Escursioni selezionate

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La descrizione di questi itinerari può essere interpretata come un "racconto per immagini" di numerose escursioni all'interno del Parco Regionale Sirente-Velino e in particolare nel settore orientale, che comprende il Monte Sirente e le zone limitrofe. 
 
Il Sirente appare nel suo complesso come una gigantesca "onda di roccia" che nel versante Sud-Ovest, dalla conformazione dolce e poco discontinua, si impenna vertiginosamente e nel versante Nord-Est sembra infrangersi, presentando pareti verticali e ampi canaloni brecciosi che incombono sulla faggeta sottostante. Avvicinandosi gradualmente a questa montagna è possibile scoprire un ambiente selvaggio dalle numerose peculiarità paesaggistiche, una fauna e una flora che meritano rispetto e protezione e numerose testimonianze delle attività umane del passato. Perché i due versanti della montagna sono così differenti? Le cause sono in parte naturali ed in parte dipendono dall'azione dell'uomo. 
 
Il Lago della Duchessa visto da Monte MurolungoLa morfologia dei rilievi è stata determinata dall'attività tettonica, dalla natura del terreno (prevalentemente calcareo), da importanti variazioni climatiche globali come le glaciazioni e dall'azione modellatrice dei fenomeni atmosferici. L'aspetto attuale della superficie dipende fortemente dalla pressione antropica, dall'intensità dello sfruttamento delle risorse naturali e perfino dalle variazioni climatiche indotte dall'uomo su scala locale. Il versante settentrionale è caratterizzato da una faggeta dalla ragguardevole lunghezza di 12 chilometri. Man mano che ci si avvicina al centro della dorsale e alla vetta la porzione di montagna situata al di sopra del limite della vegetazione arborea aumenta ed è qui che il Sirente assume un aspetto dolomitico, che nulla ha da invidiare alle più note montagne alpine. Le imponenti pareti verticali e le creste rocciose sono state modellate dalle passate glaciazioni, testimoniate oggi da circhi glaciali e canaloni dal fondo arrotondato che terminano su depositi morenici.
 

Gruppo di escursionisti al Rifugio Sebastiani Lo sfruttamento dei boschi e dei pascoli da parte dell'uomo non ha provocato danni macroscopici in questo versante, che oggi rappresenta una delle zone peculiari del Parco Regionale Sirente-Velino. La natura selvaggia dei luoghi e il loro isolamento rispetto ai centri abitati hanno fatto sì che subito dopo l'unità d'Italia il Sirente diventasse rifugio di numerosi briganti. Il versante meridionale è punteggiato da numerosissime doline carsiche e solcato da altrettante piccole valli che degradano verso l'altopiano di Ovindoli, la Valle d'Arano, i Prati di S. Maria di Aielli e l'abitato di Collarmele. Anche in queste zone è possibile vedere l'azione modellatrice degli antichi ghiacciai e spesso si cammina in lunghe valli dal profilo ad "U", dove non è raro trovare massi erratici e rocce montonate. Il paesaggio è in massima parte privo di vegetazione arborea spontanea e corsi d'acqua superficiali mentre sono presenti numerosi rimboschimenti a Pino nero. In passato l'uomo ha operato una forte azione disboscatrice, concentrata in particolare nei territori dei comuni più popolati.
 
I Piani di Pezza visti dal Rifugio Sebastiani Al disboscamento è seguito l'intenso sfruttamento dei pascoli risultanti e la ricolonizzazione del territorio da parte delle specie arboree è stata ostacolata dall'inasprirsi del clima locale a seguito del prosciugamento del lago di Fucino sul finire del diciannovesimo secolo. Occorre ricordare che fino ad allora nella Marsica era diffusa la coltivazione dell'olivo ed oggi non restano che poche piante a testimoniare la fine di un'epoca. Il progressivo abbandono delle attività pastorali ed agricole d'altura ha fatto sì che oggi molte aree spoglie siano soggette alla ricolonizzazione da parte di arbusti (in particolare il Ginepro) e specie arboree come il Faggio. Molti ambienti stanno tornando ad ospitare animali selvatici. Passeggiando sul Sirente è possibile ammirare il volo maestoso dell'Aquila reale ed avvistare numerosi Grifoni provenienti dalla vicina area di ripopolamento di Monte Velino. Può capitare di trovare sui propri passi i segni lasciati dal Lupo appenninico e, raramente, si riesce ad avvistarlo.
 

