Concorso di pittura estemporanea a San Pelino in memoria di Vincenzo Mancini

Avezzano. Torna a San Pelino, con l’ottava edizione, il concorso di pittura estemporanea dedicato alla memoria di Vincenzo Mancini. La manifestazione, che da anni ottiene un riconosciuto successo e che si terrà mercoledì 16 agosto 2017 nella piazza del paese, vedrà protagonista la pittura, nelle sue più diverse forme ed espressioni.

L’evento, infatti, promosso e organizzato dall’Associazione Teatrale Culturale “San Pelino”, lascia liberi artisti di ogni età e provenienza di esprimere la propria fantasia e creatività, a scelta tra i suggestivi luoghi del paese e i paesaggi naturalistici della Marsica. L’iniziativa, che vedrà, a partire dalla mattina, il paese trasformarsi in un laboratorio artistico per un’intera giornata, è rivolta a tutti coloro che amano esprimersi attraverso l’arte.

Il concorso quest’anno ha un titolo molto forte e impegnativo: “San Pelino: residenza estiva della Roma imperiale”. Al periodo romano infatti risale una fastosa villa di Lucio Vitellio, proconsole in Caria. I resti della villa potrebbero essere identificati in località “Panciano”, a nord-est dell’abitato di San Pelino.

(Dai quaderni sampelinesi di Pasquale Fracassi) Lucio Vitellio era una figura di primissimo piano negli ambienti politici e mondani della Roma imperiale perché era in rapporti privilegiati con tutti i componenti della famiglia Giulia. Praticamente, egli era l’amico più fidato di tutti gli imperatori che, ai suoi tempi, si susseguirono nella guida dell’impero. Inviato in Siria con l’incarico di legato, non smise mai di pensare alle esigenze botaniche della sua villa sampelinese e dei poderi che a questa erano annessi e si impegnò, senza lesina di mezzi, nella ricerca delle migliori soluzioni. Noci e fichi sono, tra gli alberi che vi fece trasportare dalla Siria, quelli che dettero la maggiore fama a questa villa.

Però, anche i pistacchi – o terebinti, come si chiamavano in lingua greco siriana queste piante – contribuirono non poco a darle fama perché – ci dice sempre Plinio – furono importati anch’essi dalla Siria come i fichi ed ebbero in questa villa la loro prima e, forse per chissà quanto tempo, l’unica coltivazione sul territorio nazionale.

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