Avezzano, elezioni a colpi di “post”. La battaglia delle amministrative si combatte su Facebook

Avezzano. Foto, santini elettorali, post al vetriolo, commenti a volte anche oltraggiosi alle pubblicazioni on line dei comunicati stampa delle varie coalizioni che sostengono l’uno o l’altro candidato.

Si gioca “anche”, ma a questo punto direi tranquillamente “soprattutto”, su Facebook, la competizione elettorale 2017 che alla fine “partorirà” il futuro sindaco di Avezzano.

Già da qualche mese impazzano sui social le immagini dei diversi candidati alla poltrona di primo cittadino. A colpi di post su Facebook si è aperta una querelle che non è riuscita a fermarsi nemmeno nei giorni del silenzio stampa imposto dalla legge.

Tra un account falso ed un altro c’è chi ci mette comunque la faccia e così non ha timore nemmeno di pubblicare la scheda elettorale con tanto di croce sul candidato sindaco scelto dentro l’urna. Evidentemente, il fatto che fotografare il proprio voto per giurare fedeltà a un candidato costituisce reato, non interessa a chi, facendosi scherno della legge, osa anche pubblicare l’immagine su Facebook.

Questa mattina sulla geniale piattaforma targata Zuckerberg in pochi minuti è diventata virale una cartolina “sull’avezzesità”.

A pubblicarla è stato Massimo Verrecchia, asso nella manica del candidato sindaco Gabriele De Angelis. Verrecchia, sceso nella competizione quasi “all’ultimo momento”, è stato invece tra i più votati.

Con 412 voti si è piazzato al quinto posto in assoluto su circa seicento candidati battendo tutti i politici che erano candidati in entrambi gli schieramenti.

Quasi contemporaneamente Zeudi Liberale, una delle candidate della lista di giovani del sindaco uscente Gianni Di Pangrazio, il quale mira al suo secondo mandato, gli riconfermava la fiducia dopo che a lui ha già dato i suoi 128 voti.

Voti fatti uno ad uno, da sola, senza l’appoggio di nessun politico. Anche il post della Liberale, “Targato Az”, ha avuto decine e decine di visualizzazioni e commenti.

Alle battute finali sono anche i tanti account segnalati ripetutamente anche al controllo di Facebook, che in questi mesi hanno lasciato commenti, spesso anche sgradevoli e offensivi (non si è salvato nemmeno il direttore di Terremarsicane dalla spiacevole visita di uno di loro sulla bacheca del proprio profilo personale), contro il candidato Gabriele De Angelis, nuovo alla piattaforma social a differenza dell’altro candidato che già 5 anni fa era approdato sui social con la sua prima campagna elettorale da candidato sindaco.

Ne è un esempio l’account realizzato con l’immagine di un anziano che vota a un banchetto dell’ultimo referendum dello scorso anno. Immagine presa chiaramente dal sito del Partito Democratico di Cinisello Balsamo, segnalata anche ai responsabili del partito della città metropolitana di Milano, in Lombardia.

Stefano Lanciotti, un altro giovane fedelissimo a Di Pangrazio da Caruscino ha lanciato già diversi #hashtag a sostegno del suo sindaco e anche i suoi post nel giro di qualche minuto diventano virali, rimbalzando da una bacheca ad un’altra. Lanciotti, a quanto pare, non apprezza la campagna di comunicazione di De Angelis e lo fa notare.

Tra i suoi commentatori molti “soliti” noti del web, avezzanesi e non, sostenitori dell’attuale amministrazione uscente. Tra i più pungenti commentatori c’è anche uno degli avvocati chiamati in causa dal politico Verrecchia nella sua cartolina sull'”avezzanesità”.

Insomma, tutti a parlare di web, di social e di consensi. Fino all’ultimo colpo, atteso per domenica 25, giorno del ballottaggio.

Che poi si sa la politica è una cosa, il rispetto delle persone e dell’amicizia ne è un’altra.

E ne è un buon esempio la foto pubblicata da un’altra candidata di Di Pangrazio, Anna Pensa che racchiude un po’ quello che si spera sia lo spirito anche di una campagna elettorale e cioè bene sì la competizione ma che non sfoci mai in un’aggressività inopportuna e scadente.

A quanto pare ad Avezzano, per parlare di bandi pubblici, della loro assegnazione, di appalti, di verde pubblico, di cooperative che nascono e a cui vengono affidati i lavori sotto gli occhi di tutti bisognerà aspettare il dopo urne.

Per il voto ad Avezzano a parlare di etica è intervenuto don Antonio Salone, parroco della chiesa dello Spirito Santo, che ha utilizzato la sua mailing list composta da 2mila indirizzi, per invitare gli elettori a una scelta responsabile. Anche in questo caso, però, c’è chi ha storto il muso. Perché, sta di fatto, che uno dei candidati consiglieri all’attuale competizione elettorale tutti sanno essere un uomo che veste una tunica proprio nella sua chiesa. E allora, nel giro di pochi minuti dalla pubblicazione sulle locandine dei maggiori quotidiani d’Abruzzo, dell’annuncio del suo comunicato, c’è chi si è sfogato sulle messaggerie istantanee di whatsapp di tutta Avezzano, non vedendo di buon occhio il messaggio.

E allora buon voto a tutti. Si spera che sia presto meno social e più garante dei diritti dei cittadini.

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