Il nucleo funzionale ed economico dell'area marsicana, rappresentato dal bacino di quello che un tempo era il Lago del Fucino, trova una prima naturale estensione nel territorio dei dieci comuni che si affaccianvano sulle sue sponde: in primo luogo Avezzano, quindi  Celano, Aielli, Cerchio, Collarmele, S. Benedetto dei Marsi, Pescina, Luco dei Marsi, Trasacco e Ortucchio.

A cui si devono aggiungere i naturali bacini tributari del Fucino: la Vallelonga (con i comuni di Collelongo e Villavallelonga), la valle del Giovenco (con i comuni di Ortona dei Marsi e Bisegna) e la valle di Riofreddo e S. Lucia (con i comuni di Gioia dei Marsi e Lecce nei Marsi). Dei bacini circostanti, due hanno rapporti strettissimi con il Fucino: - la valle del Liri, che riceve le acque del Fucino attraverso l'emissario artificiale e solo nella zona bassa risente l'attrazione di Sora, vi corrispondono i comuni di: Cappadocia, Castellafiume, Capistrello, Canistro, Civitella Roveto, Civita d'Antino, Morino, S. Vincenzo Valle Roveto e Balsorano; - i piani Palentini, che si caratterizzano per numerose analogie sul piano agricolo con il Fucino e a cui corrispondono i comuni di: Magliano dei Marsi, Massa d'Albe, Scurcola Marsicana, Tagliacozzo e in più Sante Marie. Non si può inoltre prescindere dall'altopiano di Carsoli, con i comuni di: Carsoli, Oricola, Pereto e Rocca di Botte. Per ragioni storico-culturali e per un naturale consenso delle collettività interessate, appartengono all'area, inoltre, i comuni di Ovindoli, Opi e Pescasseroli.

Il territorio della Marsica offre vari spunti per itinerari naturalistici, monumentali, archeologici, artistici ed eno-gastronomici di notevole interesse. Si va da antiche chiese che conservano tesori di inestimabile valore, tra cui l'Abbazia di Ss. Pietro e Paolo a Pescasseroli, risalente al XII s., la romanica S.Maria in Valle Porclaneta a Rosciolo, oppure il Santuario della Madonna del Romitorio a San Vincenzo Valle Roveto, a siti archeologici meta di studi da parte di Università di tutto il mondo, tra cui Alba Fucens ad Albe, di epoca romana, le Paludi di Celano, di epoca paleolitica, o la fastosa Marruvium a San Benedetto dei Marsi, da monumenti testimonianza di un glorioso passato, tra cui il Castello Piccolomini di Ortucchio, la Torre normanna di Collarmele, o il Castello di Celano, sede di un importante museo di Arte Sacra e dell'esposizione della Collezione Torlonia,da musei di notevole interesse tra cui il Museo Civico di Cerchio, la Casa Museo G.R. Mazzarino e il Museo Silone a Pescina, il Museo di Storia e Civiltà Contadina di Civita d'Antino fino a bellezze paesaggistiche particolarmente suggestive, tra cui la Grotta di Verrecchie o di Petrella, conosciuta come Grotta di Beatrice Cenci, le Gole di Aielli Celano, le cascate di rara bellezza di Zompo lo Schioppo. Ma tutta la Marsica si caratterizza per paesaggi suggestivi tanto che ben due parchi, il Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise e il Naturale Regionale del Sirente Velino, insistono sul suo territorio, insieme a una miriade di Riserve naturali. Infine è da ricordare che la Marsica ha dato i natali a personaggi di altissima levatura tra cui Benedetto Croce a Pescasseroli, Tommaso da Celano, Ignazio Silone e Giulio Raimondo Mazzarino a Pescina.

Ritratto di L.T.

di Fiorenzo Amiconi
 
Duecento anni fa, il 10 Dicembre 1806, nasceva ad Aielli, dal dottore "in utroque jure" Giuseppe e da Donna Carolina Maccallini, lo storico nonché canonico-teologo della cattedrale dei Marsi, (allora in Pescina) Andrea Di Pietro, figura di primissimo piano non solo nel panorama culturale della nostra subregione marsicana.


     andreadipietro2La sua produzione letteraria è incentrata sulla storia della Marsica. Il Nostro attinse la maggior parte delle notizie per la sua fondamentale opera dai documenti collocati nell'archivio della diocesi dei Marsi( ora ubicato in Avezzano ). Il suo prezioso lavoro è senz'altro da prendersi in considerazione e da elogiarsi in toto. Non sempre però l'operato del Di Pietro fu apprezzato e posto alla giusta attenzione degli addetti ai lavori.
 
