Terre Marsicane
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Di scena la Processione delle ‘Tre Madonne’ a San Donato

Tagliacozzo– Si e tenuta ieri l’oramai secolare processione delle ‘Tre Madonne’ a San Donato. Quest’anno, per l’occasione,  è intervenuto il Vescovo dei Marsi, monsignor Pietro Santoro. La tradizione religiosa delle “Tre Madonne” certamente sfida i secoli perché da un manoscritto nell’archivio vescovile dei Marsi risulta che detta processione si svolgeva già nel 1639 e congiunge in un abbraccio di fede le tre popolazioni di San Donato, Poggio Filippo e Gallo.

L’origine storica di tale processione è pertanto incerta. Si narra che, nel passato, gli abitanti di San Donato e Gallo avessero frequenti litigi con gli abitanti di Poggio Filippo, soprattutto per motivi di pascolo e taglio di bosco, quindi di sopravvivenza. Al fine di porre termine alle contese fu proposta questa processione.
Il culto alla Madonna in tale processione è stato introdotto molto più tardi, forse nella metà del secolo scorso, per opera di un celebre missionario (padre Baldinucci). Costui ritenne opportuno ricorrere alla funzione riconciliatrice della Vergine, che prese appunto il nome di Madonna della Pace.
Ognuno di questi tre paesi realizzò un proprio vessillo con l’effige della Madonna. Ma anche queste Madonne divennero ben preso motivo di scontri, di gelosie e di invidie poiché ogni paese riteneva di avere la Madonna più bella. Per evitare ulteriori discussioni si decise di ornare di un identico fregio le tre immagini.

SVOLGIMENTO DELLA FESTA: Il lunedì di Pasquetta, al suono delle campane, le popolazioni di Gallo e Poggio Filippo partono contemporaneamente, ciascuna dal proprio paese, dirigendosi verso San Donato. Ogni paese segue l’effige della propria Madonna, portata da una fanciulla biancovestita accompagnata da altre due ragazze anch’esse vestite di bianco. Quando le due processioni appaiono lungo le stradine provenienti da Gallo e da Poggio Filippo, parte anche la processione di San Donato, che va incontro a quella di Gallo; le due Madonne si scambiano un inchino e saluti, mentre la banda suona un motivo festoso, seguite da due gruppi ormai fusi in uno scambio di auguri. Poi i due gruppi insieme, vanno nella direzione opposta per accogliere la processione di Poggio Filippo che, già arrivata al bivio, si ferma per “fare merenda”.
Ciascuna famiglia, in tale circostanza, reca con se un cesto ricco di bevande e di dolci tradizionali, tra cui spicca il tipico “fiaone” impastato con uova e formaggio dalle massaie del luogo. Ogni famiglia offre alle altre le proprie leccornie, che bisogna accettare per non offendere i propri compaesani tra i quali è molto in uso il motto “chi non accetta non merita”.
Poi le tre processioni sfilano per la via principale di San Donato, recandosi professionalmente verso la chiesa di Sant’Erasmo, dove si officia la Santa Messa. Terminata la funzione religiosa, le due Madonne ospiti scendono l’ampia scalinata che divide la chiesa della strada. Giunte in basso si voltano per salutare la Madonna di San Donato che è rimasta ferma al culmine della scalinata. Lo sparo dei mortaretti, il suono delle campane, lo sventolio degli stendardi e dei vessilli colorati chiudono l’originale manifestazione.
La successiva domenica il popolo di San Donato si reca a sua volta in processione in quel di Poggio Filippo per restituire la cortesia, mentre non va Gallo, perché si ritiene che il ruolo di quegli abitanti si sia esaurito con l’impegno di aver fatto da “pacieri”.

Foto di Manuel Conti

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