La festa dei nonni nel giorno dedicato agli angeli custodi

La festa dei nonni che si celebra il 2 ottobre, è una ricorrenza recente di cui non esiste una vera e propria tradizione. In Italia ha soltanto 10 anni. Venne introdotta per legge nel 2005, per celebrare “l’importanza del ruolo svolto dai nonni all’interno delle famiglie e della società in generale”. I nonni hanno un’importanza sempre maggiore nella società moderna.

L’istituto di ricerche economiche e sociali della CGIL, in un’indagine del 2010, stima che dei quasi 7 milioni di nonni italiani ben 6 milioni si prendono cura dei propri nipoti, per un valore economico che si aggira intorno ai 18 miliardi di euro l’anno, pari all’1,2% del PIL (Prodotto Interno Lordo).
L’aiuto dei nonni è indispensabile nell’economia familiare, permettendo alle mamme di riprendere il lavoro e alle famiglie di risparmiare le spese per asili e baby sitter, per un valore compreso tra i 496 milioni e gli 1,3 miliardi di euro.

Un motivo in più per festeggiare questi nonni così importanti nella vita di chi ha la fortuna di averli vicino, nel giorno dedicato agli angeli. La storia degli angeli, dal greco ánghelos, inviato, messaggero, intermediari tra gli uomini e la divinità, è presente in molte culture e religioni. Gli angeli figurano già in alcune culture precristiane: nel mito persiano, esistono Isfendar, angelo tutelare della castità femminile e della pace in famiglia, e i cinque Farvar, che si pongono a fianco dell’uomo e lo proteggono dal nemico. Per gli Assiri e i Babilonesi il dio Anu aveva, al proprio servizio, esseri chiamati sukkal (che significava messaggeri). Tra i Babilonesi ci sono, Papsukal e Gibil, entrambi con l’incarico di messaggeri della volontà divina.

Alcuni storici ritengono che il periodo passato in esilio dagli Ebrei a Babilonia (VI secolo a.C.) sia stato decisivo per acquisire nella loro cultura gli esseri angelici. Per esempio, i grifoni alati mesopotamici vengono ritenuti i prototipi dei Cherubini biblici.
Grande influenza avrebbe avuto anche la religione persiana di Zoroastro, profeta del dio supremo Ahura-Mazda, che aveva generato 7 entità chiamate amesha spenta (immortali benefici). Questa religione monoteista prevedeva, 600 anni prima di Cristo, anche figure simili agli angeli custodi, le fravashi. Figure di tipo angelico erano presenti anche nell’antica Grecia: la protettrice di Achille, Athena, si comportava da messaggera alata, così come Ermes con un altro suo protetto,Ulisse.

Nella religione tibetana, gli angeli possono essere sia di sesso maschile sia femminile, mentre in quella cristiana si discute spesso del sesso degli angeli (tanto da diventare un modo di dire). Nella religione ebraica gli angeli (“malak”), creati da Dio nel secondo giorno, hanno il compito di onorare Dio e di presentare la sua volontà agli uomini; tre arcangeli (Michele, Gabriele e Raffaele) hanno la funzione di guida. Attorno a loro gravitano miriadi di angeli i cui nomi terminano tutti in -el, cioè Dio. Il filosofo Platone parlava di mediatori fra il cielo e la Terra, come Eros. Aristotele di creature di puro spirito non soggette alle passioni umane, ma capaci di rendere possibile il movimento dell’universo. I cori angelici danteschi del Medioevo e le principali gerarchie derivano da questa visione aristotelica.

Nell’Islam sono previsti tre tipi di creature alate: gli angeli, con funzioni simili a quelle previste dall’ebraismo e dal cristianesimo, i jinn, che possono essere ostili o benevoli per l’uomo, e i diavoli. Gli angeli custodi “arrivarono” solo dopo la Controriforma, in risposta ai protestanti che avevano relegato le schiere angeliche al ruolo di semplici comparse. Ecco, si presume che i nonni vengano festeggiati lo stesso giorno degli angeli custodi perché sono il loro riflesso in terra.

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