Il Colle delle Trincere, in prossimità del Rifugio Sebastiani Più frequente è l'incontro con la Volpe e con interi branchi di Cinghiali, che nelle zone più isolate pascolano del tutto incuranti della momentanea vicinanza dell'uomo. E' stata accertata anche la presenza dell'Orso bruno marsicano e del Gatto selvatico. Il notevole dislivello altimetrico, che arriva a 1400 metri, ha consentito lo sviluppo di una vegetazione estremamente varia, che conta numerose specie endemiche e "relitti glaciali" di provenienza nordeuropea e balcanica spinti fin qui dalle glaciazioni e rimasti isolati dopo il ritiro dei ghiacciai. Sul Sirente è segnalata la presenza di un gruppo di Betulle, l'albero del Nord per eccellenza. In estate è possibile fare escursioni, passeggiare a cavallo, percorrere in mountain bike itinerari davvero interessanti, fare campeggio in scenari incontaminati. 
 
In inverno invece è possibile sciare nelle stazioni di Ovindoli-Monte Magnola e Campo Felice, praticare lo sci da fondo, lo sci-escursionismo e lo sci-alpinismo. Non meno interessante è ripercorrere il territorio pensando alle traversie e alle condizioni di vita e lavoro degli uomini di un tempo. Gli insediamenti umani, ricchi di storia lungo le principali vie di comunicazione, si riducono ai soli monasteri (oggi diroccati) nelle zone più impervie, ai villaggi rurali d'altura a ridosso della valle del fiume Aterno e ad alcuni casali isolati tutt'intorno a Forca Caruso. In quota si trovano soltanto i resti dei ricoveri dei pastori che praticavano la transumanza verticale e la transumanza lungo i Tratturi. In alta quota le condizioni climatiche diventano estreme e la presenza umana è soltanto occasionale.
 
La prima apparizione della vetta del Velino lungo il sentiero n. 6 CAI I comuni all'interno del Parco Regionale Sirente-Velino sono costantemente impegnati per migliorare la loro ricettività turistica e alberghiera allo scopo di valorizzare al meglio l'"oro verde" di questa Regione che può vantare ben il 30% del suo territorio protetto da Parchi e Riserve naturali. La vera storia della Montagna esula da quella dell'uomo ed in quota il vero protagonista è la forza degli elementi naturali. Lassù giunge soltanto una lontana eco degli affanni umani. Qualunque sia il modo per godere degli spettacoli offerti dalla Natura è bene ricordare che essa va avvicinata con assoluto rispetto e ogni ambiente naturale deve essere trattato come un luogo sacro testimone di milioni di anni di storia. Marco Tucceri
 

Bibliografia


 
LE ESCURSIONI

Il Sirente offre la possibilità di fare escursioni di ogni tipo e livello di difficoltà. Se non si è già esperti l'approccio migliore è iniziare da quelle meno impegnative, che consentono di acquisire familiarità con l'ambiente montano e misurare le proprie capacità. In un secondo momento è possibile cimentarsi in escursioni più impegnative, che possono dare grandi soddisfazioni a patto di usare prudenza, una pianificazione adeguata e il giusto equipaggiamento. 
 
Panorama verso Est dalla vetta del Velino Il volto della Montagna cambia radicalmente secondo le condizioni atmosferiche ed è quindi importante conoscere le previsioni meteorologiche e sfruttare il proprio spirito di osservazione prima di decidere se intraprendere un'escursione. La scelta migliore è affidarsi a persone esperte, che attraverso le attività delle Sezioni del Club Alpino Italiano, l'attività professionale degli Accompagnatori di media montagna o la pubblicazione di libri, possono insegnarci ad affrontare correttamente ogni situazione. 
 
E' bene ribadire l'importanza del rispetto per la Natura. In Montagna dobbiamo lasciare soltanto le nostre orme e portare via nient'altro che immagini.
 

Bibliografia


 
PERCORSI IN AUTO

Percorrendo in automobile le strade del Parco Regionale Sirente-Velino è possibile esplorare le aree che lo costituiscono: l'altopiano delle Rocche, la Marsica settentrionale, la media Valle dell'Aterno e la Valle Subequana. I comuni che si attraversano conservano ancora numerose testimonianze del passato, dai resti degli insediamenti di epoca italica ai manufatti di epoca romana, dalle fortificazioni protette dal sistema delle torri di avvistamento medioevali ai palazzi nobiliari. Il territorio conserva numerose chiese di notevole valore artistico e architettonico. 
 
Gruppo di escursionisti che scendono dal Velino lungo il sentiero n. 5 CAI Gli ambienti naturali in cui ci si trova immersi vanno dai boschi di Faggio e Quercia alle praterie d'alta quota alle brulle pendici modellate dal carsismo. Su questi ambienti si staglia la figura imponente del Sirente, che è possibile ammirare in tutti i suoi versanti. Puntando lo sguardo in lontananza si possono vedere i massicci montuosi dell'Abruzzo, una vera e propria isola di alta Montagna nel cuore del Mediterraneo.

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