Panfilo Tabassi. Deputato al Primo Parlamento Italiano. 1803-1896
di Fiorenzo Amiconi
Nacque a Celano, da Cristofano Tabassi Masciarelli e Donna Angela dei Marchesi Mazzara della Città di Sulmona, l’11 Novembre 1803, Panfilo Tabassi, futuro deputato al primo Parlamento Italiano, Barone di Musellaro e Cantalupo, al quale furono imposti gli altri seguenti nomi: Andrea, Simplicio, Francesco, Antonio, Paolo, Maurizio, Masciarello,Don Luigi Tomassetti dei Marchesi di Navelli fu il suo padrino di battesimo (1).
Dall’ottimo volume di Cletto Arrighi dal titolo: “I 450 deputati del presente e i deputati dell’avvenire“ (2) apprendiamo:
“PANFILO TABASSI.
Nacque in Celano, piccola città degli Abruzzi nel/mezzogiorno d’Italia; i di lui genitori nulla omisero/per la sua educazione ed istruzione; e coll’esempio/loro gl’insegnarono sin dall’infanzia ad amare la/patria ed il prossimo./Con questi sentimenti succhiati col latte, allo scop-/piare della rivoluzione militare di Monteforte nel 1820,/benché in tenera età, prese parte a quegli avveni-/menti politici secondando colle sue deboli forze i/movimenti liberali, fra i quali si ascrisse; e la-/sciato il collegio di Aquila ove trovavasi, si arrolò/come volontario nei Cacciatori a cavallo, dei quali/allora il generale Guglielmo Pepe col colonnello/Ricciardi intendevano organizzare un reggimento./Abbattuto dalle baionette austriache nel reame/di Napoli il regime costituzionale, principiarono le/persecuzioni, le sorveglianze e vessazioni del governo/borbonico contro il Tabassi; persecuzioni che or/più or meno lo molestarono - come vedremo -/fino al sospirato risorgimento del 1859./Infatti il 23 luglio del 1828, il Tabassi denunziato/per uno dei capi, ed emissarii di società segrete e/di cospirazioni (3) venne arrestato con parecchi dei mi-/gliori e distinti concittadini celanesi. Dopo circa/tre mesi trattenuto nelle carceri di Aquila, fu con/tutti gli altri tradotto in Napoli, e sepolto in quelle/famose segrete delle prigioni di Santa Maria Appa-/rente, ed ivi assoggettato alla tortura, e ad ogni/specie di sevizie dal ben noto e famigerato commis-/sario di polizia Gennaro Cioffi. Dopo più di tre/mesi di questo martirio, venne rinchiuso in prigione./Benchè dichiarato non reo per mancanza di prove,/il ministro di polizia Intonti lo ritenne ancora in/carcere per molto tempo; finalmente fu spedito in patri con domicilio forzoso./Nel 1841 venne il Tabassi novellamente arrestato;/me per breve tempo./nel 1848, come è ben naturale, prese parte at-/tiva a quei movimenti, adempiendo parecchie incom-/benze pubbliche affidategli. Ma strozzato pure al-/lora il regime costituzionale dal famoso 15 maggio,/Tabassi dopo qualche tempo trasferì il suo domicilio/in Napoli./Nel 1860 tornava in patrai per esaminare lo spi-/rito pubblico di quelle contrade, e delle altre che/doveva percorrere, con incarico di dirigerlo ed/esporlo a pronunziarsi per l’unità d’Italia; quando/nel giorno 11 ottobre scoppiava la reazione in Avez-/zano, capoluogo del circondario, che si diffondeva/poscia in Celano ed in altri paesi vicini per l’ap-prossimarsi delle orde brigantesche, forti di circa/cinque mila armati, comandati dal Lagrange, che/irrompendo per la valle di Roveto, doveva ricongiun-/gersi in Aquila colla colonna comandata dal gene-/rale Scotti, contemporaneamente fatto partire da/Gaeta dal Borbone, progetto che andò fallito, perché/Cialdini sconfisse completamente lo Scotti ad Isernia./Tabassi tentò di soffocare la reazione in Celano,/Opponedosi ai primi moti degli insorti, e volendo/occupare