di Alfonso M. di Nola
Ancora quest'anno, nella folla di contadini, pastori e operai che circondava la statua di S. Domenico dei Serpenti, a Cocullo, nell'esterno lembo della Marsica, ho visto una madre contadina apporre un serpente vivo sul capo dei propri bambini, a proteggerli contro il rischio di morsicature della vipera e dell'aspide che qui, come in tutta la desolazione rurale d'Italia, ritornano.
E, nei paesi dell'antica sponda del Fucino, le donne segnano la pasta per il pane con la croce perché lieviti bene e dia cibo salutare, e le mogli dei pastori che preparano la quagliata per il formaggio pecorino sanno bene che intorno si agitano le streghe e che occorre accompagnare l'opera manuale con esorcismi e preghiere. Nella notte dei morti, la mensa resta coperta per i fantasmi dei defunti che tornano assetati e affamati alle loro case, invisibili, in attesa della pietà della loro gente.

















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