     Si veda a mò di esempio il giudizio durissimo di Federico Terra espresso nella sua opera : " Sopra il difetto, la importanza e la necessità d'una storia dei Marsi,ecc.," edita in Aquila nel 1876, per i tipi di Bernardino Vecchioni tipografo :"(...) che dovrà dirsi mai dell'altro scrittore contemporaneo D. Andrea Di Pietro?(...) Quando alle opere pubblicate non è da lodarsi davvero, ed a parte qualunque riserva consigliata da ogni altro sentimento che non quello della verità egli è per fermo( come in ordine di tempo così in ordine di meriti ) l'ultimo degli storici nostrani.Volendo solo sceverare il male dal pessimo potrebbe dirsi che il Catalogo dei vescovi della Diocesi ec. sia l'opera meno condannevole delle altre: comunque pure lodata più del dovere da qualche giornale cattolico (...)".(1) Le altre opere, sempre a giudizio del Terra sono: "(...) i lavori più sbagliati di tutti sia nella sostanza che nella forma (...) il Di Pietro è scrittore poco diligente e niente autorevole di cose attenti alla nostra storia: perciò da diffidare ancor in modo da non prendere per ( secondo le parole del Rogadeo, del Giovernazzi, del Mommsen ) le visioni, le chimere, le frottole o le poltronerie sue (...)".Il Terra addirittura mette in dubbio anche l'unico documento da lui apprezzato: "(...) possiamo essergli grato senza dubbio per aver pubblicato nella seconda delle sue opere quelle notizie riguardanti le Chiese marsicane, nonché quella bolla di Clemente III al nostro vescovo Eliano. La quale (se vera) è interessantissima per la notizia che ci da di tanti antichi paesi ,casali o Vilaggi nostrani (...)".
 
     Giudizi molto duri ed aspri che il Nostro non merita affatto,pian piano, adesso, infatti, se ne sta rivalutando la sua nobile figura di storico e ricercatore grazie anche alla perfetta funzionalità dell'Archivio della Diocesi dei Marsi ( sagacemente riordinato dallo storico nonché ricercatore Angelo Melchiorre al quale senz'altro va il merito ed il plauso per la  riapertura al pubblico di questa importante infrastruttura frutto del suo impegno quotidiano ed indefesso per amore della storia: " " " Considerate la vostra semenza:/ fatti non  foste a viver come bruti,/ma per seguire virtute e conoscenza " ) che permette di verificare, se ce ne fosse stato il  bisogno, l'esattezza delle notizie fornite dal Di Pietro nella seconda metà dell'Ottocento. Il Nostro è l'unico Autore che sistematicamente ed esattamente mette in evidenza le località antiche con quelle moderne individuando sagacemente i territori di pertinenza di ogni Comune lui, infatti, dà di ogni località rinvenuta nei documenti conservati nell'Archivio della Diocesi dei Marsi( prima in Pescina ora in Avezzano ) l'esatta ubicazione: lavoro ancora oggi validissimo  ed imprescindibile per quanti vanno alla meticolosa ricerca storica di ogni centro della nostra subregione marsicana.
 
    Andrea Di Pietro infatti, nella sua maggiore opera : " Agglomerazioni delle popolazioni attuali della Diocesi dei Marsi " edita nel 1869 per i tipi della benemerita casa editrice di Vincenzo Magagnini in Avezzano, mette nel dovuto risalto le doviziosissime notizie tratte dai documenti conservati nell'archivio della diocesi dei Marsi. Il Nostro di ogni paese traccia un autorevolissimo profilo storico dal medioevo alla prima metà dell'ottocento. Con umiltà ed intelligenza continua il filone storico iniziato nel ‘600 da Muzio Febonio e, nel Settecento, da Monsignor Pietrantonio Corsignani.
 
     Non sappiamo con precisione quando il Di Pietro trasferì la propria residenza in Cappelle dei Marsi ( frazione del Comune di Scurcola), nel nucleo familiare del cognato Agostino Gatti marito della sorella Maria Amalia. Non sappiamo se si trasferì prima o dopo la morte del cognato avvenuta all'età di circa 59 anni, il 20 Novembre 1849.
 
     I dati relativi alla morte del Nostro, avvenuta in Cappelle dei Marsi il 26 Marzo 1874, sono tratti da un unico documento ( non esistono infatti nel Comune di Scurcola Marsicana, a causa sicuramente del terremoto del 13.1.1915, i registri di morte relativi all'anno 1874 ) è il "Fuoco" (famiglia) 193 facente parte dello Stato delle Anime conservato nella chiesa parrocchiale di Cappelle dei Marsi (2)( data la rarità del menzionato documento si pubblica in questo mio modestissimo intervento) mentre per quanto riguarda la data di nascita l'apprendiamo dallo Stato delle Anime compilato prima del 1813 ed in quello redatto nel 1831(3) conservati nell'Archivio Parrocchiale di Aielli.
 