l’ingresso del copro di Guardia Nazionale/rimasto deserto, impedì solo ed inerme per qualche/tempo che vi penetrassero i briganti, e si imposses-/sassero delle armi./Ma infine alla sempre crescente moltitudine, ed/alla violenza fu forza cedere in fine; ma la lunga/resistenza del Tabassi, con tanto pericolo della sua/vita, salvò parecchi liberali che ebbero in quel frat-/tempo agio di metterla in salvo fuggendo, perché/appena prese le armi dal Corpo di guardia i bri-/ganti aggredirono le case dei medesimi./Reso ardito da questo primo caso nel quale egli/si vide rispettato nella persona da quella imbal-/danzita plebaglia, impavido accorse ovunque erano/minacciate le sostanze o le vite dei cittadini, e con/preghiere e con minaccie gli venne fatto di rendere/meno tristi le conseguenze di quella bestiale rea-/zione./Morto Enrico Berardi, il Collegio di Pessina(sic) man-/cava di chi lo rappresentasse al Parlamento; con-/vocatosi esso il 1.° marzo 1863, nominava a quel po-/sto il Tabassi a maggioranza assoluta di voti./Il suo nome non figura fra gli assenti, o tra/quelli in congedo nelle lunghe e faticose sessioni/parlamentari. Assiduo negli ufficii si è adoperato/pel sollecito disbrigo degli affari. Non abituato agli/usi parlamentari ed alla pubblica discussione, rara-/mente la sua voce si è sentita nel recinto del Par-/lamento, ma solo in qualche circostanza, come fra/le altre, nella discussione del progetto circa al ri-/forma della rete ferroviaria italiana, sostenendo che/non solo per giustizia, ma pel decoro e dignità del/Parlamento non si dovevano sopprimere i tratti di Coasa e di Forca-Caraso(sic), fra Solmona e Celano,/perché due volte solennemente discussi, ed appro-/vati dal Parlamento e dal Senato e sanciti da regii/decreti./Votò sempre con indipendenza a seconda del suo/convincimento; votò per l’abolizione della pena di/morte. Fu tra gli 80 Napoletani che sottoscrissero sul/trasferimento della capitale. Votò insomma sempre/a seconda che gli sembrò più utile./Di lui così scrisse il Nomade di Napoli:
“…inviso al governo borbonico, da cui patì il carcere poli-/tico, quando il trionfo della causa era assai lontano, è per-/sona di provata fede, liberale, costituzionale; è finalmente/un onest’uomo”:/Milano, 2 settembre”.
Il Nostro fu eletto deputato, come abbiamo visto, nella VIII legislatura, nel collegio di Pescina :
“(…) Morto Berardi, una votazione parziale, annullata dalla/Camera, mostrò la leggera preponderanza, il 14 dicembre 1862, di Vincenzo Masciarelli, capitano della guardia nazionale di Ta-/glia cozzo; invece il 1° marzo 1863, il governativo barone Panfilo/Tabassi, di Celano, attendibile nel 1849, ebbe il mandato da 241/elettori, contro 97 del Mattei./La prima legislatura impostò il problema della/strada ferrata Ceprano-Pescra che la legge 21 agosto 1862, ap-/poggiata da una petizione del municipio avezzanese, approvava/per la Valle Roveto ed Avezzano.Tornata sull’argomento, la Ca-/mera respinse un emendamento del Tabassi contrario a modifi-/che, e l’11 aprile 1865 impegnò il governo a presentare, entro/l’anno seguente, un progetto di legge per la costruzione delle/ferrovie Terni-Avezzano ed Avezzano-Ceprano (…)”(4).
Panfilo Tabassi si candidò ancora nel medesimo collegio, nella IX, X e XI legislatura, senza però essere mai eletto (5).
Fu eletto consigliere provinciale dell’Aquila dal 1862 al 1869, segretario del comitato provinciale dell’Aquila e membro supplente di leva provinciale (6).
La morte lo colse a Celano, alla veneranda età di 92 anni, il 20 Ottobre 1896 (7).
