Le due pinete di Carrito non ci sono più

Ortona dei Marsi – L’abbattimento delle due pinete, una vicina al passaggio a livello, l’altra presso l’imbocco della galleria per Cocullo, ha scatenato proteste da parte degli abitanti di Carrito, la frazione del comune di Ortona dei Marsi.

“Ieri a Carrito ho assistito a un funerale! Non al funerale di un compaesano, no! Ma al funerale delle due pinete che costeggiavano la Ferrovia da tantissimi anni – commenta l’ing Gino Taglieri – e che oggi non ci sono più! Una decisione tanto assurda quanto incomprensibile da parte di qualche dirigente delle Ferrovie ha determinato la distruzione delle due pinete, dove da decenni vegetavano alcune centinaia di pini montani, fitti ed alti, sempre verdi e maestosi, oltre che alcune centinaia di arbusti di acacia”.

E per protesta, addosso alle mura della stazione ferroviaria di Carrito, sono comparse anche ironiche scritte di protesta. “Il motivo della loro distruzione – dice ancora Gino Taglieri – lo conoscerà solo colui che lo ha deciso. A noi, della mia generazione e di quelle precedenti, che avevamo sempre rispettato, ammirato e apprezzato la presenza di quegli alberi, fra i quali era piacevole passeggiare e godere della loro ombra, l’incomprensibile decisione di abbatterli credo che abbia causato stupore e un grande dispiacere”.

In agosto era circolata la voce dell’abbattimento delle pinete ma si pensava che potesse esserci un ripensamento! Invece no! Gli abitanti di Carrito hanno assistito inermi alla triturazione di tronchi e arbusti, nella vecchia discarica, dove una macchina ingoiava i tronchi e li riduceva in truciolato per poi caricare questo materiale su autotreni destinati a qualche industria del legno”.

“Non so – si chiede Taglieri – se sia stato fatto da qualcuno qualche tentativo di salvataggio; non so se per questa operazione siano state richieste e ottenute dalla Forestale le autorizzazioni necessarie, così come si richiede a qualsiasi privato cittadino che voglia procedere al taglio anche di un solo albero di una certa grandezza; non so se il nostro Comune si sia interessato di questa operazione; non so se in qualche modo sia intervenuto il PNA, di cui il nostro territorio fa parte, né se sia intervenuta qualche associazione ambientalista come Italia nostra o il WWF”.

Ed è comparso anche un ironico commento, al risultato della distruzione, sui muri della stazione di Carrito. Resta il rammarico, fra la gente del paesino del Giovenco, dell’accaduto e per quello che forse si poteva fare in difesa delle due pinete e opporsi alla loro distruzione. Resterà ormai un vuoto sui siti dove verdeggiavano tanti pini e anche nei nostri cuori”.

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