla luce dal Dr. Mario Di Domenico, ed è il “Registro Censuale”(13) della Chiesa di Sant’Antonio redatto a partire dalla prima metà del XVII secolo. L’incipit di questo registro, redatto dall’Abate Paolo Falcone il 18 settembre 1633 illustra molto bene quello che sicuramente era avvenuto qualche tempo, o anno, prima cioè il passaggio di “competenze” dalla chiesa di San Pietro a quella di Sant’Antonio.
Nel testo viene infatti scritto : … Catasto nota Censuale de Possessione Canapine Prata Vigne Castagneti cerqueti, … di censi di Casi, d’allocazioni d’enfiteusi perpetui, …et debbiti i che si devono pagare … alla venerabile Chiesa di S. Antonio di Capistrello. Et alla Venerabile Chiesa di San Pietro, di detto luogo annessa, et connessa unita, et incorporata con detta Chiesa Matrice Capitolare, di S. Antonio ….
In questa data, nell’anno del Signore 1633, la chiesa di San Pietro viene annessa, connessa ed incorporata alla chiesa di Sant’Antonio, perdendo tutte le sue prerogative che passano alla Chiesa di Sant’Antonio. La Chiesa di Sant’Antonio acquista, quindi, la dignità di Chiesa Matrice del paese, che tutt’ora fortemente mantiene come un cuore pulsante del e per il paese ed i suoi abitanti, con il titolo di Abbazia (vedi P.A. Corsignani) retta da un Abate e sei canonici (vedi A. Di Pietro).



Note bibliografiche:


1. Febonio M., Historiae Marsorum, liber tertius,(Napoli 1678) a cura di : I.N.E.S.A.-Centro Studi Marsicani, 1991, De Cristofaro Editore, pag. 57.
2. Corsignani P.A., Reggia Marsicana, (rist. anast. Napoli 1738) Forni editore Bologna, pag. 138.
3. Di Pietro A., Agglomerazioni Attuali della popolazione dei Marsi, Avezzano 1869.
4. Archivio Parrocchiale, Liber Baptizatorum, anno 1673
5. cfr. Di Domenico M., L’Eremo di Santa Maria del Monte, Vol. I, Ed. Com. Studi Patentini – Pietro Marso, 2004, pag. 291
6. cfr. Di Domenico M., op. cit. pag. 308
7. Sella P., Aprutium-Molisium. Le decime dei secoli XIII-XIV,Città del Vaticano 1936.
8. Berardi M.R., Poteri centrali e poteri locali nella Marsica in età Angioina, in La Terra dei Marsi, Atti del Convegno di Avezzano 24-26 settembre 1998, a cura di Gennaro Luongo, Viella Editore 2002, pag 186.
9. cfr. Di Domenico M., op. cit. pag. 322
10. .www.santiebeati.it
11. Archivio Storico di Napoli, Serie dei Catasti Onciari vol. 3001.
12. Archivio Diocesano dei Marsi, “Fondo A”, cfr. Di Domenico M., op. cit. pag. 109.
13. Archivio parrocchiale di Capistrello, Registro censuale, cfr. Di Domenico M., op. cit. pag. 225 

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