Piace chiudere il presente articolo riportando la descrizione di questa famiglia che fece nel 1843 il grande artista (pittore, scrittore, musicista e ornitologo) Edward Lear (1812-1888) :
“(…)30 Agosto 1843(…) Nel pomeriggio, da Avezzano mi sono affrettato ad anda-/re a piedi a Celano, un luogo che ero impaziente di visitare; /il sottintendente del Distretto, don Romeo Indelicato(nome/strano, come ognuno può capire) mi ha gentilmente fornito/una lettera per una delle principali famiglie della città, i Ta-/bassi (…)ho già parlato tanto su Celano che un poco mi rimane/da dire solo sul conto dei miei ospiti e della loro famiglia./I Tabassi sono originari di Sulmona e, come si legge in/vecchi libri (Pacichelli, III,19), appartengono a una delle/famiglie più antiche do quella città. Hanno proprietà sparse ne-/gli Abruzzi; il fratello maggiore, il barone Tabassi, risiede a/Chieti; Stefano sta a Pescina; Francesco ha una bella casa a/Sulmona e Panfilo vive a Celano assieme a due sorelle nubili;/una terza sorella è monaca./Ho trascorso quattro giorni a Celano; don Francesco e/don Panfilo, donna Costanza e donna Felicetta abitavano allo-/ra nella casa di famiglia. Queste buone persone hanno cercato/in ogni modo di favorirmi e di prestarmi assistenza, ma mi/hanno lasciato libero di fare come mi piaceva riguardo alle/mie occupazioni fuori casa./Alla sera, alcune persone della città venivano in casa e/si divertivano a guardare i miei disegni, in cui riconoscevano/proprie case e quelle di altri, ecc. Eravamo se-/duti a cena nella prima sera del mio arrivo, quando mi sono/sentito improvvisamente spingere avanti la sedia, finchè il mio/naso ha quasi toccato il tavolo. Ho pensato: sarà un nuovo/modo escogitato dal domestico che sta dietro per sistemare cia-/scun convitato nel posto adatto; ma subito dopo tutta la fa-/miglia si è alzata in piedi e alcune persone eccitate sono en-/trate correndo nella stanza e gridando: “ Terremoto!”./(…)La famiglia Tabassi viveva agiatamente ma senza osten-/tazione; le camere del loro palazzo erano confortevoli per una/residenza italiana(…)31 Agosto 1843 (…)Don Panfilo mi ha condotto all’interno del castello, un/edificio aristocratico; vi sono archi di porta lavorati a rilievo/e finestre, cortile, cappella in splendido e robusto stile baro-/nale, ma negletti e in decadenza/ Abbiamo anche visto sotto la città un convento che ha/un buon quadro(…) Alle/ dodici, poiché ci eravamo alzati alle quattro, abbiamo mangia-/to una buona minestra, merlani freschi, cappone bollito, fette/di prosciutto crudo e salsicce di Bologna, tanti macaroni, carne/di vitello in umido, piccione arrostito, pere, prugne e meloni/con grande soddisfazione; tale era la qualità dei loro pranzi/soliti(…)1°,2 e 3 Settembre 1843(…) Durante i giorni di digiuno, queste brave persone e sem-/plici sono state assai angustiate perché non potevo mangiare/la carne, benché io le abbia rassicurate che non ci facevo ca-/so; il che non era vero, perché ho in odio il magiare i granchi,/abramidi, barbi, e rane. Allora c’è stata la novità delle pere/cotte e delle patate cucinate in cinquanta modi! < E’ vero che/ loro campono di patate?