Terre Marsicane
La voce della Marsica

Giuseppe Bonaparte in visita ad Avezzano

La nascita della Sotto-Intendenza
di Fulvio D’Amore
Tra scorrerie brigantesche e congiure d’ogni genere scoppiate in tutto il Meridione,  il 14 maggio 1807 Giuseppe Bonaparte, re di Napoli, partì dalla capitale del regno per visitare gli Abruzzi (Ulteriore Primo, Ulteriore Secondo e Citra). Con imponente scorta armata della gendarmeria reale francese, passando per Sora, raggiunse la cittadina di Avezzano il 17 maggio, accolto e ospitato dal sindaco Don Serafino Mattei. La visita del sovrano francese (fratello di Napoleone) presenta aspetti di massima rilevanza, descritti nella cronaca intitolata «Diario di ignoto», un opuscolo pubblicato da Angelo De Nardis nel 1970. In esso si legge che dall’Aquila (sede dell’Intendenza), sin dal 9 maggio 1807, era partita per Avezzano una deputazione delle autorità più rappresentative della provincia, che comprendeva gli ispettori delle contribuzioni Maussier e Bonjour, il capo squadrone della gendarmeria Bonelli e il capitano Lavalle, quando già il generale franco-polacco Partouneaux si era portato da Chieti personalmente ad incontrare il re nella Valle Roveto, mentre i deputati «eran rimasti ad Avezzano coll’Intendente non essendo Balsorano capace di contenere molta gente» (1).

Durante questa importante avvenimento, l’attento ministro Saliceti, era riuscito a sventare una pericolosa congiura appena scoperta a Napoli, in concomitanza della sconfitta subita dalle truppe borboniche comandate dal colonnello d’Assia Philippsthal avvenuta a Mileto.

Sulla base di tali presupposti e nell’ambito del riformismo amministrativo in atto, grazie all’interessamento e all’insistenza di «Casa Mattei», Giuseppe Bonaparte fece aggiungere ai primi tre «Governi di Distretto» (L’Aquila, Sulmona, Cittaducale), il quarto, con Avezzano sede di sotto-intendenza e di tribunale. Tra le motivazioni presentate dal primo cittadino, capaci di convincere il re, si legge: «La Marsicana è tutta circondata da Montagne, che presentano delle gole per poterne uscire. Al cader delle nevi codeste gole si chiudono, ed i Marsi per più mesi dell’anno non possono avere quasi verun commercio né con L’aquila, né con Civita Ducale, né con Solmona, che sono i Capi de’ tre Distretti del Piano. Sembra dunque inevitabile, che debba aggiungersi un quarto Distretto collocando una terza Sotto-Intendenza in Avezzano, oppure in Celano, come meglio parerà». Nell’elenco dei «Governi del quarto Distretto», stilato successivamente (decreto 4 maggio 1811), si registrò: 1° Avezzano; 2° Civitella Roveto; 3° Gioia; 4° Pescina; 5° Celano; 6° Tagliacozzo e 7° Carsoli, per un totale di abitanti pari a 64.955, tutti soggetti al sotto-intendente del capoluogo marsicano (2).

Il sovrano francese proseguì poi il suo viaggio passando per L’Aquila e Capestrano, diretto a Penne per giungere, infine, a Teramo, accolto trionfalmente il giorno 21 maggio 1807.

La mattina dopo arrivò a Giulianova, diretto verso Pescara e Chieti, per poi ripartire alla volta di Napoli. Anche se l’ordine pubblico era stato assicurato dai soldati del generale Partouneaux, che precedeva la carovana delle carrozze reali, i guerriglieri anti-francesi condotti da Felice Ruggieri, alias Giovinotto di Ovindoli, si preparavano ad attaccare la retroguardia. Purtroppo ne fece le spese il tenente della Guardia Civica avezzanese (Vincenzo Rampa), inserito nella truppa del generale Chavardés, che fu ferito gravemente al collo durante l’inevitabile scontro armato, mentre la testa della colonna passò indenne sull’Altipiano delle Rocche (3).

Note

1) A.De Nardis, La venuta in Aquila di Giuseppe Bonaparte, pp.8-12.

2) Archivio di Stato di L’Aquila (d’ora in poi A.S.Aq.), Intendenza, Affari Generali, Serie I, cat. 24, Anni 1809-1860, b. 4702 A.

3) A.S.Aq., Intendenza, Affari Generali, Serie I, cat. 27, Anni 1807-1809, b. 4815 A, fasc. 13.

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