    Vedendo l'albero genealogico di Andrea Di Pietro notiamo che il Nostro è apparentato con le famiglie più cospicue e potenti di Cerchio, Aielli, , Collarmele e Castelvecchio Subequo.
    Notiamo ancora che oltre al nonno materno Barlaam Maccallini che svolgeva l'attività medica, anche suo zio Baldassarre Maccalllini e suo cugino Gaetano Maccallini( consigliere provinciale) erano medici come pure medico era l'altro zio Ludovico Samperlotti di Castelvecchio Subequo.
    La nonna Carolina Maccallini era figlia del medico Barlaam e di Lucrezia d'Amore, figlia di uno dei più facoltosi personaggi di Cerchio Fulgenzo ( nato a Cerchio il 10.10.1701 ed ivi deceduto il 9.12.1767) e di Virginia Mancini( nata a Riofreddo il 26.10.1710 e deceduta in Aielli, il 26.8.1781).
 
    Il menzionato zio Baldassarre sposa Maria Restituta d'Amore di Cerchio figlia del facoltoso Anselmo  e sorella dei sacerdoti Filippo Romualdo, Francesco Antonio (futuro arciprete di Cerchio), ed Erasmo legato pontificio e sorella, anche, del "magnifico dottore delle due leggi" Vincenzo, e di don Lorenzo ,Governatore e Giudice della " Massa di Cerchio" durante gli sconvolgimenti politici che fortemente caratterizzarono il Regno di Napoli durante l'invasione Francese del 1798-1799 ( era anche Maestro di Agricoltura ). Restituta era nipote dell'arciprete Angelo Nicola d'Amore e cugina di Venanzio d'Amore il quale unendosi in matrimonio con Rachele Fracassi di San Vicenzo Valle Roveto, nel 1795, formerà il nuovo e potente casato dei d'Amore Fracassi.
    Peccato però che del Nostro, forse sicuramente anche a causa del disastroso sisma del 13.1.1915, non abbiamo lettere o altri documenti, tranne quelli conservati nella diocesi dei Marsi esclusivamente (quasi) ecclesiatici, attraverso i quali capire meglio la sua forte personalità.
    Non sappiamo quali erano i suoi amici, i suoi referenti storici che comunque doveva avere. Non sappiamo con chi il Nostro si consigliava nell'elaborazione dei suoi interessantissimi lavori (4). E' veramente un peccato.
    Per  l'occasione della ricorrenza del secondo centenario della nascita di Andrea Di Pietro ci eravamo ripromesso di impegnarci maggiormente per cercare, anche con l'ausilio di amici impegnati nel mondo della ricerca,  di rinvenire e reperire " incartamenti" utili a quanto ci eravamo ripromessi: non siamo riusciti nell'intento prefissoci.
 
    Speriamo che altri siano più fortunati di noi e che, in occasione delle manifestazioni che sicuramente si svolgeranno per celebrare degnamente il secondo centenario della nascita del Nostro, altri ricercatori ed amanti delle "cose patrie" riescano a rinvenire presso archivi pubblici o privati notizie riguardanti lo storico Andrea Di Pietro  che senz'altro merita attenzione non solo da parte degli addetti ai lavori ma anche da coloro, come novelli Diogene, vanno alla ricerca delle proprie radici storiche: il suo operato senz'altro non va ignorato né sottaciuto.
                                                                      
                                          Fiorenzo AMICONI


 


ALBERO GENEALOGICO DI PIETRO Giovanni

Giuseppe Maria JANNOTTA
nato il 19.9.1669 nata il 15.10.1686

Venanzio Teresa MACEROLA
nato il 3.8.1722 nata il 12.8.1725

Giuseppe Carolina MACCALLINI
nato il 13.7.1758 nata a il 15.5.1772
morto il 17.4.1838 morta il 13.10.1844

M.(ari)a Amalia Aurelia Andrea Gradito
nata ad Aielli nata il 16.4.1797 nato ad Aielli il 10.12.1806 nato 3.2.1810
morta a Cappelle morta morto a Cappelle dei marsi il 26.3.1874 morto



Note
1)La civiltà Cattolica del 7 dic. 1872, Quad. 539.
2)Misura mm. 295x 170.” Status Animarum “ sec. XIX- “Fuoco” 193.
3)“ Stato Popolazione/1831/Statino delle Anime di questo Comu/ne di Ajelli, riformato da /me D. Matteo Angelone/Prevosto Curato della Par=/rocchiale della SS.ma/Trinità/Nell’Anno 1831 “. “Fuoco” 65.
4)“Agglomerazioni delle popolazioni attuai della diocesi dei Marsi”.Avezzano, 1869 Tipografia Vincenzo Magagnini ( fu ristampata nel 1872 dalla medesima tipografia con l’aggiunta del mandamento di Tagliacozzo mancante nell’ edizione del 1869);.
“Sulle principali antichità marsicane.Cinque paragrafi scritti da D.Andrea di Pietro canonico teologo della cattedrale dei Marsi “, Tipografia Aternina di Aquila, 1869 ( fu ristampata nel 1872 dalla tipografia di Vincenzo Magagnini in Avezzano );
“ Compendio della Vita di S. Berardo cardinale e contemporaneamente vescovo della Chiesa dei Marsi”,1872 Tipografia Vincenzo Magagnini, Avezzano;
“ Catalogo dei vescovi della Diocesi dei Marsi “.Tipografia Vincenzo Magagnini ,Avezzano 1872.