>, <Buono lei pel addatarsene >; così/mi dicevano./Ricorderò sempre le ventiquattro ore trascorse a Celano/con grande piacere(…) 4 Settembre 1843(…) Al sorger del sole ho lasciato i miei amici e mi sono mes-/so sulla strada da Celano a San Benedetto( Cramer,I,328./Sir R.C. Hoare,I,359. Papa Bonifacio VIII(sic) nacque a San/Benedetto, secondo Martelli, Antichità di Sicoli, II,25), un/paesino presso il sito dell’antica Marruvium(…) 5 Settembre 1843./Ero ansioso di giungere a paesi can per la notte(…) Pescina è una cittadina di tremila abitanti, situata strana-/mente sulla parete di un burrone o gola, attraverso cui il pic-/colo fiume Giovenco scorre verso il lago. Le sue case sono come accatastate le une sulle altre in modo particolare e nella maggior/parte hanno la piccionaia ( i piccioni allevati a Pesci-/na sono assai numerosi; il letame delle piccionaie è usato co-/me concime per la canapa, e costa quindici carlini al sacco)./Un castello diroccato fa da coronamento all’intero panorama(Tav. XXI)./Appena arrivato, sono andato da don Stefano Tabassi, persona gentile e colta, che vive nel Palazzo Tomassetti, ai/piedi della città; ivi, come al solito, c’è un labirinto di stanze,/tappezzate con arazzi sbiaditi o con tele rosse, e adorne di/ritratti ad infinitum./Due giovani abati, suoi nipoti, mi hanno accompagnato/a vedere le curiosità di Pescina, la casa in cui il 14 Luglio 1602/(Gualdo, Hist. Del Minist. Del Card. Mazarin) nacque il/Cardinal Mazzarino, il cui padre era governatore della città.(…) Don Serafino de’ Tabassi am-/mannisce ottimi pranzi e i suoi vini sono amabili; conversare/con lui è un piacere e le ore di società e quelle di cena sono/trascorse piacevolmente./La spontanea e cortese ospitalità di questa gente non può/mai essere apprezzata abbastanza.(…) 7 Settembre(…) Non mi dava conforto l’essermi congedato dal caro amico don/Stefano Tabassi(…)“( 8 ).
Note:
1) Liber Baptizatorum/Huius Insig(n)e Coll(egiat)e et/Paroch:iale)e Eccl(esi)e S(antis)s(imo)r(u)m/Joan:(nes) Bapt(ist)e et Evang:(elist)e/Civit(ati)s, Celani, inceptus An-/no Domini 1799: cum suo/Indice in fine”. E scritto da altra mano posteriore continua : “Usque ad annum 1810”. Archivio Parrocchiale S. Giovanni, Celano. Si ringrazia pubblicamente il parroco don Claudio Ranieri della gentilissima cortesia usata nei miei confronti.
2) ARRIGHI C.: ”I/450/DEPUTATI DEL PRESENTE/E /I DEPUTATI DELL’AVVENIRE/PER/Una società di egregi uomini politici, letterati e giornalisti/DIRETTA DA/ CLETTO ARRIGHI/ “ volume Quarto/MILANO/Presso gli Editori, via san Zeno N.3 e S. Paolo N. 8/e presso l’Ufficio della CRONACA GRIGIA, Corso Vittorio Emanuele, 15/1865.
3) Da un documento del 28 Agosto 1828 facente parte dell’Archivio dei D’Amore Fracassi di Cerchio ora in Museo Civico di Cerchio apprendiamo: “ A Sua Eccellenza Sign:(ore) Comentatore/D:(o)n Francesco Saverio del Carretto/Generale della Reale gendarmeria/Signore. Nella Provincia di Aquila Distretto di Avez=/zano evvi il Comune di Cerchio, che Ri=/mane tra’ Celano e Pescina nel quale vi/ è la Famiglia de’ Fratelli D:(o)n Vincenzo,/ D:(o)n Lorenzo, e D:(o)n Francescant:(oni)o d’Amore col=/legata con la classe de’ perfiti Settarj, che/ manutiene, garantisce, e regola i criminosi/giri de med:(esim)i./Questa famiglia, che per opera de’ Settarj stessi/non venne apparentemente descritta nell’/allistamento Carbonico, ancorchè regolava/nel nonimestre Costituzionale tutte le di loro/operazioni, si face a bella posta rimaner/così per appoggiare ad essa nel tempo cri=/tico la diloro difesa./Infatti manifestamente si è ciò realizzato col/fatto; né può rivocarsi in dubio di essere/i