"... e un Pezzo di Terra si fa Cielo ..."
Pescina. La pittrice avezzanese Lorella Creati inaugurerà, lunedì 16 agosto 2010, alle ore 18,00, nelle sale del Palazzo Palladini-Biondi di Pescina (AQ), una Personale di Pittura dal titolo “…E un pezzo di Terra si fa Cielo…” e rimarrà aperta tutti i giorni fino al 25 agosto p.v. dalle ore 17 alle 23. La mostra ha il senso di un racconto degli ultimi anni di vita d’artista di Lorella, che si dispiega attraverso le oltre 60 opere esposte, tra cui 40 volti, ritratti, ceri pasquali, uova di struzzo, Icone (eseguite secondo la tradizione bizantina, a
tempera e foglia d’oro su tavola, oltre alle molte su carta pergamena).
Raffaele Manari da Carsoli

Maestro d'organo dell'Istituto Pontificio.
Qualche anno fa, la Pro Loco di Carsoli organizzò un concerto di archi ed oboe presso la parrocchia di S. Vittoria. A questa lodevole iniziativa, rivolta a ricordare un celebre musicista del luogo, Raffaele Manari, furono invitati anche i familiari del maestro. Purtroppo non tutti conoscono questo illustre artista che riposa nel nostro cimitero (1).
Alba in excelso locata saxo...Obscura incultis Herdonia ab agris...
Convegno in memoria di Joseph Mertens
A Joseph Mertens, uno dei primi archeologi che iniziò gli scavi nel sito della colonia latina di Alba Fucens e nella vicina Herdonia, è stato dedicato un convegno che si è tenuto il 4 e 5 dicembre all'Accademia Belgica di Roma.
Il pittore della "baracca"
La baracca di cui si parla è la setta carbonara che si formò in Oricola (AQ) sul finire del 1820 (1). Tra i congiurati figurava un tal Niccola Bolentini, originario di San Remo in Liguria di professione muratore e pittore, carbonaro da metà novembre 1820 (2).
Civita d'Antino protagonista dei dipinti dei pittori danesi di fine 800

A distanza di cento anni l'arte danese torna nella Valle Roveto. È stato presentato sabato 27 dicembre, presso l'Antico osteria Zahrtmann del paese, un poster che ripropone una serie di opere dell'artista danese Kristian Zahrtamann realizzate a Civita d'Antino ed esposte nel 1908 a Copenaghen.
Orlando “jo reduce”

“Orlà parla, no’ te reconoscio”
I testimoni del Ventesimo secolo stanno per scomparire e per mantenere viva la fiaccola della memoria è necessario che la storia ne trasmetta i gesti, gli eroismi, i sacrifici. A noi interessa quel tipo di uomini e donne normali che senza i riflettori della notorietà hanno vissuto un periodo dell’umanità che era iniziato con l’attentato di Sarajevo, la prima guerra mondiale, il fascismo, il comunismo, la seconda guerra mondiale, la “guerra fredda”, la caduta dei regimi comunisti nell’ex Unione Sovietica con la nascita di nuovi Stati, le guerre di fine secolo nei Balcani e in Iraq. Quello che uno storico inglese ha definito ”il secolo breve”.
Il canto popolare nella Marsica
È opinione comune che il canto popolare sia da identificarsi con il canto regionale, le cui caratteristiche fondamentali sarebbero le seguenti: 1) testo in dialetto; 2) una particolare cadenza musicale e un particolare ritmo, che scaturirebbero generalmente da tradizioni proprie di una determinata regione (ad es., i cori alpini tipici del Nord-Italia, il trallalero ligure, la tarantella napoletana, la saltarella marchigiana o abruzzese, il canto a bei della Toscana, i mottettus sardi, gli stornelli laziali, le villotte friulane, ecc.).
Testimonianze per il culto dei Santi Martiri di Celano

( 13 – 26 Agosto 1630 )
Nell’Archivio della Diocesi dei Marsi in Avezzano è conservato un fascicoletto (composto da 26 fogli – C7/198) riguardante le testimonianze circa il culto dei Santi Martiri : Simplicio, Costanzo e Vittoriano tributato loro nella cittadina marsicana di Celano in Provincia dell’Aquila.
Le bande musicali nella Marsica tra passato e presente

La Marsica non è stata estranea al fenomeno delle bande musicali, ma oltre a quelle già acclamate dalla storia, come “La Leonessa d’Abruzzo” di Pescina e come quelle di Celano e Tagliacozzo, la presente ricerca ha riportato alla luce una incredibile ed inedita documentazione, che risale al XVII secolo, fatta di documenti, fotografie, statuti, regolamenti e molto ancora.
di Pietro Maccallini
Sarebbe l’unica fonte del paese, abbondante d’acqua, come apprendo da un sito internet, anche se non molto lontano dall’abitato dovevano sgorgare altre rigogliose sorgenti ora captate da un acquedotto. Questo idronimo è abbastanza curioso e perciò interessante: sembra derivare il nome da quello della vallata che dal paese raggiunge il fiume Salto e nella quale andava a perdersi l’acqua della fonte. Gli abitanti del luogo cercano di interpretare il nome dandone inevitabilmente spiegazioni banali come (valle) accanto al rio, non si capisce bene se in riferimento a questo rigagnolo o alla corrente del fiume Salto.
di Angelo Melchiorre
Per parlare di musica popolare, prenderò l’avvio da una canzone dedicata alla città dell’Aquila, una canzone che mi commuove tanto più oggi, quanto più abbiamo dinanzi ai nostri occhi le tragiche immagini del terremoto del 6 aprile 2009, il terremoto che ha quasi distrutto la mia bella città natale: Aquila bella mé.
L’ascolto di questa canzone ci pone un grande interrogativo: ci troviamo di fronte a un vero canto popolare, oppure dobbiamo rinunciare a questa definizione, e cercare di formulare una diversa classificazione dei canti che ci vengono proposti dai gruppi folklorici?
di Goffredo Palmerini
Ero sempre disponibile. Anzi, ero felice di liberarmi una giornata per accompagnare delegazioni in visita alla Città, dopo i rituali incontri in municipio. L’ho fatto tante volte negli anni passati, con gli ospiti italiani e stranieri. E non solo perché la visita guidata alle bellezze della città apparisse meglio conveniente...
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