Magie e culti controluce*

di Alfonso M. di Nola

Ancora quest'anno, nella folla di contadini, pastori e operai che circondava la statua di S. Domenico dei Serpenti, a Cocullo, nell'esterno lembo della Marsica, ho visto una madre contadina apporre un serpente vivo sul capo dei propri bambini, a proteggerli contro il rischio di morsicature della vipera e dell'aspide che qui, come in tutta la desolazione rurale d'Italia, ritornano.
E, nei paesi dell'antica sponda del Fucino, le donne segnano la pasta per il pane con la croce perché lieviti bene e dia cibo salutare, e le mogli dei pastori che preparano la quagliata per il formaggio pecorino sanno bene che intorno si agitano le streghe e che occorre accompagnare l'opera manuale con esorcismi e preghiere. Nella notte dei morti, la mensa resta coperta per i fantasmi dei defunti che tornano assetati e affamati alle loro case, invisibili, in attesa della pietà della loro gente.

Viaggio sulle antiche tracce del trittico di Beffi

Per saperne di più di un’opera d’arte simbolo dell’Abruzzo in tour in alcuni musei USA 
di Antonio Bini

Le notizie diffuse sul Trittico del Maestro di Beffi non vanno oltre la provenienza dal museo aquilano. Per comprendere più a fondo la sua storia abbiamo voluto andare alla ricerca del Monastero di Santa Maria del Ponte, per cui l’opera era stata concepita ed esposta per cinque secoli. L’antico monastero, che si trova a 30 Km da L’Aquila, in direzione Sulmona, nel territorio del comune di Tione degli Abruzzi, nelle vicinanze del fiume Aterno, si erge ancor oggi isolato nei pressi di un piccolissimo e suggestivo borgo fortificato cui dà il nome. Siamo nel cuore dell’Abruzzo, nel Parco Sirente-Velino.

La chiesa di Santa Maria Nuova in Gioia dei Marsi

di Angelo Melchiorre

Lo storico Gabriele De Rosa nel suo volume Vescovi, popolo e magia nel sud, così definisce le chiese ricettizie: «[...] erano chiamate ricettizie dal termine giuridico "receptitius", riservato [...], proprio perché queste chiese erano riservate esclusivamente ai preti recepti: vale a dire, erano ammessi al governo e alla partecipazione dei relativi frutti di massa comune solo coloro che erano nativi del luogo». Infatti, tali chiese, essendo di origine laicale e privata, dipendevano strettamente dal patrono e dalla famiglia che ne avevano promossa l'istituzione.

Francesco Saverio Petroni (1766-1838), politico e studioso abruzzese (*)

 

di Luigi Russo
 
Francesco Saverio Petroni fu dei maggiori rappresentanti politici e culturali del “Decennio francese” e della seconda restaurazione borbonica, apprezzato e lodato in gran parte del regno di Napoli. Dotato di una cultura classica ed enciclopedica, fu considerato un erudito e un letterato, ma non ebbe la fortuna che meritava, non riuscendo a pubblicare alcuna opera in vita. Il suo epistolario, apprezzato da Nicola Nicolini che ne raccomandò la pubblicazione, andò disperso per la scarsa cura dei suoi eredi per problemi e preoccupazioni economiche.

Andrea Di Pietro

di Fiorenzo Amiconi

Duecento anni fa, il 10 Dicembre 1806, nasceva ad Aielli, dal dottore “in utroque jure“ Giuseppe e da Donna Carolina Maccallini, lo storico nonché canonico-teologo della cattedrale dei Marsi, (allora in Pescina) Andrea Di Pietro, figura di primissimo piano non solo nel panorama culturale della nostra subregione marsicana.

Monza 29 Luglio 1900, ore 22

di Fiorenzo Amiconi 

Attraverso i registri delle deliberazioni del Comune di Cerchio collocati presso l’ufficio Anagrafe e Stato Civile ubicato attualmente, in seguito al sisma del 6 Aprile 2009, in una stanza dell’Asilo Infantile di Cerchio sito in via Francesco Crispi, siamo venuti alla conoscenza delle varie deliberazioni adottate dall’allora amministrazione comunale del nostro centro capeggiata dal sindaco Venanzio D’Amore Fracassi il Giovane (1) in seguito al delittuoso fatto di sangue dove rimase ucciso il re d’Italia Umberto I° (1844-1900) ad opera dell’anarchico Gaetano Bresci (1869-1901).

Un eroe nella Marsica

di Massimo Basilici

Giuseppe Morosini nacque a Ferentino (Frosinone) il 19 marzo 1913 e fu l’ultimogenito di una famiglia numerosa. Avuta in tenera età la vocazione religiosa, dopo una breve esperienza nel locale Seminario Diocesano entrò nella Congregazione dei Signori della Missione, i sacerdoti fondati da San Vincenzo de' Paoli con la finalità di soccorrere i poveri e i bisognosi. Conclusi gli studi e il periodo di formazione, il Sabato Santo del 1937 in San Giovanni in Laterano (Roma) fu ordinato sacerdote.
Don Giuseppe esercitò il ministero sacerdotale dapprima a Roma, poi a Piacenza dove, nel 1939, venne incaricato delle missioni e dell'assistenza spirituale al Collegio San Vincenzo. Nel gennaio del 1941 fu nominato cappellano militare del 4° Reggimento d’artiglieria a Laurana, ora in Croazia, ma all'epoca in provincia di Fiume.

Lecce dei Marsi. Un profilo storico*

di Silvia Terra-Abrami

La recente via, che da Lecce dei Marsi sale al valico per le sorgenti del Sangro fino alla località la "Guardia", si snoda a quota 1250 ai margini di un antico borgo, le cui cadenti e diroccate strutture si presentano quasi improvvisamente dopo una curva nell'ampio scenario dei monti. Sono le rovine dell'antico Letium (il castrum Litii dei documenti medioevali), il fortificato "Castellum" che è l'antenato di Lecce attuale. Sorto nell'alto medioevo ove i Marsi nel sec. V a.C. avevano eretto un oppidum a difesa di un alpestre via di accesso al cuore del Sannio, ebbe una notevole importanza nel contesto della storia marsicana a cominciare dall'epoca dei Longobardi, insediatisi dopo una capillare e lenta penetrazione nella zona intorno al Fucino.

Le origini storiche di Bisegna

di Angelo Melchiorre

Il nome di Bisegna appare (sotto varie grafie) nei primi secoli dopo il Mille, anche se non si può trascurare l'ipotesi che esso già esistesse nell'antichità italica e romana sotto la voce "Visinium" o anche sotto quella di Vesennia. E Panfilo Serafini accennava, nel 1859, perfino ad un'antica "Vesune", che si leggeva in un'iscrizione osca trovata da Francesco Ferrante in Civita d'Antino e pubblicata dal Romanelli (il quale, però, riteneva che essa fosse da identificare con Venosa).

Appunti sul Fucino. Geografia e topografia dell'antico lago*

 

Il primo a far parola del Fucino fu il greco Strabone, che, dopo aver localizzato i laghi laziali di Nemi e di Albano, quasi compiendo un balzo nello spazio, passa ad indicare il lago della Marsica. L'occasione gli viene offerta dalla presenza in quei luoghi della cittadina di Alba Fucens la quale, secondo il geografo, è ben più lontana delle ricordate città latine, essendo posta nell'entroterra, al confine con i Marsi, su un'alta roccia e vicino al lago Fucino, il quale per la sua grandezza, ha l'aspetto di un mare.