Fratelli predetti l’angora delle dicostoro/criminosi manovere, ed i manutentori, e/protettori dei diloro maligni giri./Questa verità non ammette molta discussione/dietro le seguenti osservazioni./Primo vi sono nella Famiglia de’ Fratelli pred:(ett)i/riunite tutte le cariche Amministrative,/militari, e Chiesastiche in modo da non potersi/nel pred:(ett)o piccol Comune vedere, ed essere/sorvegliayte le manovere de’ Settarj med:(esim)i,/ne conoscere i quotidiani giri, che si fanno/da essi loro./Dal 1825. si è tanto organizzato, e la prima/di lor’operazione fù quella di dar la cari=/ca di Sindaco al soprad:(ett)o D:(o)n Lorenzo d’Amo=/re, abbenchè fosse domiciliato fin dal/1810. nel Comune di Scurcola, e si fece/tornare in Cerchio rivestito già della carica/pred:(dett)a. Indi si diede la carica di Arciprete/Curato all’altro Fratello D:(o)n Francescant:(oni)o,/e fin d’allora vennero allontanati dalle/cariche i Realista, e furono rimpiazzati/tutti quelli del diloro partito, e la carica/di Comandante Civico si addossò all’altro/diloro Fratello D:(o)n Vincenzo d’Amore. Né/valsero i Riclami delle parti offese, né le/accuse degl’abbusi di potere, e dei danni/causati alla classe de’ pacifici abbitanti/di quel luogo, ed al cumune istesso per/le devastazioni, ed usurpazioni commesse/dai Fratelli pred:(ett)i; anzi si vide confir=/mar Sindaco lo stesso D:(o)n Lorenzo, si vi=/de dar la firma di Sott’Intendente in=/terino di quel distretto al D.(o)n Vincenzo, ed/indi si vide addossar la carica di Coman=/dante la Guardia Urbana allo stesso D:(o)n/Vincenzo, e si diede luogo alla formazione/di una Guardia Urbana composta de’ Setta=/ri, e di persone loro aderenti, e consangui=/nei de’ Settari Stessi, come specialmente, e/scandalosamente si è data la carica di se=/condo Comandante la Guardia istessa, ad un/tal Pietrosante Iacobacci quasi sessagina-/rio, come lo è il primo Comandante D:(o)n/Vincenzo d’Amore, sol perché il Iacobacci/persone vile, e terrazzano convive con il/di lui germano Luigi antico Settario. Que=/Questa manovera è Riuscita facile,/perché la Commissione in quel Comu=/ne viene composta dall’unica, e sola famiglia de’ pred:(ett)i Fratelli d’Amore, per/essere il D:(o)n Francescant:(oni)o Arciprete Curato,/D:(o)n Lorenzo Sindaco, e D:(o)n Vincenzo Coman=/dante la Guardia Urbana./Secondo dietro tali fatti i Settarj del Comune/di Cerchio, col concerto de’ Settarj Celanesi,/Pescinesi, ed di altre Comuni per meglio co=/lorire le di loro Riunioni colla manutenzione/gà detta, han fatto sì, che lo Speziale D:(o)n/Luigi Macchiusi uno de’ graduati Settarj/di esso Comune, aprisse nel caduto Mese/di Aprile un ridotto, servendosi di un Gra=/nile di proprietà de’ luoghi Pii, che a/proprie spese ha fatto abbellire. Ed in/esso dà comodi, e carte da guoco(sic),Nepolj/Dolgi, ed altri oggetti da complimenti; ed/ivi la classe de’ Settari si riunisce gior=/nalmente a porte aperte, e qualche volta/ad avanzata sera a porte chiuse, e ciò/per apparentemente dar ad divedere, che/l’oggetto delle diloro Riunioni sia quello/solo di divertimento. In esso ridotto im=/mancabilmente, ed in tutt’i tempi si vede/con essi un tal Vincenzo di Marco d’A=/more fatto ascendere in tal frattempo al=/la carica di Cancelliere Comunale in es=/clusione di un tal Giovanni Sperandio de=/ciso Realista, e che nel nonimestre Costi=/tuzionale, ancorchè le sedute Carboniche/si volessero tenere nella Cancelleria Co=/munale istessa, non volle lo Sperandio as=/criversi/criversi a quella Setta./Oltre il Vincenzo di Marco d’Amore prede:(ett)o/vi si è visto intervenire qualchè(sic) pa=/rente de Settari stessi, ed i Forestieri Set=/tarj, che sono andati in quell’istesso Comu=/ne./Tutto ciò Si è impunemente praticato nel mo=/do Si. Stà tutt’ora praticando con aperta/manutenzione de pred:(ett)i funzionarrj Fratelli/d’Amore./Altronde chi non vede, che i soprad:(ett)i D:(o)n Lorenzo,/D:(o)n Vincenzo, e D:(o)n Francescant:(oni)o d’Amore/Siano i fautori degli impenetrabili ar=/cani de’ Settarj pred:(ett)i; se le dicostoro ope=/razioni ad evidenza lo dimostrano?/Si osservi qual maneggio i med:(esim)i ultimamente/operarono per liberare dall’arresto un qua=/lificato Settario del pred:(ett)o Comune, e quali/furono i risentimenti, e rimproveri,/che si fecero da med:(esim)i alla Gendarme=/ria in’atto, che si consumò l’arresto pre=/detto, quali le promesse, e le offerte/in favor dell’arrestato senza rimare=/zo della forsa pubblica presente;cioè/di volerlo ajutare col rilasciarle qua=/lunque buon certificato, che potesse/mai bisognare; e finalmente le dichia=/razioni, che i rapporti di Polizia Si e=/ran sempre fatti a vantaggio dell’ar=/restato pred:(ett)o, come avea egli Stesso vi=/sto con i proprj occhi, perché niun/rapporto era stato da esso Sindaco/inoltrato senza farglielo prima leg=/gere./Premesso tutto ciò, e premesso ancora, che/L’anzid:(ett)o arrestato era sempre as=/soggettato dalla Polizia ad una Stretta Sir=/veglianza del Sindaco prede:(ett)o, non è questi/evidentemente un fatto di essere i medesi=/mi assocaiti alla classe de Settari?/Questi fatti sono palesi, e notori, e possono/benissimo deporsi dal Brigadiere di/Gendarmeria Giuseppe Bleferi incarica=/to dell’arrresto pred:(ett)o, e dei Gendarmi/Projetto, e Tenaglia, che vi furono pre=/senti; e possono pur anche deponersi/da Griolamo Paris, Giovanni Pelagalli,/e D:(o)n Vincenzo Venditti, e da altri Te=/stimonj, che possono indicarsi da med:(esim)i./Si osservi ancora, che D:(o)n Vincenzo d’Amore/allorche sostenne in Avezzano la firma/interina, da Sott’Intendente, che Si/tenne presso di se il qualificato Set=/tario D:(o)n Gio:(van) Pietro Continenza, al/quale Si permise quindi di andar va=/cando per Mesi intieri, come attual=/mente và vagando./Si osservi, che nel recente arresto di/Settari Celanesi tra’ quali D:(o)n Lorenzo/Corsignani, che venne abilitato in A=/vezzano con cauzione, e che la sera ri=/condotosi a Celano la priam Sua cura/fù quella nella mattina seguente di/condursi in Cerchio, ed in Casa de’ Fra=/telli D:(o)n Lorenzo, D:(o)n Vincenzo, e D:(o)n Fran=/cescant:(oni)o d’Amore, e confabulato con/essi Si vidde tornare in Celano. Se rap=/porto frà essi non vi fusse Stato/certamente non si sarebbe tanto visto./Non possono negarsi le reciproche visite tra’/i Fratelli Tabassi con I Fratelli d’A=/more, e specialmente in ogni volta, che/dalla Provincia di Chieri D:(o)n Gio:(van)Pietro/Tabssi si è Ricondotto in Celano. Si osservi ben’anche che laddove i posses=/sori de’ Grani, che sono ne Marsi allìap=/parecchio de Campi, che ripromette=ano fertilissima raccolta, e dall’aumen=/to de prezzi ricorsi, Si sono affollati nella passata stagione a vendere(è stato cancellato n.d.a.) a ven=/dere generalmente i di loro generi, e questi per lo contrario, ancorchè Siano grandi/proprietari de Generi, qualche’ picciola/quantità sogett’a deperimento ne han/venduta, e d’at’a credito a condizione/di doversele ristituire tanto genere/coll’aumento; è chiaro dunque, che i/med:(esim)i attentevano delle novità, e de/soccessioni./Si osservi in’oltre il metodo tenuto dal/Sindaco D:(o)mn Lorenzo d’Amore ne’ rap=/porti di Polizia, e si troverà Sicura=/mente di aver Egli riferito sempre/in bene per i Settarj, ed ancorchè le/fusse Stato ordinato la sorveglianza/de’ med:(e3sim)i, specialmente dello Speziale/D:(o)n Luigi Macchiusi, costui non ha/mai rapportato i criminosi di lui ma=/neggi, e giri: Non potendosi affatto ne=/gare, che sia egli spessissimo andato/a Venere, S. Benedetto, Manaforno,/Pescina, Scanno, Solmona, Celano, Colle/Armele, Ajelli, Avezzano, Pechiosolito, e/molte volte in Roma, quasi sempre/senza Passaporto./Non può negarsi, che il quel frattempo, che/è Stato nel Comune di Cerchio, nel cor=/so della giornata è stato quasi sempre/nell’anzid:(ett)o ridotto, e costantemente la Se=/ra è andato a spasso fuora l’abbi=/tato col Soprad:(ett)o Vincenzo di Marco d’Amore,/e con altri classici Settarj./Se il Sindaco D:(o)n Lorenzo d’Amore; se il Co=/mandante la Gaurdia Urbana D:(o)n Vincenzo/d’Amore; e se l’Arciprete Curato D:(o)n/Francescant:(oni)o d’Amore non fossero Stati/ a parte de costanti giri dei Settarj/pred:ett)i, lo avrebbero rapportato, e non/avrebbero permesso l’introduzzione/de’ fogli steri, che il Macchiusi da Roma/E tanto ciò vero, che i soprad:(ett)i Fratelli/d’Amore sono quei, che sotengono/le operazioni Settarie, che nel Rincon=/tro dell’arresto de’ Settari Celanesi,i med:(esim)i/Si sono ricompromessi della diloro liber=/tà, ed oltre i continui abboccamenti/avuti patentemente con i Parenti degli/arrestati, non può negarsi, che il giorno/ventisette Agosto prossimo cadente me=/se D:(o)n Francescant:(oni)o Arciprete d’Amore/Siasi personalmente condotto in Celano,/ed in Casa dei Sig:(no)ri Tabassi per molte(ore à confabulato con i Parenti pred:(ett)i/specialmente con D:(o)n Lorenzo Corsignani/L’altra tattica usata da Settarj predetti/è Stata quella di fare, che i Fratelli d’A=/more Riceverssero in Casa loro le Autori=/tà Amministrative, e di Polizia, onde/poter Egli giocare le diloro manovere./Finalmente i Fratelli d’Amore pred:(ett)i animati/dall’influenze de’ parteggiani Settarj han/trovata tale, e tanta protezione, che niun/nocumento l’han inferite le accuse/sofferte, e presso l’Intendenza di Aquila/esister deve un voluminoso incartamento/fatto nel prossimo caduto Mese di Decem=/bre dal Consigliere Provinciale D.(o)n Anto=/nio Ferrante di Civitadantino per dele=/gazione del Sig:(nor)e Intendente della Provin=/cia coll’esame di trenta, e più Testimonj,/senza che sia stato atteso il loro detto;/anzi a dispresso del med:(esim)o il D:(o)n Lorenzo/fù confirmato Sindaco del Comune di/Cerchio, ed il di lui Germano D:(o)n Vincenzo/ebbe la firma Sott’Intendente Interi:/no, e fu indi fatto Comandante della/Guardia Urbana con scandalo universale/della Provincia/E’ tanto l’accecamento de’ Settarj, che senza ripo=/granza alcuna eruttano preposizioni tali,/che sol per effetto della passione loro/predominante nulla temono./Antonio Pacchiarotta di Celano, che fù mi=/lite nel nonimestre, trovandosi nel locale/così detto Pergoleto, vantò di esser egli/ancor Soldato, e di Star servendo gior=/nalmente D:(o)n Lorenzo Corsignani (, che fù/Capitano de Militi, e G.(ran) M.(aestro) della ven=/dita di Cliternini Generosi), come può/contestarsi da Feliceant:(oni)o Cotturone, Giacin=/to Cotturone, e Giovanni Pelagalli di Celano/L’essigenza dela Processura a carico di D:(i)n Lo=/renzo Corsignani, che deve esistere presso/l’Intendenza della Provincia di Aquila/meglio contesta la certezza de fatti, che/regolano l’assunto de’ Settarj Stessi. Esso/il D:(o)n Lorenzo Corsignani cessato appena/la rivolta del nonimestre, animava i Suoi/subordinati, che poco durava il ristabili=/mento delle Armi Borboniche, e che frà/poco tempo tornar doveano a servire/la dominante nazione, e prometteva/loro carlini cinque al giorno durante l’e=/sistenza delle prelodate armi Borboni=/che; e pure Si è con dolore dovuto sif=/firere, che quest’incartamento rimasto Sta/a marcire frà le Carti inutili della/Polizia da circa sette Anni a questa parte/Sarebbe il non finirla mai, se enuciar Si do=vessero le preposizioni, che si eruttano sì/Solo dagli accaniti Rubbelli del Re nostro/Signore; ma ben’anche dalle persone dei/loro sentimenti, pe’ detti loro proferisco=/no preposizioni tali, che pongono in/chiaro la diloro malvagità./Maria Amalia Vedova Torreli di Celano don=/na protetta da Sì Malvaggie Genti ebbe/l’attrevimento di dire = Deve finire/questo infame Governo, e la più parte/grande di Vincenzo Venditti deve essere/l’Orecchio. Può contestarsi da Giu=/seppe di Alesandro Ciaccia, Domenico/Evangelista altrimenti Frittello, e Mar=/garita d’Alesandro di Celano/oltre i Testimonj descritti di sopra, pos=/sono i fatti di Cerchio esser contestati/dai buoni Realisti pacifici naturali/del predetto Comune di Cerchio, e spe=/cialmente da Giovanni Sperandio = Nicola/Speandio= Camillo Rossi= Giacomo Ros=/si = D:(o)n Pasquale d’Amore Fracasso =/Sig:(nor)e Giuseppe di Silvestro d’Amore=/D:(o)n Paolo d’Amore_Sig:(nor)e Pietro Co=/stanzi= Non che da Tiburzio d’Agostino,/e Felice Pallotta di Colle Armele, e /finalmente da Ferdinando Ascenzi, e/Vincenzo Sabatini di Pescina./Il Supplicante animato da vero spirito di/Religione, e di attaccamento per la Sagra/Persona del Re nostro Signore, che Iddio/sempre feliciti, non ha saputo meglio diri=/gere la presente memoria, che all’E(eccellenza) V.(ostra)/come quegli, che tante riprove ha date/alla M.(aestà) S.(ua); e che ha saputo distin=/guersi per attaccamento, e fedeltà tra’/i Sudditi fedeli della Dinastia Regnan=/te; e vive Sicuro di vederne i più flo=/ridi effetti, perché cessi una volta l’in=/trigo, e Sia il delitto ponito a misura/delle provvide Leggi./Tanto supplica all’E.(eccellenza) V.(ostra), e l’avrà a(grazia/Fatto in Celano il giorno 29. Agosto 1828/Costanzo Santucci “.
4) JETTI G.: “Cronache della Marsica (1799-1915 )”, Luigi Regina editore, Napoli 1978, pp.139-140.
5) Università degli studi di Teramo -Deputati abruzzesi.
6) Università degli studi di Teramo – Deputati abruzzesi.
7) Archivio Parrocchiale chiesa san Giovanni, Celano.
8) LEAR E.: “ Viaggio attraverso l’ Abruzzo pittoresco” a cura di Ilio Di Iorio, Edizione del Centenario, Libreria Editrice Antonio Di Cioccio, Sulmona 1988, pp.80-88.

























Commenti
Invia nuovo commento
La redazione informa che i commenti devono essere firmati. Ci riserviamo infatti di rimuovere commenti anonimi così come le esternazioni che si pongano come gratuitamente offensive, accusatorie o peggio ancora potenzialmente diffamatorie.